Se n’è andato all’improvviso, senza rumore, senza quel baccano e quella simpatica rudezza a cui invece ci aveva abituato nelle sue magistrali interpretazioni di una delle più celebri serie tv che hanno attraversato tutto il decennio ’80: Scuola di Polizia.
Lui era il mitico Hightower, il gigante buono baffuto che risolveva questioni e problemi con la sua devastante forza e le sue lunghissime braccia, con cui faceva praticamente di tutto, da sollevare auto e ribaltarle con estrema facilità, a bloccare teppistelli e ladruncoli di strada, fino a sfasciare allegramente le costruzioni e le casette da addestramento, con non scialans e freddezza, tra lo stupore e l’ira del capitano Harris e del tirapiedi Proctor, e l’esaltazione assoluta dei compagni di corso.
Una figura che calzava a pennello con lo spirito ilare e quasi goliardico della scuola di polizia più sgangherata del pianeta, in cui Hightower era l’elemento di rottura, mastodontico e di pochissime parole, devastante con i prepotenti, esprimeva la sua ira più funesta quando vedeva che venivano calpestati i diritti dei pù deboli, in particolare delle vecchiettine indifese metropolitane.
Con la sua sfinge pacifica fino a quando non gli pestavi i baffi, la sua aria minacciosa e buffa al tempo stesso (e ci ricorda tanto i modi di un idolo assoluto, il nostro Bud Spencer), per tutti noi Moses Hightower rappresentava una figura quasi familiare, dello zione della porta accanto, fare spiccio ma sensibile, incazzato ma bonaccione. In pratica, un super eroe della nostra generazione, di quegli anni che per noi tutti trenta-quarantenni rimangono il non plus ultra, da Madonna a Maradona, da Gioca Jouer a Paolo Valenti. Sono i favolosi ed irripetibili Anni Ottanta, in cui sicuramente annoveriamo tra i grandi must anche le 6 serie di Scuola di Polizia.
Ti salutiamo con affetto Charles Aaron Smith, e per noi sarai sempre l’intramontabile Hightower.
Ciao Bubba, gigante impareggiabile.
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