Nella nona gara della MotoGp, vero giro di boa  della stagione 011, vince un ritrovatissimo “bimbo vecchio” Pedrosa, che ritorna ai suoi livelli, mostruosi, quelli solo assaggiati prima della spintone subito dal Sic.
Male gli italiani, Dovi solo 4° e mai con le altre HRC, Sic sesto, Rossi nono, e bella grazia. 
voto 9
Pedrosa. C’è chi lo chiama Camomillo per la sua quasi assenza emozioni, anche e soprattutto quando stravince, come oggi. Noi ci accontentiamo, e ci basta di brutto, del Dani ancorato alla sua Honda, che oggi ha davvero sverniciato e salutato tutta la compagnia, e ha fatto capire che senza la maldestra ed assurda spallata del Sic, il Danielito sarebbe li con l’australiano e l’amico-nemico Lorenzo a giocarsi il mondiale.
RITROVATO.
voto 5
Simoncelli. Da leone ruggente e scoordinato, che vuole spaccare l’asfalto, ma che alla fine spacca solo carene e si ritrova quasi sempre col culone per terra, a pecora riccioluta che si accontenta di arrivare solo al traguardo indenne, ma si sa, chi si accontenta non va mai sul podio.
E’ palese che l’influenza psicologica del terribile inizio di MotoGp ha pesato tanto sotto la “lana” del Marcone nazioinale. Ora sta patendo incredibilmente tale impatto, non è il Sic della 250 e delle prove dove, senza pressioni e libero da ogni condizionamento di caduta, dà il suo massimo, ed è sempre o quasi davanti a tutti.
Al Mugello ha perso un quarto posto che sembrava amministrare, oggi fa ancora peggio, regalando non solo la piazza di legno ad un sempre regolare Dovi, ma addirittura slargando prima della bandiera a scacchi, dando il free pass anche a Ben Spies. E in conferenza stampa che ha il coraggio di dire che valuta positivamente la sua prestazione. Da recuperare, seriamente, al più presto, altrimenti è meglio che si concentri sulle tante pubblicità che lo vedono, lì si, protagonista.
LEONE IN GABBIA.
voto 4,5
Rossi-Ducati.
Non fa più notizia, e questa è la cosa più grave. Penultimo posto in griglia, nono posto finale, passato da Bautista (ottimo su Suzuki) e anche dal compagno Hayden, che corre con la nuova moto. Numeri di un anonimato mai visto, per quello che, se non tutti, noi consideriamo il numero uno di tutti in tempi.
Ora si attende non troppo speranzosi ed ottimistici una delle gare più difficili e anormali del lotto (Laguna Seca, in serale), con il dubbio più che amletico se correre con la versione GP11 o con la GP11.1.
Valentino ride e scherza davanti al microfono di Paolone Beltramo di Italia1, ma pare sia quasi un riso di rassegnazione, come per dire “ragazzi è così, di più non si va, io ho la coscienza a posto”.
Un connubio, ad inizio stagione, che si pensava avrebbe dovuto fare sfracelli, il duo Rossi-Rosso Ducati.
Ma poi, vuoi per il ritardo fisico del Dottore dovuto ai problemi alla spalla, vuoi per una moto che sì scarica tanta potenza ma che solo Casey è riuscito (non sempre) a farla volare, pare che il connubio che avrebbe dovuto consacrare il mito di Tavullia nell’olimpo delle due ruote e la Ducati come un bolide imprendibile, beh, ora, pare essere sempre più vicino ai titoli di coda.
Vale è sempre stato, oltre ad un pilota dal polso snodatissimo, progettista e collaudatore unico, che riuscì a portare, in appena tre mesi, la disastrataYamaha del 2004 dalle polveri bagnate alla moto da battere, con due mondiali vinti in carrozza ed uno buttato nel finale. E’ prorpio qui che fatichiamo a capire, come può il massimo miglioratore e motivatore del circo, quale è Vale, a non incidere in una moto che pare essere quella con la maggiori potenzialità? Non sarà che le due personalità (dell’uomo, ma anche della moto) non siano proprio compatibili, e che non sia possibile applicare il Valentinismo ad una moto come la Ducati?
Il Dottore para voler rimodellare la Rossa a sua immagine e somiglianza, per fare in maniera che sia più “guidabile” e più sinuosa, ma la signora di Borgo Panigale non ne vuole sapere, perchè forse è potente e vincente proprio perchè è così, bella e, a volte, impossibile.
Nostra opionione è che non è più tempo per questo dualismo autodistruttivo, ed è ora che Vale lasci fare alla Ducati quello che ha sempre fatto, cioè il puledro di prima razza che a volte si imbizzarrisce, ma che sa vincere e conquistare punti mondiali. E che lui guidi come sa fare, come ha sempre fatto, perchè tutti noi ci si aspetta la stella sulla sua maglia titolata, quella del decimo campionato.
INCOMPATIBILI (per ora..)