Bossi che arriva con due ore di ritardo, carico come una molla, con occhiali “disco” post-cataratta e una mazzetta di soldi di carta che fa sventolare non si sa per quale provocazione, Calderoli paonazzo e gonfio d’emozione, la Michela Brambilla, per una volta al centro dell’attenzione, che non toglie mai la maschera del riso finto-isterico, Cota si nasconde dietro gli occhialini blè, e il Giulione nostro che prova a mimetizzarsi in seconda fila, già parzialmente pentito alla partenza.

Questo il quadretto inaugurale che ha portato la somma apposizione delle tre targhette ministeriali, del dicastero delle Riforme, Semplificazione e Finanze. Signore e signori, ed è vero, ecco a voi il Circo di Monza. Se non altro al sindaco della città brianzola arriverà una certa dose di pubblicità oltre, probabilmente, una mezza  dozzina di cani da caccia portati dal ministro turistico Brambilla, che annuncia di voler volere anche lei una sua targhetta ed un suo studiolo. Deve pur far concorrenza, da buona donna del Cav, a Giulietto nostro, no?!

A disposizione degli uffizi ministeriali 100 mq di superficie. Niente di chè, ma riusciranno poi a contenere le ondate di olgettine che da Roma faranno tappa prima di approdare alla base di Arcore?Chissà. Per ora ci soffermiamo sulle pareti dei tre/quattro nuovi ministeri, che vedono affisse due effigi, due foto, quella classica presidenziale, di Napolitano, e quella, più a sinistra, del capo, che immortala un giovane Bossi, riccioluto e che ancora ce l’aveva duro.

Può dunque avere inizio il nuovo regno di Re Umberto III, Signore dei buffoni di Monza.