Passa al Senato con la solita maggioranza bulgara montiana il decreto sulle liberalizzazioni italiche. Il testo arriverà blindato alla Camera con approvazione finale entro marzo. Dentro il pacchetto c’è un po’ di tutto, dalla Chiesa alle banche, dalle farmacie alla benzina, dalle assicurazioni ai mutui. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza con le valutazioni fornite dagli esperti della redazione di Opinioni Senza Etichetta.
 
Imu alla Chiesa – voto 7. Dal prossimo anno la chiesa dovrà pagare l’imposta municipale unica per i suoi immobili a uso non esclusivamente commerciale. Era ora, per grazia di Dio. Ci auguriamo che non avvengano i soliti ecamotages dall’aldilà. Vaticano, non fare il furbo. Come quella montagna di club privè camuffati da  circoli sociali…
Pensionati e banche – voto 6. Spese di apertura, accredito e prelievo gratis sui conti correnti aperti da pensionati che percepiscono un assegno inferiore a 1.500 euro e che dovranno obbligatoriamente incassare il loro vitalizio tramite accredito bancario. Ok, ci sta, e va dietro all’ottima linea dove tutto deve essere tracciabile.
Farmacie e parafarmacie – voto 5,5. Per aprire le prime ci sarà un tetto di 3.300 abitanti, mentre nelle seconde potranno d’ora in poi potranno essere venduti una serie di farmaci di fascia C, ma anche quelli galenici e veterinari. Le farmacie avranno libertà d’orario, potranno applicare sconti sui farmaci e, dal 2013, vendere pasticche monodose. Il tetto di abitanti è troppo elevato, così non è reale libero mercato. Anche sulle parafarmacie, bisognava consentire la vendita di tutti i C, non solo di alcuni. Bene la libertà di orario, sperando che non sia aggiustata a cartello.
Carburanti – voto SV. Zero commissioni per pagare il pieno con il bancomat, fino a un massimo di 100 euro. I gestori degli impianti che sono anche proprietari potranno rifornirsi da qualsiasi grossista. Per la vendita di sigarette e quotidiani la superficie minima scende da 1500 da 500 metri quadri. Non cambia molto, perchè non si inserisce l’obbligo di rifornimento dei proprietari dal fornitore più conveniente. Avremo più tabaccherie, evviva.
Authority trasporti – voto 5. Nasce la nuova Autorità di regolazione dei trasporti. Si occuperà di garantire: metodologie di incentivazione della concorrenza, efficienza produttive e contenimento dei costi, criteri per la fissazione da parte dei soggetti competenti delle tariffe e dei canoni, condizioni minime di qualità dei servizi, definizione degli schemi dei bandi delle gare per l’assegnazione dei servizi di trasporto. Un ulteriore vagone in più nel già iper zavorrato carrozzone-Italia. Ma a che serve in concreto? A nulla.
Professioni – voto 6,5. Niente più tariffe regolamentate dagli Ordini. Ma il preventivo ai clienti non dovrà essere in forma scritta. Il numero dei notai viene incrementato subito di 500 unità. Non si capisce il No al preventivo scritto, che non mostra un  eccesso di trasparenza. Per il resto ok al mercato delle tariffe, anche se manca ancora l’annosa e determinante abolizione di ogni ordine professionale.
Separazione tra Eni e Snam – voto 6+. Dovrà avvenire entro settembre 2013. Nel testo si precisa che i criteri della separazione proprietaria dovranno essere fissati entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, prevista entro il prossimo 24 marzo. E’ certamente positivo che i mercati di gas ed energia vadano ognuno per conto proprio, potendo così fornire migliori servizi e tariffe più convenienti.
Taxi – voto 5. Saranno i comuni a decidere il rilascio delle licenze per nuove vetture, mentre l’Authority dei trasporti non potrà esprimere un parere obbligatorio ma solamente preventivo su offerta, tariffe e qualità del servizio dei taxi. Todo cambia, nulla cambia. Tutto nelle mani dei comuni, che non faranno niente per il loro quieto vivere. Per non parlare poi dell’Autority. E’ un decreto farsa, le licenze saranno sempre bloccate ed il mercato dei tassinari la solita oligarchia.
