Non si è fatto attendere il comunicato diramato da Palazzo Chigi riguardo allo spinosissimo caso dell’allegro cenone di San Silvestro che Full Monti & familiy hanno tenuto nella residenza del primo ministro italico. E che è salito alla ribalta nazional parlamentare per la coraggiosa e mirabile interrogazione del gerarca leghista Roberto the boss Calderoli, arrivato persino a chiedere le dimissioni immediate (con esilio normanno allegato) del Proffe, reo, a suo dire, di aver consumato e festeggiato con cibi, vivande e personale presidenziale (tutto rigorosamente a sbafo) lasciando il conto da pagare al signor Pantalone. A no’ altri.
 
Un attacco frontalissimo, non c’è che dire, quello del vice Umberto padano che, in vero restyling leghista di Lotta contro i Tecnici, lancia poderoso l’ennesimo fendente anti-Mario, creando il caso e sognando il colpo gobbo a Montecitorio. Per un lungo e tenebroso attimo e per qualche brevissimo frangente pareva di star ad ascoltare la mnemonica ed assillante cantilena del crapapelata Bersani, volto e prono a chiedere per la trilionesima volta le dimissioni del sor Berlusca. Ma per nostra grande e gradita fortuna, e per la gioia di grandi e di piccini, si è potuto tirare un sospirone di sollievo d’altri tempi, e ben presto si è capito che si trattava di quel solito pierino di Roberto C., già capace di burle come quella dei ministeri al Nord. Tutto nella norma e nei protocolli della Valsugana. Anche perchè la boutade del Calderolo di Berghèm si è ben presto rivelata la classicissima sparata a salve della Lega in formato cazzata del giorno.
 
Dopo essersi appena scalfito il teutonico loden, ecco allora che l’uomo del Monti affonda tutta la sua enorme ed immaginifica ironia bocconiana sulle carni molli e strinate del senatore dalla cravatta verde, spiegando con minuzia di particolari e cronaca certosina ogni infinitesimo passo della cena incriminata, pungendo più volte al costato il Calderoli con stilettate degne del miglior David Letterman. Non c’è che dire, applausi a scena aperta. E al terzo round il parziale è già di 4-0 ad appannaggio del primo ministro nostrano.
E per il Calderoli? Lenticchie e cotechino. Avanzate, ovviamente, dal maxi-cenone dei Monti boys.