La pagina di giornale che il dottor Tod’s ha comprato ed ha regalato al suo popolo, quasi fosse l’appello di un Re ai proprio sudditi, non è altro che il solito e tediante manifesto, che più populista non si può, che viene dalle parti e dai dintorni della cerchia di Confindustria. Che ci racconta il beneamato Diego Cordero Della Valle? Che lo spettacolo della politica è indecente, che è tutto, o quasi, inammissibile, che questa classe è tutta, o quasi, da mandare a casa; in pratica, che la politica italiana è un lurido ed asfissiante monnezzaio e che, in poche parole, fa tutto schifo.

Ah, che bei lauti concetti di una cultura imprenditoriale e di un’intelligentia alto-borghese, dalla quale ci aspetteremmo, quanto meno, espressioni più definibili e con quella concretezza ed azione degna di un mondo che per definizione dovrebbe mettere davanti alle parole i fatti, piuttosto che le pugnette. Eh sì, perchè quelle trentaquattro righe a pagamento con cui ci delizia il “nuovo Silvio” del terzo millennio, non sono altro che pugnette, che il solito grinzo e fumoso repulisti che ogni tanto si alza dai banchi più o meno imprenditoriali, con quello sguardo di supponenza ed altezzosità di chi pensa di essere a prescindere, per sacra scrittura, migliore degli altri che, da copione, apostrofa come indecenti ed irresponsabili. Con quella presunzione, tra l’altro, di voler essere, a tutti i costi, rappresentativi di un intero popolo, di una nazione che pende dalle loro gonfie labbra.

Ora l’abbiamo capito, Dieghino Della Valle non è altro che il nostro Messia mandatario, colui che, senza essere nè designato, nè interpellato, e neppure nominato, si prende la briga, al posto Nostro, di iniziare quella rivoluzione culturale e politica di cui noi tutti inkazzati popolani non vedevamo l’ora di cominciare, ma che senza  il nostro Vate non avremmo mai potuto gettare la prima pietra del cambiamento. Come diceva il mitico portavoce presidenziale, Antonio Cornacchione: “E’ sceso in campo. E l’ha fatto per noi!”. S’interroghi, mister Tod’s, perchè i suoi modi e le sue espressioni sono leggermente simili a quelle di un certo signore che si andava presentando una ventina di anni fa, ed a cui ora, Lei, sta imputando tutto il marciume che galleggia e traccheggia su questa penisola italica.Facciamo per l’appunto dei nomi, mister Diego, altrimenti è facile lanciare sassi sugli stagni di casa e poi filarsela a gambe. Quando afferma, con indice perentorio: “lo spettacolo indecente che molti di voi stanno dando”, o ancora “il vostro agire attento ai piccoli o grandi interessi personali o di partito”, con chi ce l’ha esattamente? Se sono molti, ma non tutti, almeno deve dirci ed illuminarci su chi è rimasto immacolato e senza macchia dopo l’ondata di merda che ha colpito e continua a colpire la politica nostrana.

Che ci voleva a dirla tutta? E per caso, Luca Luca Della Valle, si riferisce in particolare alla maggioranza parlamentare, considerando che son loro a detenere il potere esecutivo? Oppure, ancor più nel dettaglio, si tratta del Suo vecchio amico Silvietto, che da qualche anno attacca in maniera forsennata, quasi al pari di Donna Camusso, e che ora ritiene come tanti che il Presidente non sia altro che un vecchio puttaniere dai modi e le maniere indecenti e scostumate che non facciano altro che “danneggiare irrimediabilmente la reputazione dell’Italia nel mondo”? Bisogna che qualche nome lo facciamo, caro bel Dieguccio dall’occhiale impavido e professionale, altrimenti ha ragione la signora Bindi quando dice che non si può fare di tutta l’erba un fascio.

