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Si è chiuso alle 19 (mentre nell’Europa che conta si va avanti sino a mezzanotte, ndr) uno dei mercati più poveri, schizofrenici e dilettantistici della storia del calciomercato italico. Va bene il patos, il cardiopalma e la folle ed esilarante corsa all’ultimo foglietto utile da consegnare entro il gong di chiusura, ma questa volta si è davvero oltrepassato il fondo. Sfiorando il compulsivo, e toccando il ridicolo. La ricerca assurda e frenetica al “colpo” o “botto” invernale (anche se sarebbe il caso che la carta stampata ci desse un taglio con questi assurdi epiteti in formato bellico, ndr) ha contagiato tutto e tutti, in una sessione dove non girava mezzo euro e si moltiplicavano come funghi comproprietà fittizie e prestiti con e senza riscatto.

Così accade che Stekelenburg viene fatto rimpatriare mentre è già in London pronto a firmare col Fulham. Perchè i megadirettori giallorossi si mettono a cercare il sostituto alle 18 inoltrate.. E così il Nostro si guadagna solo cena e notte nella City (magari pure a proprie spese). E succede anche che gli altri fenomeni dall’altra sponda del Tevere decidono di sbloccare e concludere l’ottimo affare-Anderson in piena zona Cesarini. Senza però fare i conti con l’intasato e assai flemmatico fax carioca, che non riesce a sfornare in tempo la carta necessaria e sufficiente per sancire l’ufficialità.

Poi ci sono le schizzate tutte da ridere, o quasi. Cicciobello Raiola che corre scorrazzando pachidermico per l’intera longitudine dell’Atahotel senza trovare un misero filo di rete, per poi sbottare ed imprecare contro l’intero albero genealogico dell’albergo a mille stelle. E così la giovine promessa Kasami non puo’ traslocare all’Adriatico. Oppure c’è anche quel diavolo centellinatore rabbino del supercazzolaro Lotito, che si incaponisce al centesimo contro gli ucraini facendo saltare il trasferimento liberatorio di Maurito Zarate. Che non le manda a dire, e si sfoga come una zitella isterica cinguettando lagnosamente su Twitter.

Se poi ci sforziamo a rimanere in ambito tecnico, archiviando l’arrivo di Balo per ora solamente come grande affare glamour e mass-mediatico, ecco che le cose – se possibile – vanno peggiorando. La rincorsa a comprare per il gusto di cambiare impallina i tre quarti della massima serie. A Milano sponda Inter per la frenesia di far concorrenza agli odiati cugini, si ingaggia un esterno (Schelotto) buttando la metà dell’unico buon prospetto offensivo (Livaja), poi si prende una minestra riscaldata come Kuzmanovic, e alla fine si sborsa oltre 11 milioni per un giovane di ottime speranze ma ancora tutto da scoprire ad alti livelli. E poi ci sentiamo pure dire da quel povero ricco di Babbo Moratti che l’Inter lotterà fino alla fine per la conquista del titulo. E magari vincerà pure la Champions…

Il resto è roba già ampiamente vista e ritrita. Con Genoa a Palermo che – non smentendo la loro pessima reputazione di “ingorde di mercato” – fanno e disfano oltre la doppia cifra, pensando poi di mettersi l’anima in pace accollando ogni sgarro e responsabilità all’ennesimo mister silurato o di ritorno-andata per la terza volta. Anche se – occorre dirlo – a questo giro sia il Zampa che il buon Preziosi si sono trovati in ottima compagnia. Atalanta, Siena e Pescara, infatti, non gli sono state certo da meno. Anzi. E purtroppo.

Ma tanto, lo si sa, questo è il mercato, bellezza. E nemmeno tu, Don Carmine Raiola, ci puoi fare niente. Niente.

Le pagelle (temutissime) in formato easy-mlòn:

 ATALANTA (6,5) – Il tormentone Denis rimane tale, e gli orobici pigliano pure Brienza, Budan e Livaja, oltre a rifare mezza difesa. Marino fa le cose per bene.

