PICCOLI PESCI E POGBA’

By on 20 novembre 2012

 

Al primo mercatino di riparazione fantacalcistica va in onda una delle aste invernali più povere e scadute della storia del Giuoco. I sette fantallenatori (assente il solito Sultano indaffarato in questioni di finanza creativa) si prodigano e si dissipano nel nulla più cosmico che propone la bancarella del pescivendolo di riparazione. Tattiche, spigolazioni e strategie più o meno risibili si annullano davanti all’unica vera perla del paniere: il nerissimo franco-guineano poco più che maggiorenne Paul Labile Pogba. Esticazzi.

La concorrenza parsimoniosa e plumeggiante viene ben presto sbaragliata dal possente e sgargiate Lodi III che – reduce dalle fatiche notturne di coppa – si accaparra le presunte prodezze del vice-Pirlo con un offerta tanto lauta quanto folle. Ed è subito matricola-party.

Il resto della ciurma si accapiglia su pupilli e facili scommesse dell’ultimora. Mello – la cui crisi senza luce somiglia tanto a quella del Grifo – fa i nozzi con le lumache. Ciccio Bonaventura e Bimbo-Dybala sono suoi, così come il carcerato Portanova e il romanaccio parmense Rosi. Poi il discutibile ingaggio dello sconesso Marquinho. Provare per crescere.

L’altro claudicande – il lurido Valerio – si accontenta dello zemaniano Florenzi e di due mezze cartucce come Bovo e Richmond Raimondi, mentre è il Lercio campione nazionale (Massimo Cippi, ndr) che si aggiudica la palma del miglior rapporto quantità-prezzo. Toni a 24 ha già dato i suoi frutti, Quintero il colombiano magico è ottimo innesto, e Cigarini la spigolatura last-minute passata fin troppo in cavalleria. Pirolandia punta sull’usato sicuro del minimo sindacale, con Lucarelli, Pasquale e quell’ibrido di Thereau, e il buon Talamòn risente e non poco del ridimensionamento imposto da Bmv. Munoz, Neto e Romulo paiono più un trio da beach soccer nelle spiagge dei peggiori bar di Copacabana. E intanto il lìder baciato dalla fortuna (Mazzo Geppetto) pensa bene di valutare Juan e Spolli come fossero i Baresi Costacurta dei tempi d’oro; quelli della pubblicità del Gatorede, per intenderci. Bah.. A volte corsi, ricorsi e vezzi storici spiegano più di ciò che altrimenti risulta davvero oscuro ed indecifrabile.

Le fantasquadre, per quanto poco concesso dai “rimasti”, si rinforzano almeno nella quantità dei giuocatori disponibili e presunti titolari. Per il resto, il solito immenso trasporto agonistico ed emozionale che traspare anche e comunque in questi brevi e spogli lampi di competitività. Perchè questo è il vero the real Fantacalcio Ufficiale. E vive e lotta insieme a noi.




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