GIANPAOLO TARANTINI (G, eccitatissimo) vs CLAUDIO TARANTINI (C, il fratello curioso):
G: «Eh, non puoi capire. Cioè, uno che lo racconta dice che non ci crede. E’ impossibile. La casa sono 100 ettari c’erano 100, ma non i poliziotti, l’esercito proprio… Gente che girava con i motorini, sai tipo i film? Tipo quelli della malavita, con i motori da cross. Con i mitra e la pistola in mano per tutta la villa, per tutta l’isola (…) Ci hanno portato nell’anfiteatro dove stava lui e abbiamo preso l’aperitivo, io avanti abbracciato con lui. Cinquanta persone eravamo… Abbiamo fatto pure una cosa a piedi, tutti dietro, una specie di processione. A un certo punto sento un rumore strano. Fa lui: “Guarda, guarda, guardate”. Sento un rumore strano, ci indica una montagna».: «Il vulcano».
G: «Il vulcano! Che scende la lava…( pausa) Poi ce ne andiamo in un’altra zona, la zona delle giostre. Con la musica sparata sottofondo, quella del paese delle meraviglie. La giostra quella grande. Tipo quella che va Rebecca (la figlia di Tarantini, ndr) che gira con i cavalli. Arriva e fa: “Tutti sulle giostre, tutti sulle giostre!” Ci ha fatto salire sulle giostre. Sai, questo tratta tutti come degli schiavi (…) Poi entriamo in una specie di sala con un tavolo apparecchiato. Vabbè lui dice: “Vi dovete sedere così, tre donne e un uomo”. E’ malato. Io mi sono seduto di fronte a lui, accanto a me c’era Simona Ventura. Accanto a lui ci aveva cinque o sei donne (…) La gente cantava “Grazie Silvio, Silvio c’è, graaazie Silvioooo, Silvio c’è” (risata). E’ pazzo proprio. Ci sediamo, ci fa sedere e inizia a fare un discorso di ringraziamento delle donne. Sempre ste’ cazzo di donne. Sesso, sesso, donne, sesso, donne che rompeva i coglioni”.
G: A un certo punto finiamo di mangiare e fa: ora dobbiamo fare una cosa. Noi uomini tutti seduti in fila e tutte le donne sul palco, a ballare per noi…e noi ce le vediamo (risata) siamo stati là, mbrijac a ciucc’ tutt (tutti completamente ubriachi, ndr)»
C: «Tu ci hai parlato?».
G: «No… la malavita eh, non puoi capire proprio. Lui stava tutto di blu e con la giacca tipo smoking bianca, ma di una simpatia. E’ pazzo proprio, cioè, ma non egocentrico…».
C: «E’ malato eh?».
G: «È malato eh…è un dittatore proprio… »
 
GIANPAOLO TARANTINI (T, maestro di cerimonia) vs BARBARA GUERRA (B, la valletta impacciata):
T: «Non puoi sembrare né una troietta né una ragazzina. Ti devi mettere un cappotto blu e un pantalone chiaro. Oppure un pantalone scuro e un cappotto scuro…».
B: «Mo’ vedo, dai, mo’ cerco in valigia».
T: «Mettiti dei fogli in mano, oppure sai che devi fare? Comprati Sole 24 Ore, Gazzettae Repubblica in mano e arriva con quelli…» 
B: «Ma un giorno solo stiamo via?».
T: «E che ne so, amo’. Con quello sai quando entri e non sai quando esci (…) Ma poi come si è comportato? Bene?».
B: «Con me? Sì, mi ha sculacciato un po’ però…».
 
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