Due gironi equilibratissimi (E, G) mentre per gli atri due si giuoca già per il primo posto. Magie, clamori e sussulti nei voti dati dalla nostra temutissima redazione. […]
 
GIRONE E
Bene i Blues, Valencia in carreggiata, e occhio anche ai tedeschi dell’Aspirina. Per il Genk si pensa al massimo alla vecchia Uefa.
Bayer Leverkusen – 6,5 – partita non facile, quella coi belgi, ma i crucchi la risolvono con cinismo e robustezza, alla tedesca. Squadra senza nomi altisonanti, ma grande compattezza. Apre Bender, chiude il redivivo Ballack, che, a pieno servizio, sarà certamente l’arma in più.
Genk – 5,5 – volitivi e determinati, ma con poche frecce nel loro arco. Nella ripresa qualche brivido alla porta di Leno lo fanno correre, ma ancora non basta per portar via punti in trasferta. Buffel e Ogunijmi impensieriscono solo le ortiche della Bayarena, e la staffetta Vossen-Barda non cambia l’omelia. Alla ripresa ci sarà il Chelsea, e ci vorrà un Genk di ben altro spessore.
Valencia – 6,5 – Partita di tanta sostanza e sufficiente qualità. Qualche errore in fase di disimpegno, si fa chiudere per una buona mezzora della ripresa, ma poi tira fuori un’anima ed una reazione da top-team. Bene il gioiellino “blanco” Canales, ispirato nella decisiva fase finale, molto bene Soldado, sempre pericoloso, fino a realizzare il penalty del pareggio definitivo. Monumentale Diego Alves, che effettua almeno tre parate che valgono un gol. Ora,però, serve la zampata alla Bayarena, perchè gli applausi, da soli, non portano agli ottavi.
Chelsea – 7 – controlla e fa el partido sin dalle prime battute, spinge dietro il Valencia fino ad arroccarlo, ma il fortino Diego Alves non vuole cadere, tanto che Torres pensa di tornare a Londra via Lourdes. Il goal arriva nella ripresa, con l’eterno Lampard, poi i blues non riescono a raddoppiare, e questa è un pò l’unica colpa degli uomini dello Special Two. Il rigore del finale ci sta, ma al Chelsea mancano due punti. Giocando così, però, il primo posto non è in discussione.
GIRONE F 
Marsiglia ed Arsenal staccano tutti, ma tedeschi e greci non sono quelli che dice la classifica.
Arsenal – 6 – la vittoria è oro colato, i tre punti sono di platino, qui non ci piove. I Gunners giocano venti minuti, con Chamberlain e Andrè Santos che entrano dolcemente nella molle feta greca. Poi, solo Pana, che accorcia subito, colpisce una traversa e spreca l’impossibile. Squadra giovane ma lontana parente di quelle passate, perchè Fabregas non si sostituisce con Rosicky e Arshavin non è Baggio. Morale: dietro si soffre (vedi Mertesacker) e davanti, senza la perla Gervinho, si sbuffa parecchio. La classifica, per fortuna, ride. Per ora.
Olimpiacos Pireo – 6+ – un’occasione persa, perchè l’Arsenal di questi tempi non è granchè. Subisce troppo la pressione “Emirates”, e affonda dopo poco più di un quarto d’ora. Riemerge bene, e subito, con Fuster, ma con 7 tiri fuori, 6 nello specchio ed altrettanti calci d’angolo era d’obbligo gonfiare la rete di Szczesny almeno in un’altra occasione. Buona prestazione, ma la borsa dei punti rimane vuota. La prossima sfida al Pireo con il Borussia è già un dentro-fuori, ma ad ottobre gli uomini di Valverde dovranno scendere in campo sin dal primo minuto.
Marsiglia – 6,5 – Sostanza, qualità, ripartenze micidiali. Il concentrato della banda Deschamps è tutta qui, e sono tre pere ai campioni di Germania. Per buona parte del match soffre la pressione “gialla”, ma là davanti i marsigliesi sono tanta cosa, con Valbuena e Lucho Gonzalez a supportare Remy ed il figliol prodigo Ayew (il babbo è l’ex torinista Abedì Pelè). La prossima al Velodrome con l’Arsenal può consegnare il primato quasi matematico, poi con Deschamps e ragazzi ci sarà sicuramente da fare i conti.
Borussia – 5 – la delusione di giornata, perchè sui tedeschi, almeno io, ci puntavo. Dopo il gol di Ayew gli uomini di Klopp non si disuniscono, e prendono possesso con insistenza della metà avversaria, sostenuti da una marea di supporters piovuti dalla Ruhr. Davanti i giovani Lewandowski e Grosskreutz non pungono affatto, e lentamente i fluorescenti di Dortmund diventano scoloriti, fino a sparire sotto le folate francesi. Per andare avanti, in Champions, serve maggior peso ed opportunismo, e giocarla per tutti i novanti minuti, non solo per una mezzoretta.