BOLOGNA (5) – Portanova senza la metà di Gila è un delitto, mentre la rincorsa a Neto è senza fine. Moscardelli fa mucchio, Christodoulopoulos indecifrabile. Male, o malissimo.

CAGLIARI (6) – Cellino resiste agli attacchi su Nainggolan e Pinilla, poi prende un tale uruguagio Cabrera. Fortino.

CATANIA (6) – Mantiene tutti i pezzi pregiati, e questa  è già un’impresa. Europea.

CHIEVO (6,5) – Bel mercato. Monetizza con Sorrentino, poi rilancia con Acerbi, Sampirisi e Seymour. Houche è la ciliegiona, Ujkani il sostituito. Sartori vuol dire fiducia.

FIORENTINA (6) – E’ un 7 futuribile, con la perla Rossi. Ma serviva un bomber, e non è arrivato. A meno che Larrondo non sia scambiato per tale. Sissoko da robustezza. Invariata, al peggio.

GENOA (6+) – Solita mezza rivoluzione, ma sta volta almeno utile. Floro, Manfredini, Portanova e Matuzalem sono innesti che non hanno bisogno di rodarsi. Giochi Rischiosi.

INTER (6+) – Le cessioni di Sneijder e Coutinho sono giuste e sacrosante, e fanno cassa. Nello scambio Schelotto-Livaja l’affare lo fa la Dea, mentre le aspettative su Kovacic potrebbe bruciare Strama. Balo-dipendente.

JUVE (5,5) – C’era bisogno di un centrale, e è arrivato un terzino. Ci voleva una punta buona, e arriva una vecchia figurina in vacanza, e con gli occhi a mandorla. Ansia da riconferma.

LAZIO (6) – Senza il pasticcio-Anderson, sarebbe da 7. Ma il solo Pereirinha non basta. E anche la grana Zarate potrebbe mettere scompiglio. Si poteva dare di più.

MILAN (6,5) – Balotelli è un super-Mario-potenziale. Farà bene, c’è da scommetterci. Salomon è da verificare alla prova San Siro, e Zaccardo esperto sicuro. La cresta al bilancio.

NAPOLI (7) – Armero, Calaiò e Rolando sono i puntelli che servivano. Ora serve il miracolo di Mazzarri. Al completo.

PALERMO (5,5) – Dieci innesti, tredici partenze. Boselli, Formica e Sperduti affollano l’attacco sudamericano. Ma pare che l’acquisto più azzeccato sia Sorrentino. Gran Prix Lo Monaco.

PARMA (6+) – Sfoltisce e raccoglie Marica, che è cosa buona. Con Mesbah per Zaccardo tecnicamente ci perde, ma non troppo. Progetto Parma.

PESCARA (5) – Si tenta il low-cost d’esperienza, con l’aggiunta di Sforzini. Zauri-Sculli è da mercato delle pulci, ma chissà. Pericolante.

ROMA (6+) – Torosidis un buon cambio/titolare. Sulla papera-Stekelenburg un velo boemo pietoso. Confusione.

SAMP (6) – Rodriguez la novità da scoprire. Per il resto scambio quasi alla pari Sansone-Pozzi. Tranquilla e confermata.

SIENA (5) – Smontata e rimontata male. Calaiò perdita letale, anche se Pozzi può far bene. Dietro il gira-Italia Terlizzi e tante scommesse, a partire dal giovane Uvini dal Napoli. Gli ultimi non saranno i primi.

TORO (6,5) – Mercato intelligente. Barreto va a nozze con Ventura, e Jonathas può valere più di Sansone. Tranquilla salvezza.

UDINESE (6) – Poco o nulla, dopo la cessione di Armero. Merkel è buona pedina, il brasiliano Naldo da scoprire. Quiete senza tempesta.

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