Il ventennio va in archivio con l’ultima sorpresa stagionale, quella del Mino Succi che fa il sorpasso su Babbo Delly proprio nell’ultima e decisiva curva. Il panzer riccioluto dei centri sociali centaroli rifila un sontuoso poker al mastino Piro, ancora a corto di formazione in un finale di stagione – il suo – assai balneare molto prima della bandiera a scacchi. Il Mazèt, canto suo, non riesce a difendere il posto d’onore, non andando oltre ad uno striminzito pareggio interno con un poco velleitario Nicola. Valerio così lo beffa all’ultimo giro, strappandogli un bronzo che – letti i numeri finali – non ammette dubbi. Il Sorcio nazionale chiude con undici marcature in più rispetto al rivale, ed oltre trenta lunghezze nel computo totale dei punteggi. Se proprio, ci si stupisce del fatto che non abbia duellato sino al termine con il Presidente, giunto serenamente secondo dopo l’ultima formalità con Lupo Lodi, che finisce in bruttezza e senza dignità, andando a referto con la miseria di sei uomini sei. Ma forse è stato giusto così – per la residua regolarità del torneo – e che chi avessi fin lì trasgredito continuasse a farlo imperterrito, senza provocare sgarri inutili ed inopportuni all’avversario di turno. Per una sorta di 0-3 a tavolino che si è perpetuato per l’intera durata dei gironi Neutro ed Orologio.
Mentre Cippi si aggiudica anche la classifica dei punteggi di gara, assommando un ulteriore prova al suo stradominio, Mello torna sul podio dopo un intero ed interminabile lustro. Correva l’edizione 2007, anche in quell’occasione fu piazza d’onore, e pure in quel caso vinse il Cipolla. La stagione del pievese è sicuramente da incorniciare, non senza qualche rimpianto di massima. Se si considera, infatti, che tre potenzialissime bocche da fuoco come Quaglia, Pandev e Maxi hanno raccimolato la pochezza di 14 goals, ecco che il rammarico per non essere stato a braccetto col Lercio si fa alquanto pressante. Ma si sa, non si vive nè di Se, nè di Ma, e neppure una buona dose di Dai nèn può garantire vincite assicurate. Perchè nel Fantacalcio Ufficiale niente è certo e scontato, e nulla si crea o si distrugge. Perchè tutto si trasforma, come nella miglior parabola di nostra vita.
Il ventennio ci ha proposto un torneo che più anomalo non si poteva. Giornate con fischio d’inizio il giovedì e venerdì, spezzatino indigesto sino al lunedì, e soprattutto una miriade di formazioni non trasmesse o ritardate di default. La conta di fine anno dice VENTIQUATTRO, la stragrande maggioranza condensata tra Neutro ed Orologio, con quest’ultimo che ha girato a più di una a giornata. Il resto è roba arcinota e ultra stancante, che passerà alla storia come il punto più basso, forse di non ritorno. Leo (neo Babbo, auguri dalla redazione di OSE) e il compagno Lupo che lasciano la compagnia già ad inizio anno, strafottendosene liberamente che altre sette/otto persone nel frattempo si stavano giuocando tempo, passione, opere e/o missioni. Latte plus che per l’ennesima volta manda a puttane un più che discreto potenziale, ostinandosi all’invio fuori orario e attaccandosi a misere polemiche pretestuose. Ma anche Piro, che fa bene fino alla terzultima curva, e poi decide che l’ultimo mese deve essere devoluto alla beneficenza fantapallonara. Quasi avesse avvertito le vertigini di una stagione fin lì condotta con tutti i crismi. Amen.
Due numeri. Cippi fa il record assoluto di punti (70), e Leo il minimo storico (20). Due facce della stessa medaglia, per un campionato diviso subito in due netti tronconi e con i fanalini che hanno iniziato ben presto a regalar treppunti con straordinaria e regolare puntualità. E con gettito degno dei migliori Tarabaclòn.
I VOTI  DEL VENTENNIO (a cura della fantaredazione di OSE):
Delly: 6più  – sfinge e cavilloso fino al midollo, ma la domenica è mangiattaccanti. Scoraggiato.
Nicola di Pieve: 6,5 – sempre sul pezzo, osso duro ma senza mercato. Bene, ma non benissimo.
Pirolandia: 6meno – voglioso e portentoso in partenza, remi in barca all’ultima boa. Peccato originale.
Lupo: 3 – sembra tenere, poi si frolla col panettone. Da Salvatore a meteora dannosa. Peggio di Lucho.
Mlòn: 7 – smanioso e gudurioso, ma le punte gli frenano l’amplesso. Ritorno alla luce.
Mino: 7meno – famelico e tignoso, non molla l’osso, ma lascia la preda. Encomiabile sognatore.
Il Sultano: 5,5 – si abbandona alla fame del Braglia, e quando torna i buoi son scappati. Ostinato a dieta.
Leo: 1 – tenerezza e distacco, poi assenza ingiustificata. Senza parole.
Latte+: 4 – perde il fuso e non lo ritrova più. Poi lotta coi mulini immaginari. Molto brad, poco pitbull.
Cippi: 8 – concentratissimo e a capo chino, neppure il lyinz lo distrae. Impareggiabile solitario.