E’ partita dai blocchi agostani una Serie A mai così avara di ricchezza e qualità complessiva. I big son tutti andati, e pare già un mezzo miracolo aver trattenuto Jovetic, Cavani e De Rossi. Neanche sul fronte giovani e dintorni si è mosso granchè, se si eccettua il ritorno di Zemanlandia. Proprio la sfinge del boemo sembra rappresentare l’unico reale motivo di assoluta novità, che potrebbe sfociare in un duello tutto all’ultimo sangue con l’odiatissima Juve. In pole, accanto ai campioni, c’è la banda Mazzarri. Se Insigne farà il pescarese e Inler tornerà quello di Udine, sotto al Vesuvio sarà lecito crederci.
Anche se la leadership dei bianconeri – obiettivamente – sarà  difficilmente scalfibile, con Champions e deficit offensivi uniche variabili per poter ridurre il gap del gruppo. 
 
Nel quale si fatica ad intravedere un’ulteriore seria concorrente. Perchè il Milan è un cantiere aperto, perchè l’Inter non dà ancora Strama-garanzie, e perchè la Lazio di sempre si consegna alla scommessa bosniaca Petkovic. E magari, in mezzo all’apparente pochezza delle decadenti big potrebbe inserirsi l’outsider che non t’aspetti. Non certo la plusvalente Udinese. Assai più probabile la nuovissima Fiorentina tutta qualità e Vincenzino.
Pronostici della stagione: SCUDETTO alla Juve, CHAMPIONS Napoli, preliminari Roma, 4° Milan, 5° Lazio, 6° Inter. In B: Pescara, Siena e Palermo.La redazione di OSE, come di consueto, rifila ai propri mlònlettori le sue personalissime pagelle sui nuovi acquisti ed i nuovi rooster che sono presentati ai nastri della stagione duemilatredici, in un’estate di contrattazioni assai rara e scarna, tutta prestiti e comproprietà a zero euri, dove Berbatov si promette anche al Vaticano, Bendtner diventa un top player e Luca Toni un attaccante di prima fascia…
 
ATALANTA voto 6 (mercato 6-): ci si aspettava decisamente di più da quella volpe campana di Marino. Brivio, Matheu in difesa e Biondini a centrocampo sono un bottino sindacale, anche se alla voce partenze c’è il solo Gabbiadini. Si punta tutto sul collaudo e tanto sulla consacrazione di Bonaventura. L’anno scorso l’entusiasmo del ritorno e l’incentivo penalizzazione costruirono l’impresa. Quest’anno sarà bene tenere a bada rilassatezza ed eccesso di autostima. Conferma con troppo velluto.
BOLOGNA 6+ (6,5): mercato ben architettato. Motta, Guarente, Natali e Pazienza sono solide certezze, Carvalho rinforza il pacchetto arretrato, Riverola la scommessa, Gabbiadini il prospetto da far esplodere. E la ciliegina Gilardino era quello che ci voleva dopo la departita di bomber Marco. Ramirez sacrificio indispensabile, ma Belfodil poteva e doveva essere trattenuto. Rinforzata.
CAGLIARI 6 (6-): vedi Bergamo. Anche se dalle parti dell’isola si aggiunge il fattore stadio-negativo di Quartu Sant’Elena, che rischia di remare assai contro la banda Cellino. Fondamentale tenere Ibarbo e Nainggolan, con Sau che potrebbe essere la rivelazione. Ottimismo, ma non troppo.
CATANIA 6+ (6): una delle tante invariate rispetto alla scorsa stagione. Esame di maturità per Maran, che non dovrà far rimpiangere le precedenti gestioni Lo Monaco. Solita affidabile salsa sudamericana, con Gomez e Barrientos  in prima fila. Sarà il giovane Castro la nuova perla etnea? Scoppiettante.
CHIEVO 6+ (6): l’intelligenza latente di Sartori non stravolge l’ossatura clivense. Rigoni e Papp non faranno rimpiangere Bradley e Acerbi, e Di Michele ha ancora qualche cartuccia da spendere. Si preannuncia l’ennesima stagione di  euforica tranquillità. Favola permanente.
FIORENTINA 6,5 (7): la vera regina del mercato. Rifondata, stravolta, rigenerata. Cuadrado, Borja Valero, Aquilani e Pirazzo ne fanno il centrocampo più qualitativo della A, con Migliaccio extremis utilissimo. Davanti tutto è nelle mani di Jo Jo, con El Hamdaoui tutto da scoprire e Montella che pare una garanzia. Se non si specchierà ad oltranza, la Viola potrà anche tornare alla grande Europa. Nonostante Toni…
GENOA 6,5 (6,5): la solita campagna da Giochi Preziosi, ma con maggior costrutto rispetto alle passate edizioni. Borriello e Vargas due magnifici last minute, anche se sarà Immobile il vero crack. I problemi saranno i soliti: ri-amalgamare daccapo e le batoste fuori casa. Se li argina anche solo in parte, De Canio potrà rifare grande il Grifo. Cercasi riscatto disperatamente.
INTER 6,5 (6,5): mercato mirato, con la rivoluzione che finalmente è partita, anche se nello scambio Pazzo-Cassano è la Beneamata a rimetterci. Gargano è preziosissimo, così come Mudy e l’ex Porto Pereira. Guarin il vero acquisto di qualità, e Handanovic una saracinesca per almeno un lustro. Ma  dietro e davanti si raschia il barile. La fascia è ancora affidata al quarantenne Zanetti, e Milito non puo’ tenere da solo 50 partite. Strama ha le idee chiare, ma pare ancora una scommessa. Transizione.
