In Copertina: Edoardo Reja

By on 20 settembre 2011
Non è bastato il quarto posto ex-aequo dell’anno scorso, dopo una salvezza più che sudata. Non è bastato il pari a Milano contro i campioni d’Italia ed un prestazione, per almeno un tempo, degna da grande squadra. Non è bastata l’epurazione delle mele marce dello spogliatoio, primo tra tutti Maurito cocorito Zarate. Non è bastato e non basterà mai, perché il peccato mortale di Reya, che portò Napoli dalla C sino all’Intertoto, è quello di non essere mai sceso a compromessi con parte della tifoseria organizzata biancoceleste. E mai vi scenderà.
 
Perché, giustamente, non si tratta con tutti, e tanto meno con chi, dal primo momento in cui si è insediato a Formello, non ha fatto altro che contestare preventivamente il presidente Lotito, antipatico  e sgodevole finchè si vuole, ma capace di mettere insieme un’ottima compagine, per lo più tenendo i conti perfettamente al loro posto (forse anche troppo..). Ma soprattutto, caro Edy, questi imbecilli non sono altro che tutti quelli che, a suo tempo, inneggiavano all’ascesa societaria di Giorgione Chinaglia, per loro il Messia, il salvatore della patria. E che poi, assieme a sette amici ultrà, fu colpito da mandato di arresto per estorsione ed aggiotaggio, e poi, lui solo, per riciclaggio camorrista. Long John è tuttora latitante.
E così il cerchio è ampiamente chiuso. Sarebbe ora che ogni presidente del football italico esprimesse un deciso ed irrevocabile NO! a tutti questi gruppi delinquet’organizzati, che altro non fanno che minacciare, tenere in scacco ed indebolire società già sull’orlo del fallimento. Galliani, a Milano, lo fece, e allora è giunto il momento che anche Roma si dia una mossa, e metta in atto un repulisti totale, ovviamente con la necessaria e decisiva collaborazione delle forze dell’ordine. Lo devono fare, perché questi due enormi bacini d’utenza non possono essere manovrati da una piccola massa di violenti decelebrati. Perché questo è e rimane uno dei mali più laceranti della nostra vecchia cara serie A, ed anche uno dei motivi per i quali arabi e qatariani non investiranno mai da Trieste in giù.
Poi, se nelle lunghe trasferte non vedremo più  gli Irriducibili piuttosto che i Fedayn, beh ce ne faremo una ragione, perchè il loro scranno sarà occupato da altri, più tifosi e meno politici. O magari vedremo in gita intere famiglie, come si usa in Spagna od oltre Manica. Ma questa è un’altra storia, che ad oggi è solo mera utopia.
Tieni duro, allora, caro Edy, non è facile lo sappiamo, ma devi farlo, per quella stragrande maggioranza di Olimpico che ti vuole ben saldo sulla panca dell’aquila. O, almeno, senò, fallo per Mlòn, che ti segue con affetto  e calore agonistico fin dai tempi del Molinella.
 
 



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