Non passa alla Camera il disegno di legge di Anna Paola Concia (Pd) riguardo all’aggravante dell’omofobia a cospetto dei reati penali. Passano le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Pdl, Lega ed Udc. 

Ora, non voglio neppure entrare nei tecnicismi dell’aula, se tirare in ballo la Costituzione possa avere un senso o meno, o sia stato solamente un cavillo parlamentare per affossare il disegno di legge della Concia, ma vorrei solo entrare nel merito della proposta.
Aggravante “omofoba” per i reati penali. Già la vedo di complicatissima se non di impossibile applicazione. Mettiamo ad esempio che tre quattro delinquenti, idioti e violenti, riempiano di botte una coppia di ragazzi maschi intenti a baciarsi davanti casa, per strada comunque; arriva la gazzella della polizia, i 4 imbecilli vengono ammanettati e condotti in commissariato per essere interrogati.
Mi spiegate come è possibile carpirne le finalità omofobe? Beh, certo, si potrebbe dedurre che se i due ragazzi pestati stavano assieme e si baciavano, ergo che i 4 vigliacchi lo abbiamo fatto proprio per lo sfondo razziale che li pervadeva. Ma come si potrebbe, nell’eventualità questi non confessassero le loro motivazioni anti-gay, estorcere loro una dichiarazione reo-omofoba? Capite che già l’applicazione e la messa in atto di tale provvedimento darebbe davvero adito ad una marea di interpretazioni che, considerando il labile ed intricatissimo sistema giudiziario italiano, potrebbe per assurdo portare a avere sconti sulla pena se, arrestati per reato penale + omofobia, i delinquenti riuscissero a dimostrare la loro estraneità a finalità razziali persecutorie. Della serie, dopo il danno, la beffa.
Ma, ed è un MA gigantesco, la cosa che più mi fa ribollire il sangue ed intorpidire le vene del collo, è quella per cui, cara deputata Concia, così facendo, così proponendo leggi a difesa di quella che Lei ritiene una “minoranza debole”, non fa altro che buttargli la croce addosso, scavargli una fossa, ghettizzarli in un lanzicheneccho giudiziario, in leggi costruite ad Hoc che, mi consenta, sono molto più razziali e discriminanti rispetto a quello che lei sostiene invece sia la bocciatura del suo ddl.

E non è un assurdo, guardate bene, tale tipologia di proposta che mira a mettere dei “però”, dei “ma”, delle eccezioni alla regola, è quanto più lontano c’è dal definire gay, lesbiche, trans uguali a tutti noi. Se i 4 delinquenti di cui sopra pestano due omosessuali, ne risponderanno pesantemente dei reati a loro ascrivibili e, statene certi, non la passeranno liscia solo per il fatto che hanno picchiato due gay.

Guardi ancora bene, deputato Concia, che non voglio nascondermi dietro la Costituzione od altri cavilli di legge, ma quello che deve passare (ed a cui lei immagino sia perfettamente d’accordo) è che gli omosessuali sono persone, uguali in tutto e per tutto a noi trombatori dell’atro sesso, e soprattutto e prima di tutto identici davanti alla Giustizia Italiana. E questi eventuali provvedimenti vanno in tutt’altra direzione, sono sputi contro vento, perché da un lato ne affermano il principio di uguaglianza dei gay, ma nell’altra faccia della medaglia sono discriminati davanti alla legge, e non sono più eguali agli altri. Perché dire che ammazzare un omosessuale è peggio che uccidere un “altro”, significa proprio dire, orsù, che i gay sono palesemente un gradino sotto agli etero e, perciò è necessaria, per salire tale gradino sociale e compensare questo”gap”, che venga introdotta una normativa “salva omosex”, od un “lodo Concia”. Non li salva, non li si garantisce, perché se si continua a chiamarli con i “loro”, “li”, “gli” ed altri artcoli determinativi e comparativi, Si umilia, Si mette in imbarazzo e Si manca di rispetto a delle persone che, ne sono certo, non hanno alcuna voglia di essere messi su questo piano di “privilegio”, non hanno alcuna voglia che si parli dei “loro diritti”, perché i loro diritti non sono altro che quelli di tutti.

Fossi un gay mi incazzerei a morte con questi provvedimenti, con questi pietosismi parlamentari, con la storia del “poverino” a tutti i costi, che alla fine non crea che delle Clack, dei Gruppi autonomi non integrati, un sottopancia di popolazione più vicino alle comunità cinesi che alla società civile.
 
E mi incazzerei perché, con il culo che mi son fatto (senza alcuna facile ironia) nei secoli e soprattutto nell’ultimo decennio per poter far sì che questo cavolo di generazione mi riesca a considerare alla stessa stregua di un “normale”, e non come un lebbroso o malato terminale, ecco che Voi, parlamentari che mi dovreste rappresentare, volete che ora mi si discrimini per legge? E no eh!?
 
Ci pensi, Concia, è necessario che la legge faccia bene il suo mestiere e, se ci sono violenti od assassini, li punisca come deve punirli, senza che sia necessaria un’aggravante che non fa altro che riempire di ulteriori cavilli un sistema già più che saturo.
 
E lasci stare gli omosessuali, che si sanno difendere meglio di quanto non creda, e che non hanno bisogno che gli sia offerto buonismo e vittimismo gratuito, e tantomeno vogliono essere al di sopra delle Leggi che giudicano gli uomini, perché è di questo che stiamo parlando.

 L’articolo de La Repubblica