Non più di tre giorni fa dichiarava all’Impero Romano che non avrebbe lasciato, e che i tagli pilateschi dopo che già fuggirono buoi e porci potevano bastare. Poi la farsa presidenziale con Nonno Napolitano e Proffe Monti, che magari gli assicurava qualche futuribile incarico governativo al fianco del nuovo amico e capetto Pierferdi.

E oggi – snella, radiosa e perfetta lessicalmente come non mai – ci rifila finalmente i titoli di coda di questa sagra della porchetta romana che neppure nei più riusciti film di Neri Parenti.
Renatuccia de nò altri indossa il vestito monacale e si traveste da Suor Paola. De’ mi cojoni, però. Essì, perchè la Presidentessa ce stà e ce vò cojonà a tutti. E fino alla fine. Il capogruppo della sua giunta ruba di tutto e peggio di un manigoldo ladro di galline. Il suo fidato Ulisse organizza feste ar Colosseo – a cui Lei presenzia onoratissima – con puttane scosciate, anfore ricolme di vodka e gente che se la spassa con la maschera da verro. Ogni consigliere per oltre due anni fa un po’ quel cazzo che je pare, gonfiando e magnando ogni qualvolta che gli si presenta una mezza occasione da campagna-gaudente.

E per non parlare della gestione dei conti regionali e personali in puro stile “società dei magnaccioni”. In neppure tre anni le spese della Giunta decuplicano fino ad aumentare a 24 milioni. Pioggia di vitalizi a oltre tre mila euro al mese, staff di consiglieri da far invidia alla Casa Bianca, con la recordwoman Santinelli che riuscì a farsene assegnare addirittura 17. E che cazzo. Per finire con la ciliegiona caramellata del fotografo ufficiale e strettissimo di Madama Renata – tale Edmondo Zanini – che ci sta costando nientepopodimenochè 75mila euri al mese. Mica bruscolini. 

In cambio, spendendo e spandendo in ogniddove con l’equilibrio e la sobrietà che si confà a Bud Spencer, la Giunta-Polveriera non ha potuto che esplodere. Con fragore. E vomito. Perchè se il maiale se magna tutta la torta, poi la coperta rimane corta. E chi ce rimette allora? La Sanità nostra, quella dè Trastevere, Testaccio e la Magliana, che rimane fottuta e mazziata per i bagordi di Er Batman, Ulisse e Suor Renata Polverini. Che mette in scena la sua inconfondibile gnola passionale in falsetto da libro cuore, come quando strillò Battisti in campagna elettorale. Sta volta, però, far breccia nelle menti e nei sentimenti dei propri concittadini menzionando due tumori alla gola, più che una dichiarazione d’intenti, ci è parso un esercizio di facile e assai bassa demagogia. Oltre che del tutto fuori luogo. Come questo suo governo – suor Renata – che ha magnato e s’è ingozzato fino a strozzarsi. Divorato dal maiale, e dalla sua lurida e avidissima voracità.

Ave o Batman.