Manovre di ferragosto: è già tutto in discussione

By on 15 agosto 2011
Neppure due notti dopo, ed il miracolo di San Lorenzo, come volevasi dimostrare, si tramuta nel peggior gavettone di Ferragosto.
La manovra è stata presentata in bello stile (e, vi dirò, non mi dispiace affatto) dal trio Calderoli-Sacconi-Tremonti, la bozza trasformata in testo ed il tutto, confortato anche dai gai giudizi dell’Europa che conta, pareva trovare concordo unanime almeno nell’esecutivo tutto. 
 
Macchè, poco più di 24 ore ed ecco i primi colpi di frusta, i primi calci alla botte, i primi distinguo eccellenti, e che distinguo. Non si tratta della banda del mitico “predellino” Stracuadanio, e neppure delle uscite teatrali di Scilipoti e Responsabili (od ex responsabili), questa volta in prima linea sono nientepopodimenochè il numero 1 ed il numero due, Silvio il Pres., e Bobo dagli Interni.
 
Il Berlusca se ne esce con la rivelazione della legislatura: «Io non sono l’uomo delle tasse, tutta la mia storia politica va in direzione opposta». Ah sì? Questa francamente ci era nuova, considerando che il Berlusconi Quater altro non ha fatto che aumentare la pressione fiscale, lasciando le briciole a tagli strutturali e crescita.

Ed ora pare che il Cav. in prima persona si muoverà per gabbare alle spalle il Tremontino, ammiccando con parte dell’opposizione “amica” (Udc e forse qualche Fli), strizzando l’occhio pure a sindacati e Marcegaglia, mettendo in scena l’ovvio e scontatissimo rimescolone per accontentare di tutto un pò.

Ora, lo dico sommessamente per la mlonnesima volta, che razza di senso ha mettere su un’impalcatura di legge così articolata che, si presume, è stata studiata e discussa non solo dai tre dicasteri oltre che dal Superministro Giulio, ma si suppone anche da tutta la gerarchia lega-pidiellina, seppoi dopo la sua ufficial presentazione non solo ai signor giornalisti ma anche e soprattutto alla UE ed ai mercati continentali, dopo appena due giri di lancette è già sotto esame ed in ritocco continuo? Perchè non lo dite chiaramente, allora, cribbio, che il testo di due giorni fa non era altro che una semplice bozza-straccia, una prima scrittura in brutta copia, da correggere e modificare a random in ogni momento, in ogni sua parte, tanto da poterla anche stravolgere nella sua copia definitiva, di cui ovviamente non sono specificate nè tempistiche nè tanto meno scadenze e termini di consegna.

E’ la solita miserabile e folle gestione di ogni governo  italico che non sa mai farsi rispettare, che non riesce a studiare un piano uno che sia condiviso per lo meno a  maggioranza, che, c’è da giurarci, neppure si parla al suo interno, e che per giunta non ha neanche il minimo e sufficiente coraggio delle proprie azioni.Silvio ora vuole agire sull’aumento delle imposte dirette, con l’innalzamento di un punto percentuale dell’IVA (anche se qualcuno sommessamente dovrebbe fargli notare che, in pratica, è come aumentare la pressione fiscale..), e allora perchè non è riuscito a farlo presente a Giulio tre giorni prima?

Tremonti è un suo ministro, ed agisce anche per Suo conto, dunque, seppure il titolare di economia e finanze non gradisca troppo ascoltare altri pareri, fa lo stesso, amen, il Cav. doveva comunque trovare tempo e modo per far sì che uscisse una manovra unica targata Pdl-Lega e non più discutibile dopo la sua presentazione. Altrimenti è la solita figura dei cioccolatai al di qua delle Alpi, di quelli che presentano una bozza per tenere quieti mercati ed Europa, poi la ridiscutono allegramente, pomiciando a destra, sinistra e pure centro, tanto lo sappiamo, la parola di un politico vale solo fino al momento in qui è stata pronunciata.

Poi se ne vien fuori anche il trombettista Bobo, il Maroni nazionale, che afferma: “La manovra non è blindata”. Bravo, ci mancava pure lui, da sempre esempio di pragmaticità e fermezza, ora di soppiatto salito anch’esso sopra il carro degli anti-tremontiani. Ma scusa, Bobo, il testo perchè non l’hai letto un quarto d’ora prima della sua pubblicazione ed hai parlato occhiale ad occhiale col ministro Giulio, invece di venire a rompere i Maroni adesso con la storia che i tagli ai comuni sono eccessivi e che la manovra può essere tranquillamente cambiata? Ma si dai, bene così, un dialogo tra ministri sordo-muti che quando apprendono che viene toccato anche il loro piccolo grande orticello, se ne sortiscono con il più classico dei “Fermi tutti, questa è una rapina”. 
 
Bah, sarà. Certo è che il carosello degli scontenti c’è da giurarci proseguirà anche a settembre inoltrato, fino a quando, come da atteso copione tricolore che si rispetti, ognuno non abbia avuto la sua piccola grande fetta di torta.
E allora, buon appetito a tutti!
 



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