Hanno tardato sei mesi, ma alla fine sono arrivati. Giusti e sacrosanti. Ventisei arresti con indagini a tappeto in tutta la penisola, e prelevamenti non solo nell’area della valle piemontese, ma anche in Lombardia, Emilia, Liguria e Toscana.
 Azzoppato il clan di cosiddetti Antagonisti del movimento della Val di Susa e Torino, e beccato pure l’ex brigatista e terrorista Paolo Maurizio Ferrari che, dopo essersi fatto un bel trentello di gabbio e non aver mai espresso il benchè minimo pentimento per le mirabolanti azioni commesse, ora vive da ultimo irriducibile, e a sessantasei anni non trova di meglio da fare che sgattaiolare tra i monti lanciando bombe carta e impugnando bastoni, spranghe e mazze chiodate. Complimenti, non c’è che dire.

Ora è necessario il pugno duro ed un atto di forza esemplare di Magistratura e Stato tutto, che consenta a questi decerebrati figuri di riflettere per bene all’interno di quattro mura carcerarie. A lungo. E che l’opinione pubblica la smetta una volta per tutte di chiamarli manifestanti o dissidenti, perchè questi macro-idioti nulla c’entrano con chi si organizza serenamente con megafoni e striscioni (seppur non abbia alcuna idea del motivo per cui sta manifestando, ndr). E’ giunta l’ora di dare nomi e appellativi ripugnanti a chi spacca e fa’ danni solo per il gusto di farsi caricare dalle forze dell’ordine, facendosi poi vittima del sistema e guadagnando la macabra celebrità della prima pagina nazionale. Stiamo parlando di stolti, imbecilli, delinquenti, beoti, vigliacchi, criminali. E talvolta assassini. Che vivono di espedienti alle spalle dello Stato, e che vengono assiduamente spalleggiati e giustificati da movimenti politici che si professano liberal-ecologisti. E che quando parlano usano vocaboli e neologismi filosofico-incomprensibili da far concorrenza alla miglior supercazzola del Mascetti.

Ci spieghi quindi, caro il nostro Sel Nicolino Vendola, con le semplici parole di noi poveri comuni mortali, il motivo ed il perchè della sua scioccante adesione alla manifestazione di domani in quel di Torino, la cui parola d’ordine è “Solidarietà agli arrestati”? Se è un manifesto elettorale, spero sia cosciente che lo sta bagnando con il sangue di giovani e sottopagati poliziotti-carabinieri, costretti ad entrare in guerra per arginare le gesta violente di questi poveri scemi anti-Cervello, il cui unico gratificante scopo della loro grama esistenza è quello di lanciare bottigliette incendiarie a volto rigorosamente coperto. E di rompere costantemente i coglioni all’evoluzione ed al progresso.

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