O forse, il signor Fiorentina, voleva proprio arrivare a questo, passando per Papa, Penati e Milanese, volendo abbattere un’intera classe dirigenziale, o per di più cancellarla del tutto, ripartendo da una politica fatta di soli bravi, ligi e produttivi imprenditori, che vorrebbero dire l’anno zero della nuova Rinascita Italiana. Ovviamente targata Tod’s, s’intende.Ma sor Diego ci deve spiegare e specificare una seconda cosa, perchè cioè il suo nuovo piano urbanistico parlamentare non prevede l’annientamento di tutte le costruzioni pubbliche. Qualcuna, per lor sollievo, dovrebbe rimanere in piedi, come si evince chiaramente in un altro memorabile stralcio: “Bisogna prendere atto che solo una piccola parte dell’attuale classe politica possiede queste caratteristiche” (serietà, competenza, buona reputazione, senso dello Stato e amore per il proprio paese, ndr).

Embè, quale sarebbe questa culla di sani e morali principi da cui dovrebbe ripartire questa sgangherata Italia? Quali sarebbero i nuovi prodi cavalieri (non solo uno, si dà il caso) che darebbero al Belpaese questa decisiva sferzata di altissimi valori? Diccelo, Diego, chi sono i tuoi Padri costituenti, i real Ghostbuster del ventunesimo secolo, i paladini del nuovo buoncostume di Palazzo Chigi? Altrimenti te lo diciamo noi, nel nome del popolo italiano. Si tratta mica di Fini, Casini, e magari anche di Rutelli e Bocchino? Son forse loro “la parte migliore della politica che si impegnerà a lavorare seriamente in questa direzione”? Da loro, vergini ed illibati da corruzione e bunga bunga, vuoi tu posare il primo mattone per far sì che si riparta alla grande dalle ceneri del berlusconismo? O, ancor più e meglio, stai forse mica pensando che a questo illuminato progetto sia pure necessaria la tua aulica presenza in prima persona?

Serve che tu ci risponda, così possiamo iniziare ad organizzarci, a raccogliere adesioni per arruolare i primi legionari per il “Gruppo di serietà nazionale”, per difendere dalle cime dei monti, a spada tratta e senza esclusione di colpi, quei principi e valori che ci hai inculcato con le tue sacre lettere, con quel “manifesto della tua superiorità”.Ora, non sappiamo se il dottor Della Valle sia davvero convinto di scendere in campo, per dar vita ad una nuova stagione politica assieme a Montezemolo ed al terzo polo, anche se lo riteniamo assai possibile e probabile. Quello che però continua a farci specie e che non riusciremo mai a capire e concepire (parlo di me e della redazione, sia chiaro che non voglia rappresentare alcun altro essere al di fuori di me medesimo) è perchè anche il dotto e colto mister Tod’s voglia dividere tutto e tutti in buoni e cattivi, in santi e peccatori, in parte marcia e “parte migliore” di politica e società. Come a voler dire, chi sta dalla mia parte è il bene, chi non la pensa come me è uno spregevole ed insignificante zero assoluto. Bel modo democratico ed alta visione socio-culturale nell’osservare e giudicare l’universo mondo.

Se questa è davvero la visione (talebana) che detengono coloro che dovranno rappresentare la nuova classe governante, beh allora forse è meglio che ci armiamo davvero di fucili ed elmetto. Perchè ci teniamo, e parecchio, al rispetto delle nostre idee ed opinioni. E neppure la Confindustria ce le deve toccare.Poi, se ce lo consente, egregio dottò, non avevamo certamente bisogno di uno straricco imprenditore come lei per renderci conto che in un Paese che possa un minimo funzionare servono “prospettive positive per il futuro dei giovani, creare e proteggere posti di lavoro e garantire a tutti una vita dignitosa, soprattutto a chi ne ha più bisogno”. E poi, magari, mettiamoci anche l’azzeramento della disoccupazione, la fine delle guerre e l’annullamento della fame nel mondo, così facciamo conto pari, che ne dici eh, Dieguito? Poi però paghi tu.