In una settimana tribolatissima in cui il fuso orario colpisce anche le lancette dell’Orologio (rettifiche e correzioni inviate dalla Presidenza via mail, ndr), si scopre che anche il lìder Massimo è più o  meno umano, tornando a secco dopo oltre un mese e mezzo. Fatale, per il Lercio nazionale, fu terra Pirolandia, dove il massiccio Pirani si impone di misura, ma con pieno merito. Dietro al despota si prova a correre, con Mello che prova l’allungo e Delly che fa il tallonatore. 
 
Di peso, ovviamente. L’uomo delle Mondine strappa tre punti al coriaceo Nicola, ma soprattutto spera di aver recuperato wagliò Quagliarella. Per l’rrascibile Delly vittoria di platino a casa Leo, con l’economo che pensa bene di mandare in tribuna il ritrovato Gilardino. Al Mazèt basta toccare la fatidica soglia “63” per incamerare uno dei successi meno faticosi della sua storia quasi ventennale. E godere come un panzer.

Mino non approfitta del turno casalingo, e ne becca cinque da un furioso e fugace Sultano. Pokerissimo del canarino, che continua a sperare nel sesto posto d’onore. A completare il quadro arriva inaspettato quanto gradito (solo al popolo giallorosso) il blitz esterno di Lupo Lodi, che espugna il “Latte Stadium” grazie ai gioielli Vidal-Lamela, abbattendo un Bradpitbull costretto in dieci. La matricola ritorna al successo a domicilio dopo oltre due mesi, e a ridare la formazione dopo – pensate – cinque turni. Correlazione tra i due eventi?

Dopo una giornata miracolosamente integra dal lato penale, ecco che la trentunesima propone due scontri che potrebbero scrivere sentenze definitive. Cippi fa visita ad un Sultano sempre più virulento, con la speranza che il Braglia possa riabbracciare il figliuol prodigo. Se Massimo farà bottino pieno in Piazza Verdi si potrà già dare il via ai festeggiamenti. Grande attesa anche per Delly-Mino, col mastodontico lattaio che vorrebbe escludere il riccioluto dalla corsa alla piazza d’onore. Nicola permettendo.
Vedremo. O, tutt’al più, vedromolo.