Eccoli qui, i vili. Potete guardarli in faccia, potete esprimere tramite i loro occhi lo sdegno italico più assoluto, lo schifo  massimo ed aberrante, la riluttanza totale nei confronti di un ricorso che ha superato ogni limite di decenza tutta made in Casta. E che li rende ancor più vigliaccamente vergognosi. 

Questi 26 tra galantuomini e gentildonne (quasi tutti parlamentari non in carica) hanno avuto il cosciente coraggio di ricorrere contro il provvedimento che trasformerà il sistema retributivo dei vitalizi in contributivo, spostando cioè l’età minima per accedervi da 50 a 65 anni, con un periodo minimo contributivo di cinque anni.

Tra questi ventisei figuri che faranno causa al popolo italiano, ben 16 hanno il fiocchetto verde leghista. E questo stride ancor di più con la linea operaista-camussiana che il partito del Senatùr ha intrapreso negli ultimi anni: con il popolo, con i poveri, contro i poteri forti, e “Guai a chi ci tocca le pensioni”.  Ora sì che ci è tutto chiaro! Adesso finalmente riusciamo a capire a fondo il vero significato di quelle invettive lanciate dai palchi delle sagre della cassoeura di Luino e Pizzighettone. E che cazzo, ci voleva un cambio normativo e una class action contro  Noi cittadini italici onesti per svelare del tutto l’arcano sulla real politique di questa Lega Ladrona?

Vergogna! Vergogna! Vergogna! Vigliacchi! Vigliacchi! Vigliacchi!Di seguito i nomi, i cognomi e le appartenenze dei ventisei Indecenti della Repubblica:

 

Elisabetta Castellazzi (classe ’66)
Franca Valenti (’59)
Roberta Pizzicara (’55)
Diana Battaggia (’66)
Enrico Cavaliere (’58)
Oreste Rossi (’64)
Alberto Bosisio (’53)
Francesco Stroili (’54)
Edouard Ballaman (’62)
Daniele Molgora (’62,  in carica)
Flavio Bonafini (’53)
Fabio Padovan (’55)
Salvatore Bellomi (’52)
Robecco D’Oglio (52)
Giulio Arrighini (’62)
Roberto Asquini (’64)e dell’Ulivo:
Michele Cappella (’53)
Antonio Borrometi (’53)
Ugo Malagnino (’52)za Italia:
Paola Martinelli (’55)
Emanuela Cabrini (’61)N:
Domenico Basile (’52)
Daniele Franz (’63) (in carica):
Roberto Rosso (’60)
Giorgio Jannone (’64)
Adriano Paroli (’62, dimesso da parlamentare, ora sindaco di Brescia)

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