Giornata interlocutoria, la terza di ritorno. Il trio di testa raccimola appena un misero punticino, quello di Mino-Succi sul campo del tabù-Nicola. Non basta infatti, al riccioluto centarolo, il ritorno in grande spolvero del rumeno Mutu, che fa gioire i puscher dell’intera riviera romagnola.  Va peggio a Cippi, che cade di misura nel derby “naif” in casa Pirolandia. Va molto peggio a Mello, surclassato e disintegrato da debordante Latte+, che sfoggia finalmente la corazza del Bradpitbull, aprendo sul presidente le bocche da fuoco della premiata ditta wagliò Totò & Miccoli, con la partecipazione straordinaria di un redivivo super Ilicic. Scusate se è poco.
Classifica ulteriormente accorciata per effetto del fortuito successo del Mazèt nazionale, che si impone su un Lupo ridotto all’osso, costretto a rendere un giuocatore al proprio famelico avversario. Tre punti di platino, questi, per l’inossidabile Babbo-Delly, ora terzo e gaudente. Chiude il quadro del dodicesimo turno il colpo gobbo del fanalino Leo, che cammina sul cadavere de Il Sultano, conquistando tre punti che mancavano da oltre due mesi. Nel derby bancario-commercialista succede un po’ di tutto: Taddia non dà la squadra e deve schierare quella dell’undicesima, ma il Venerabile Edoardo non riesce comunque a muovere il proprio pallottoliere, fermo immobile da ben sei turni, con la casella goal fatti che segna virgola per la seconda domenica di fila. Segnali, dunque, in chiaro-scuro, con Leo che accorcia, ma fa registrare la prima infrazione al regolamento, che non è mai cosa buona e giusta. In casa canarina, invece, i numeri da recessione del Sultano possono anche essere osservati con sguardo moderatamente ottimistico, seppur losco. Infatti, seppur trascorrendo un mese e mezzo a giocar a mosca cieca sui tetti, mister Kilocal è a sole sei lunghezze dal terzo posto, e ad “appena” dieci dal capoclassifica.
Questo, signori colleghi, è il bello e la magia di questo Giuoco, dove nulla è mai deciso e scontato sino al triplice fischio, dove quello che appare certezza una domenica si dissolve poi in quella successiva, dove l’imponderabile è dietro l’angolo, dove non sempre vince il migliore e il più meritevole. Questo è il fantacalcio, specchio della vita. E passione eterna.