Debiti Pa verso imprese private – voto 6,5. Stanziati 5,7 miliardi per il pagamento dei crediti delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese. I rimborsi potranno avere anche la forma dei titoli di Stato, ma con un limite massimo di 2 miliardi di euro. Bene, finalmente. Perchè uno Stato che opprime con le tasse e vuol infondere morale e trasparenza non può lasciare una montagna di debiti nei confronti di piccoli e medi imprenditori che, probabilmente, già sono caduti in disgrazia.
Rc Auto – voto 6,5. Novità sia per gli automobilisti virtuosi che per chi cerca di truffare le compagnie. Per i primi arriva la possibilità di pagare la stessa tariffa su tutto il territorio nazionale. Per i secondi le pene arrivano fino a 5 anni di carcere. Per gli assicuratori ci sarà l’obbligo di offrire ai clienti almeno tre offerte di diverse compagnie. Nasce la banca dati dei testimoni e quella dei danneggiati. Provvedimenti ammirevoli, ma è necessario il controllo nelle applicazioni soprattutto nelle zone meno virtuose (Napoli, ndr). La banca dati potrà aiutare ad ottenere più trasparenza e meno truffe.
Banche e mutui – voto 6. Niente più commissioni a fronte della concessione di linee di credito. Per i vecchi mutui, saldati prima del decreto-Bersani, non sarà più necessario andare dal notaio per estinguere l’ipoteca. Stop alle cariche incrociate tra banche concorrenti, per chi siede su poltrone di rilievo. La concessione del mutuo non potrà più essere vincolata all’apertura di un conto corrente, mentre le polizze vita collegate al prestito ipotecario potranno essere scelte dal cliente: o fra almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi non riconducibili all’istituto di credito o sul mercato. Alleggerite le tasche dei risparmiatori, ma era necessario agire con più vigore sulla somministrazione dei mutui, divenuti proibitivi oltre che vera e propria chimera per quasi tutti. Se si vuole rendere il mercato del lavoro flessibile (ed è necessario farlo) si deve flessibilizzare maggiormente anche l’offerta di mutuo e credito.
Impresa facile per i giovani – voto 7. Costerà solo un euro per chi ha fino a 35 anni la creazione di una società a responsabilità limitata. L’atto costitutivo dovrà essere redatto dal notaio, ma sarà esentato dai diritti di bollo, di segreteria e dalle spese notarili. Molto bene. Ora la palla passa alle idee ed alla creatività italica. 
Tribunali per le imprese – 5,5. Saranno 20 quelli specializzati in tutta Italia. Per loro il contributo unificato per i processi sarà raddoppiato. Un’ulteriore tipologia giudicante che servirà soprattutto a togliere scartoffie ai già collassati tribunali italici. Serve soprattutto, però, una vera riforma giudiziaria.
Tesoreria unica – voto 5,5. I risparmi di comuni, province e regioni dovranno essere versati nella tesoreria unica entro il 16 aprile di quest’anno. Arriveranno solo da Emilia, Veneto e Lombardia, che perderanno ulteriori fondi per il bene comune. Norma che affossa definitivamente il progetto federalista. Bastava eliminare tout court le province, i comuni farsa e le micro regioni. Ma si sa, quella è una mission impossible.
VALUTAZIONE COMPLESSIVA – voto 6+. E’ indubbio che qualcosa si è fatto, anche di buono. Ma non viene sferrato il colpo decisivo (che ci si attendeva) a lobby, ordini, corporazioni ed Alti Papaveri. E in attesa che venga ufficializzato il taglio degli stipendi dei manager pubblici con un limite-massimo di 300.000 euri (comunque superiore al tetto-Obama) ci aspettiamo che entro l’estate la banda Full-Monti possa varare senza paura alcuna un’intransigente e rigidissima Fase-3: Stato snello e concorrenza per tutti. Anche per farmacisti e tassinari.
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