GIRONE G
Tutti in corsa, più che mai. Dagli ottimi ciprioti alla truppa Spalletti. Girone da tripla, costante.
Zenit – 6,5 – finalmente si rivede la squadra che trionfò in Europa League. Aiutata decisamente dalla sciocca espulsione di Fucile, gli uomini di Spalletti sfoggiano anche in undici una prestazione maiuscola. Shirokov mattatore, Danny chiude i giuochi, ed a tratti i russi sono incontenibili. Discreta prova per Mimmo Criscito. Ora si punta agli ottavi, ma è necessario imporre le proprie qualità anche lontano dal Petrovskiy.
Porto – 5,5 – tiene bene fino all’uscita dell’ingenuo Fucile. La ripresa è solo sofferenza, sotto i colpi degli avanti azzurri e nella bolgia di SanPietroburgo. Al Do Dragao sarà un’altra musica, ma i nervi devono essere più saldi.
Shakhtar – 5,5 – tanto fumo, pochissimo arrosto. Nella Donbass Arena i piedi fini dei Lucescu Boy non affondano quasi mai, e cercano la vittoria solo dopo lo svantaggio e l’immediato pareggio. Partita di poca maturità e di tanta supponenza, al cospetto di una squadra (l’Apoel) che si è subito dimostrata tatticamente molto diligente, e per nulla cenerentola. Male Luiz Adriano, Jadson fa il pari e poi più nulla, e dietro tra Srna e Rikba non si è troppo tranquilli. Da rivedere, e con lo Zenit ci sarà da badare molto di più al sodo,caro Mircea.
Apoel – 6,5 – bella squadrina, questi ciprioti. Scolastici, elementari, ma difficilmente buttano via un pallone. Il gol del vantaggio di Trickovski è superbo, con un una geometria fraseggiata in velocità. Applausi. La foga arancione porta subito al pari, e i ragazzi di Jovanovic si chiudono per un attimo, ma non barcollano mai, ed anzi, si ripropongono pericolosamente. Saranno, tecnicamente, i meno dotati del girone, ma intanto sono là davanti a tutti.
GIRONE E
L’unico dove per davvero non c’è storia, e si giocherà solo per primo e terzo posto. 
Milan – 6+ – come per l’Arsenal, tre punti di platino, considerando che per oltre un tempo i rossoneri traccheggiano in mezzo al campo, e senza San Abbiati la prima frazione si concluderebbe con i cechi avanti. Ci pensa allora il cappellone Ibra a mettere tranquillo Allegri. Rigore trasformato (un pò dubbietto, a dire il vero), ed assist verticale ed essenziale per Cassano, che finalmente riscopre il colpo sotto alla Fantantonio. La differenza la fanno loro, per il resto il solito Milan di coppa, al trotto e poco convincente. Ma per ora basta.
Viktoria Plzen – 6 – l’avevamo detto, una squadra temibile, quella ceca, e così è stato. Nel primo tempo ai punti trionferebbe, poi il rigoretto spezza gambe e piani a quelli di Vrba, che ne prendono un altro dopo poco più di dieci minuti. Messo da parte il risultato, il Plzen continuare a giocare (e bene) come nella prima parte, e meriterebbe anche il punto della bandiera. Prova più che dignitosa, ma ora devono puntare diretti al terzo posto, senza tanti fronzoli.
Bate Borisov – 4 – non ci sarebbe neppure da infierire, seppure il voto sia approssimato per eccesso. Bielorussi pietrificati ad ammirare le maglie blaugrana, quasi non gli paresse vero poterci addirittura giocare contro per la conquista di tre punti Champions. I primi tre goals sono regalissimi di difesa e del povero Volodko, portiere imbarazzato ed  imbarazzante. Il fischio finale è una liberazione. E la ressa per accaparrarsi le più prestigiose maglie azulgrana. Commossi e commoventi.
Barcellona – voto 7 – si pensava fosse un match impegnativo per testare la “trasfertite” e l’abbonamento al 2-2 di inizio stagione. Ma dopo venti minuti ci si accorge che si assisterà a poco più che un allenamento, con gli uomini di Guardiala che non premono neppure troppo davanti ad un Bate in adorazione catalana. La ripresa è pura accademia, serve per far rifiatare Xavi, per far segnare el guaje Villa, e per vedere Leo toccare i 200 timbri targati Barça, sei dei quali però insaccati con l’equipo B. Altre  due tre partite, statene certi, e li confermerà tranquillamente anche con la prima squadra.