Il pretino Fazio che rivuole il Medioevo

By on 13 settembre 2012
Questa ci mancava. E ne avremmo fatto serenamente a meno. Dopo la banda Monti’s che cerca di inculcarci sovieticamente usi e costumi alimentari – per grazia di Dio desistendo dall’irrefrenabile bisogno di tassare bevande e rutti – ecco che ci pensa il pretino di Viale Mazzini a farci ripiombare miseramente nei bassifondi del Medioevo più bigotto e falso-proibizionista.
 
 Il paggetto di corte-Rai che ha già intascato il vitalizio per l’intero suo ceppo genealogico, ha avuto la brillante e razzista intuizione di alzare il muro tra un Festivàl già ampiamente senile e quella rampante ed ambiziosa banda di allegri giovini sotto i diciotto uniti all’entusiasmo dei talent show boys. Perchè – dice suor Fabia da Savona – “Io preferirei che i ragazzi stessero a casa a studiare”. Con tanto di scontato e puritanissimo plauso dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, una delle tante ridicole ed inconludenti zavorre agganciate al maxi carrozzone-Italia. Che non fa altro che avvalorare la tesi che spinge il proposito socio-culturale del Fazio verso un baratro colmo di ipocrisia latente e di cultura mendace.
 
Ma lo sa forse Fabietto nostro che i talenti – se sono tali – si svezzano naturalmente assai prima della compilazione anagrafica con la maggiore età? E lo sa poi il Pizzettino più amato dalle frigide italiane che – lo voglia o meno – il nuovo bacino d’utenza musicale è fornito per lo più dai reality in chiaro od a pagamento, e che essi – se ne faccia una ragione antimorale – rappresentano un’immensa fucina per la creazione e nascita dei prossimi geni del palcoscenico professionista? E lo sa anche – il nostro grande e munifico Maestro di salotti-bene oltre che mirabile dispensatore di intelligentia a pagamento – che la condizione di stato in luogo all’Ariston non è certo in contraddizione con lo status di studente? Caro Fazio Fabio, non pensa che un giovane minorenne – se lo vuole – possa benissimo conciliare la letteratura del novecento con qualche buon concerto di rock music, se gli dà gusto e piacere?
 
Oppure ci sta volendo indottrinare il dogma per il quale prima dell’età della patente si deve assolutamente proibire e precludere ogni benchè minimo sogno, velleità ed ambizione riguardo all’intricato mondo della celebrità musicale? Allora, se venisse eletto responsabile del settore giovanile FIGC, magari  vieterebbe anche l’approdo in prima squadra di qualsivoglia minorenne, privandoci così delle stupefacenti prodezze dei futuribili Maradona piuttosto che di qualche clone del primo Ronny balugrana? Suvvia. Dai nèn valà.
 
I tempi son cambiati carissimo monsignore del Tempochefà e oggi, a quindici anni, ma anche a quattordici, un giovane è già abbastanza maturo, consapevole e scantato per sapere ciò che ha dentro, e soprattutto per far conoscere le proprie inclinazioni artistiche e la sua presunta stoffa del campione. Anche perchè a diciotto, caro mister rendita-Rai, nella maggior parte delle competizioni, il giovane non è più di belle speranze. E’ quasi bello che andato.
 
E’ quindi ora di finiamola e di dire finalmente basta con questa tivvù di Stato bolscevica e talebana che vuole insegnarci a vivere con proclami e propagande da primo dopoguerra che di morale ne hanno tanta quanto la fedeltà di Vittorio Sgarbi. Fazio e tutta la compagnia della Crusca dell’etere dovrebbero ben intendere che il tubo catodico-digitale non può essere il mezzo per educare e crescere i nostri beneamati figli italici. A quello ci pensa la famiglia, la società, la vita di tutti i giorni. Ma questa è un’altra storia.
 
Ne abbiamo piene le tasche allora di questi pseudo reietti ghandiani da quattro (milioni) di soldi che snobbano la realtà e vogliono farci calare nel loro microcosmo snobbista e generatore di verità assolute. Che se gli esprimi la tua ti guardano dall’alto verso il basso con quell’ammiccante e strafottente risatina degna del peggior Fede.
Se vogliono continuare a predicare il loro verbo al passato remoto lo facciano tranquillamente, a Rai Storia, a quella Educational, a casa del buon vecchio Minoli, o magari nella rarefatta notte marzulliana. Ma non rompano le balle e le speranze di giovani teenager arrapati che hanno come sola e legittima pecca quella di voler brillare nel variegato firmamento della canzone sanremese. Perchè il già abbastanza deturpato e desueto Ariston non si trasformi definitivamente nella succursale del nuovo Medioevo italico targato Nonna Rai.
Fazio pro nobis.
 



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