JUVE 8 (7): Marotta fa tutto a giugno, col doppio colpo udinese, il riscatto della Formica e gli innesti di Lucio e Pogba. Proprio l’ex United che ha fatto infuriare Sir Alex può essere la rivelazione 013. Rinforzata ed assai competitiva, ma per l’Europa serviva il colpo offensivo. Bendtner – catapultato da una soap scandinava – si poteva lasciare Siena. Bis di primi.
LAZIO 6,5 (5,5): mercato inesistente, se si esclude Ederson. Serviva qualcosa dietro, ed il solo Ciani non basta. Zarate puo’ essere rivitalizzato, come lo stesso Floccari trattenuto controvoglia, ma la sensazione è che tutto sia appeso alla testa ed ai piedi di Miro Klose. Petkovic non è un bluff, anche se dovrà lavorare con la squadra di Reja. Aquila vagante.
MILAN 6,5 (5,5): Niang, Bojan e De Jong cambiano il volto ad un mercato altrimenti pietoso. Soprattutto il pitbull olandese sarà assai costruttivo alla causa rossonera. Affidarsi a due centrali come Bonera ed Acerbi è un suicidio in partenza, anche perchè Zapata non pare meglio e Traorè meglio tralasciare. Allegri dovrà far nozze con le lumache, ma De Sciglio e l’ex Barça che potrebbero divenire piacevoli certezze. E se Pato riuscisse a farne almeno 20 (di partite)…Anno sottozero.
NAPOLI 7,5 (6,5): il sacrifizio necessario del Pocho non è un male incurabile. La fiducia data a Insigne può colmare il gap e il matador avrà anche più libertà e spazi. Gamberini è buona alternativa, così come Mesto in corsia. El Kaddouri sa molto di prospettiva, ma potrà maturare in Europa League. Bene Behrami, ma la svendita di Gargano è da segno meno. Osare per credere.
PALERMO 5 (4): se ne vanno il secondo miglior portiere italico, il laterale della nazionale, e l’anima della squadra (Migliaccio). Arrivano un numero 1 meno che normale (Ujkani), un fantasista anziano (Brienza) e tanti modesti  fine-prestito che saranno anche titolari, come quel Cetto ancora indecifrabile. Le palle e l’anima di Sannino non possono far miracoli, anche perchè San Miccoli ha una primavera in più. C’è da scommettere che il tecnico campano non arriverà a Tuttisanti, e che il Zampa cercherà invano le pezze di gennaio. B spettro reale.
PARMA 6,5 (6,5): Leonardi ci mette costrutto e qualità, e l’11 di Donadoni sembra poter confermare il buono dell’ultima fase del campionato scorso. Se ne vanno sì Giovinco e Floccari, ma Amauri è tutto gialloblu, e Pabon ha le carte in regola per promettere. Parolo è un colpo da grande, Belfodil gioiello maturo, e Acquah un rincalzo di lusso. Salvezza ma non solo.
PESCARA 4,5 (4): Verratti fa cassa, mentre il tandem Immobile-Insigne ritorna alla casa madre. Gli investimenti sono scarsi e di pessimo profilo, in un mix letale tra usato (poco) sicuro e conferme da serie B. Weiss, Jonathas e Celik non possono rassicurare, e per il buon Stroppa si prevede un via crucis senza amen. Destino segnato.
ROMA 7,5 (7): la certezza e la spinta è data dal boemo, carico a mille dopo il miracolo-Pescara, e all’ultima occasione della vita. Destro è un gran colpo, anche se Borini poteva venir utile. Tachtsidis e Bradley fanno legna, e Balzaretti è l’esterno giusto. Dodo’, Castan e Marquinhos sono verdeoro di prima fascia, mentre Pjanic, Lamela e Osvaldo paiono nati per giocare con Zeman. Se dietro Burdisso farà gli straordinari e il capitano terrà i ritmi di oggi, potrà davvero essere maggica Roma. Verticali e scudetto.
SAMPDORIA 6,5 (7): Sensibile ha fatto le cose sul serio, e per bene. Maxi è il puntero giusto, Estigarribia ha gambe e testa, De Silvestri qualità, e Maresca la ciliegiona ideale per il salto. Se poi Poli non sentirà le sirene zebrate ed Eder farà il giocatore di A, beh, questa Samp è davvero tanta roba. Super Ciro.
SIENA 5 (5): Destro e Sannino han fatto mezza salvezza. Ma pani e pesci non si moltiplicano mai due volte di fila. Penalizzazione e squalifiche sono un macigno, anche se l’uomo del fiume è quello giusto. Neto, Felipe e Paci mettono i brividi, e Calaiò sembra l’unico a poter gonfiare la rete. A meno che Zè Eduardo non si dimostri da Milan… Chimera da palio.
TORINO 6 (6+): la piazza mormora, ma Cairo-Ventura han lavorato discretamente. Tenuto il diamante Ogbonna e rivitalizzato l’instabile Bianchi, il Toro può guardare al campionato con moderato e cauto ottimismo. Con Brighi collaudatissimo, Gazzi pupillo del mister, e Cerci pronto a spaccare le partite. Da attendersi buone cose anche da Sansone e Sgrigna. Garanzia Ventura.
UDINESE 6+ (4,5): ennesima rifondazione pozziana. Ma quest’anno, a occhio e croce, non si intravedono delle grandi plusvalenze all’orizzonte. Brkic non è Handanovic, Pereyra non è mezzo Isla, e Williams neppure un terzo di Asamoah. C’è Muriel, ma Guido punta ancora tutta la posta su Totò, che ne ha quasi trentacinque, però. Auguri.