Subito due cose. Punto primo: gli indignati, o indignados, o manifestati anti-tutto, in questa ennesima pagina di drammatica italica violenza, nulla c’entrano. Loro si inerpicavano lungo il convoglio romano in maniera assolutamente festosa e pacifica, con cori, sbraiti e vessilli in bella mostra. 
 
Loro, qui, diciamolo chiaro e forte, non c’entrano. Anche perchè hanno tentato, invano ed inutilmente, di fermare l’avanzata guerrafondaia di quei vili criminali incappucciati. Punto secondo: i delinquenti (e non altre inutili denominazioni, che accrescono solo il loro stupido ego) che sono stati fermati, identificati ed arrestati, dodici, dieci o trenta che essi siano, ora debbono pagare seriamente, e sarebbe anche l’ora che in questo Paese di indulti e condoni qualche saggia corte e qualche giudice coscienzioso potesse per davvero accollare a tali figuri l’intero ammontare degli immensi ed assurdi danni che questi hanno causato. Non solo vetrine di banche o sedi di polizia e carabinieri, ma anche auto di ignari cittadini ridotte in carcasse fumanti, così come finestre di case al piano terra piuttosto che al terzo o quarto, sfondate e date allegramente alle fiamme. Come se, in un sabato di tranquilla ed ordinaria serenità, uscissimo spensierati a far compere e a berci un paio di aperitivi, ed al nostro ritorno trovassimo tutto sparito, tutto avvolto da brace e cenere. Qual è, allora, la colpa di questi privati cittadini che tutto d’un tratto, nella maniera più incomprensibile, quasi fossero catapultati in un drammatico e terrificante reality di guerra, perdono auto, abitazione e habitat di lavoro? Ma soprattutto, chi mai rimborserà almeno parzialmente questi onesti uomini e donne che hanno fatto la cazzata di lasciar l’auto lungo il campo di una non prevista battaglia o che non hanno avuto l’accortezza di sprangare e blindare ogni centimetro dell’ingresso del proprio negozio? La risposta è la più italiana e lapalissiana possibile: nessuno.
 
Un milione, poi uno e mezzo, poi ora si mormora che si possano superare persino i due milioni di euro di danni. Questo è quanto il solito branco di terroristi criminali e delinquenti ha prodotto in una giornata che, lo si sapeva, era programmata da tempo, in quella capitale che avrebbe dovuto ospitare manifestanti più o meno giovani provenienti da tutto il vecchio continente. Quale scenario e palcoscenico migliore, allora, sia di location che a livello di opinione pubblica, poteva attirare le attenzioni e le gesta delle teste vuote di tutto lo stivale? Per loro, per gli idioti del terzo millennio, questa di Roma era l’irripetibile occasione di rivivere le sensazioni di dieci anni fa, era il  secondo tempo di Genova, da far riassaporare a chi ancora non si fosse capacitato che questi miseri e vigliacchi conigli non sono altro che gli stessi che scorrazzano baldanzosamente tra i cantieri polverosi della Tav, piuttosto che nelle verdi valli del Frejus, per poi finire come nulla fosse nel bel mezzo di una qualsiasi manifestazione Fiom. E che ancora in molti non solo li giustificano, ma persino li sorreggono e li sostengono moralmente, perchè a loro dire sarebbero il prodotto e l’antidoto a ciò che una società globale, consumistica e diseguale ha portato, e che questi assurdi ed indegni interpreti aiuterebbero tutti noialtri a farci finalmente aprire occhi e coscienze. Non è retorica, non si sta generalizzando. Chiedetelo a Nicola Vendola. Futuro rappresentante di una nuova ed innovativa classe governativa nazionale.
 
Ora, siamo tutti d’accordo, ad eccezione di Nichi nostro ovviamente, che questi beceri delinquenti devono essere processati per direttissima, la chiave della loro cella fatta arrugginire, ed a loro sottratti danari e beni disponibili fino a ripagare l’ultimo centesimo di ciò che è stato sfasciato. E speriamo davvero che la giustizia italica dia prova, almeno per un giorno, di compattezza ed irrevocabilità, e faccia finalmente quello per cui è nata ed è stata istituita. Giustizia ed esempio, per tutti. E che almeno il prossimo black-idiot che voglia riprovarci sappia con reale precisione ciò a cui sta andando incontro.
 
Bene, e fin qui ci siamo. Ad eccezione di Vendola, è vero, scusate. In queste tragiche circostanze sempre più frequenti in cui solo per merito della casualità non si deve parlare di morti ammazzati, perchè mai non si pone mai l’accento o la matita rossa sull’azione preventiva che si sarebbe potuta organizzare? Perchè si apre il solito goffo ed improduttivo dibattito a babbo morto, mentre nulla si fa per prevedere lo Tsunami? Si sa, prevenire è meglio che curare, mentre qui nel Bengodi ci si diletta solo nello stucchevole quanto perfezionato lavoro del walzer delle accuse reciproche. La si mette in politica, e dove seno’, come che un grosso manico di criminali possa essere visto da una parte della barricata piuttosto che dall’altra. Ma così è più semplice, così il problema non lo si affronta. E le cose rimangono lì, tali e quali, in eterno. Ma è meglio così, per tutti.
 
E’ meglio, quindi, non prevenire, tanto poi ci pensa Pantalone, tanto è più facile prendere le sovvenzioni governative e chiedere lo stato di emergenza, o quello di guerriglia, se vi pare. E allora, ci chiediamo, tanto banalmente quanto ingenuamente, davvero sabato pomeriggio non era possibile far di meglio in quanto  a protezione agli assalti della capitale? Davvero, signor sindaco, non si potevano organizzare cordoni di forze dell’ordine in modo da impedire il millimetrico contatto con i manifestanti, che solo per un non nulla non ci è scappato un Giuliani dei carabinieri? Proprio non era possibile, dottor Alemanno, rafforzare la difesa della città di Roma per garantire l’ingresso nella red-zone ai soli manifestanti indignati, facendo un massiccio controllo all’ingresso, come lo si effettua meticolosamente fuori dagli stadi sulle innocue famigliuole della domenica? Ci facciano capire e ci spieghino, orsù, signor sindaco, e signori questore e vice-questore. Sta volta il morto lo si è scampato solo perchè un carabiniere ha avuto l’intuizione ed il buon senso della fuga, ma al prossimo ritrovo dei boy scout che sverrà tramutato in guerriglia, che farete?  La solita grottesca polemica all’italiana od il consueto e poco originale piagnisteo del dopo partita?
 
Almeno, per le prossime volte, cercate di utilizzare e monitorare gli elementari e quotidiani strumenti che sono alla base dell’opinione pubblica di massa. Che significa? Significa che erano settimane, se non mesi, che il tam tam su internet stava impazzando, che la rete lo stava ampiamente prevedendo, e che questa massa di criminali si stava organizzando e radunando proprio sotto il vostro naso. Se davvero siete in difficoltà, la prossima volta, chiedete ai vostri figli, sicuramente loro ne saranno al corrente, e potranno esserci molto più utili di Voi.