Dall’eremo dell’inutile Council on Foreign Relations targato Onu, nel bel mezzo della noia più totale di uno di quei convegni che ti fanno imbalsamare le palpebre solo al pensiero, ecco che Full Monti de no’ altri se ne esce con la più scontata delle veline italiche dopo quella della ricandidatura di Baffino d’Alema: Mario nostro è pronto per il Monti-bis. E sti cazzi? La notizia – ahi noi – non è però questa, considerando che anche il galeotto Sallusti aveva percepito da tempo la voglia del Proffe di riconfermare i galloni governativi.
 
Il punto cruciale – e drammatico – è che l’attuale primo ministro possa pensare di tornare su posizioni di comando senza passare dal via, per partito preso, per nomina senatoriale o per grazia ricevuta da Napolitano. Senza entrare in politica attiva, senza fondare o adire ad un movimento, senza presentarsi alle elezioni. In soldoni, risalire al trono di Palazzo Chigi senza prendere neppure un voto. E magari anche con la garanzia del prossimo settennato sul Colle al posto del suo main sponsor Nonno Napolitano.
E’ no eh! E checcazzo. Quando è troppo è troppo. Passi la nomina ad honorem al vitalizio da Senatore a vita. Passi l’esecutivo emergenziale – ed arci legittimo – dopo la caduta di Re Silvio. Passi pure la continua snervante tiritera del Professore sulla propria definitiva chiusura politica con la stagione 2013. Ma qui siamo arrivati ben oltre la normale routine delle dichiarazioni semil-politiche del quotidiano. Qui, oggi, il signor Monti ci viene a raccontare testualmente che «Spero di no, ma se le forze politiche lo chiedono sono disponibile a un secondo mandato». Troppo facile così, mister Monti. Troppo semplice. E – adesso sì – illegittimo e pure antidemocratico. Per non parlare della panzana che un senatore a vita non possa partecipare alle elezioni o fare la propria sacrosanta campagna. Chè, ha paura di sgualcirsi il lodem?
 
Se vuoi ri-scendere in campo, caro Mario, ti fondi un partito per davvero, un movimento con qualche stella od asterisco, oppure ti aggreghi ad uno dei tanti pseudo leader che sbavano all’idea di rimanere al Governo per un altro lustro senza fare e produrre un’emerita fava. Vero Pierferdi? Ma comunque – signor Prime Minister – i voti te li devi sudare, conquistare, strappare e guadagnare. Dal primo all’ultimo. Li devi prendere, tutto qui. Perchè questa è la democrazia su cui si fonda la Repubblica italica. Perchè questa è la politica, bellezza, e anche tu, mio caro Mario, non ci puoi fare niente. Niente. A meno che all’ultimo non si decida di cambiare per decreto la forma del governo tricolore. E passare da una Repubblica Parlamentare ad una Monarchia Montiana, in cui le elezioni rappresentano un bene accessorio e succedaneo, che serve unicamente per quel mero ed inutile rimpasto parlamentare.
Ma poi non veniteci a dire che questa è politica. E poi non chiamatela più democrazia elettiva.