Il penultimo turno dell’Andata è assai interlocutorio, e ci consegna una classifica pressochè invariata rispetto alla giornata precedente. I pareggi (ben tre) forniscono il lasciapassare per il secondo gradino al duo opposto-diametrale Cippi-Nicola, che si insedia alle spalle del leader Mino, per la prima volta due giornate di fila davanti all’intera truppa.

 Cipolla, grazie alla ritrovata vena casalinga del Pocho, abbatte Il Sultano, ancora rintronato dalla Mlòn-quaterna, mentre Nicola è corsaro a casa-Piro, quest’ultimo apparso troppo distratto dall’affaire-Abate (preceduto da una telefonata minatoria d’altri tempi). Pareggio ricco di gol nel clasico Delly-Mino, dove ai soliti Jojò e frasquito Moralez risponde l’inedito Bonucci-Candreva. Bah.

Latte-Leo finisce 2-2, con l’elitario pievino che dà segnali di vita, ma che non bastano per firmare la vittoria numero due e lasciare lo scomodo ruolo di fanalino di coda. Scialbo pareggio, infine, tra Mlòn e Lupo, con il presidente che perde davvero una ghiottissima occasione per portarsi in zona Champions. Colpa del Tanque, che rovina tutto nel finale con quell’orrendo rigore zappato sul piedone di nonno Castellazzi. Davvero degno del suo soprannome, che alla lettera vuol dir bidone…

Una curiosità: con il primo pareggio di Mlòn se ne va anche l’ultima casella “zero” all’interno della classifica del ventennio. Come a dire, d’ora in poi si potrà giuocare tutti un po’ più liberi e sereni da ogni turbamento. Amen.

Non facciamo in tempo a serrare le fila ed il sipario dell’ottava giornata, che tra qualche ora saremo già in onda con la nona. La nona del ventennio, l’ultima del primo dei tre gironi infernali fantacalcistici. Domani, sabato, si riparte alla grande con il decimo turno della massima serie, negli gli anticipi dell’après-midi (Catania-Napoli e Roma-Milan) che testeranno da una parte la continuità azzurra, e dall’altra ci diranno se Luis Enrique è davvero diventato grande. Ma soprattutto ci sarà il derby d’Italia in prime time serale, l’unico ed inimitabile Inter-Juve. E speriamo e preghiamo che non continuino a frantumarci le balle con la ritrita coccarda 2006 e con l’assurdo assillante e millenario caso-Del Piero. Perchè altrimenti mi ci metto pure io, con l’unica vera ed inenarrabile assurdità di questo primo stralcio bianconero: Quagliarella, quindici minuti in otto gare, ma pècchhèè?!? A Conte, trucco e parrucco ivi compresi, l’ardua ed assai raschiata sentenza.

Ah, dimenticavo, l’ultima di andata ci regala lo sfoggio del vestito di lusso, ovvero la partitissima del Braglia tra Il Sultano e Mino, veri dominatori alternati di questa prima parte di campionato. E non poteva essere altrimenti.