La redazione di OSE è stata impegnata in tutto il corso del week end per poter fornire ai propri mlònlettori un quadro sintetico-esaustivo riguardo i provvedimenti presi nel decreto Full Monti, atto II.  […]TUTE LE LIBERALIZZAZIONIIn attesa che venga data ufficialità al testo, con i consueti ed immancabili aggiustamenti, la band Mlòn ha voluto giudicare il decreto montiano attribuendo una valutazione in stile calcistica alle principali misure definite dalla Fase 2.

Il quadro che ne esce, come direbbe un famoso anchorman radiofonico bolognese, è della serie “Bene, ma non benissimo”. La valutazione complessiva, rimanendo sempre in ambito pallonaro con scala che va dal pessimo 4 all’ottimo 8, si attesta sul 6,5. Più che sufficiente, quasi discreto. Non male, quindi, ma neppure sui livelli di eccellente coraggio che ci si poteva e ci si doveva aspettare in un momento recessivo che con tutta probabilità non abbandonerà il Belpaese sino al termine del 2013. Si è fatto il compitino, forse qualcosa in più, ma serviva per lo meno un 7 a tutto tondo, che desse un segnale forte e deciso a tutti coloro che hanno mantenuto questa Italietta nella melma e nelle sabbie mobili per quasi trent’anni. Corporazioni, familismo, notai, avvocati, energia-gas-luce, trasporti, pubblica amministrazione, ordini professionali, baroni universitari, Mamma Rai. Che rappresentano e sono la vera casta italica, la seconda grande Mafia tricolore, il faldone zavorrato che ci portiamo ogni giorno appresso assieme al nostro caro debito pubblico. E che sono la voce più dura e minacciosa dell’anti-mercato, del monopolio professionale, del merito alla rovescia, della putrefazione dello sviluppo, del ripristino quotidiano della restaurazione medioevale.
In questo deprimente ed abulico quadro di sviluppo, capirete bene come non può e non deve bastare un 6,5 di stima ed incoraggiamento. Soprattutto da parte di un esecutivo a scadenza che non vive nel turbamento del costante ricatto politico da parte dei Poteri Forti, che sono sempre stati il vero asse elettorale italiano. E che hanno sempre vincolato ogni tipo e colore di governo politico, dalla Balena Bianca al Pentapartito, dal professor Prodi sino al ventennio del Cavaliere. Con nessuno di questi che ha mai saputo arginare lo strapotere corporativo, e che ha prodotto, in oltre tre decenni, la miseria di qualche mini-liberalizzazione targata Bersani, con la tanto propagandata riforma liberale azzurra che è stata abortita ad ogni stagione, perchè schiava di avvocati, ordini e tassinari. Che riescono incredibilmente a spuntarla, seppure in Cesarini anche a questo secondo giro della giostra dei provvedimenti salva-Italia. Chapeau.
E’ anche e soprattutto per questo che tutte le ex classi politiche governative, in particolare quella berlusconiana, non hanno alcun diritto, oggigiorno, neppure di fiatare. Figuriamoci nell’esprimere disaccordi con qualsivoglia manovra od iniziativa, con quella faccia tostissima di chi vorrebbe dire “Noi avremmo fatto molto meglio”, o chi arriva davvero a dichiarare “Il governo tecnico non ha combinato nulla, e ora Monti ci dovrà richiamare” Maddai, suvvia, dai nèn. Se proprio lo vuol sapere, dottor cavalier onorevole Silvio Berlusconi, quello che sta facendo o che non farà il Proffe è già ampiamente e di gran lunga superiore al nulla che Lei ha offerto al Paese in quattro legislature in quanto a sviluppo, concorrenza e mercato. Dunque, silenzio. E muto.
Il compito (essenziale, sia chiaro) che dovrà svolgere la folta compagine parlamentare che appoggia Full Monti è quello di collaborare all’unisono con la banda-Bocconi, cercando di far passare il maggior numero di provvedimenti shock-coraggiosi ed impopolari, ma lavorare anche per non farsi trovar impreparata in occasione delle prossime non remote elezioni, che dovranno inequivocabilmente restituire al Paese una politica finalmente solida e ritrovata. Senza paura delle Categorie, senza il timore di essere impopolare. Senza etichette. Perchè va bene la transizione tecnica montiana per risollevare le sorti e la faccia del Paese, ma non possiamo permetterci di rimanere senza una rappresentanza democratica elettorale per troppo tempo. Perchè dovrà giungere il momento in cui anche la politica dovrà saper farsi in casa le proprie manovre, da sola, con la Sua autorità, senza controllori od autoreggenti targati UE. E provando finalmente ad abbattere anche il tabù-tassinari.