httpv://youtu.be/jV4x1h5pwKo

Pierluigi è un grande incassatore. Questo è inequivocabilmente innegabile. Dopo esser riuscito nell’impresona di prendere gli stessi voti del giaguaro, e dopo aver dilapidato un vantaggio quasi matematico all’ultima curva, ecco che il buon vecchio sano sadismo di origine fantozziana-piddì continua a scorrere nelle vene di Gargamella.

Non gli bastavano l’umiliazione e gli sberleffi del dopo-voto, e neppure il pubblico ludibrio grillesco ad ogni suo quotidiano e stucchevole appecoramento. No. Non bastava ancora. Perchè la masochistica e disdicevole sete di mortificazione del Pier aveva bisogno di essere appagata ancor di più. Con questo ultimo ignobile ed asettico inginocchiamento al Caro Leader genovese.

Il canovaccio è sempre il solito di vent’anni di mediocre medioevo Piddì. Quello cioè di un palchettino in finto-noce con alle spalle quattro bandiere afflosciate su sfondo bianco-ospedale, di un segretario fuori dal tempo che legge il programmino con gli occhiali come fosse il giornale del kral, e di una platea in stile Urss che più triste e soporifera non si può. Con l’aggravante da taglio di maroni che è la presenza al loculo-bancone di quel giovane vecchio inconcludente di Enrico Letta e di quella giurassica inscrollabile di Rosaria Bindi de nò altri.

Pier Gigi enuncia gli otto salmi del suo funerale come stesse ad una riunione settimanale al circolo del bridge. Il solito ansioso rompicapo del metti e toji l’occhiale, e quella oramai celebre e desolante flemma ben scandita del sillabario bersanese. Otto punti che son tutto, ma non rappresentano un bel nulla. Se non l’ultimo angoscioso e strisciante tentativo di infilarsi una maschera di inutile responsabilità. Perchè Bersani è ormai la caricatura autolesionistica del miglior Crozza. Perchè è un mezzo leader sciancato in balìa di Grillo e Casaleggio. E perchè non ha e non avrà mai nessun numero e maggioranza per farsi rilasciare neppure l’incarico di Capo di Gabinetto.

Forse oggi da Genova il kaiser 5 stelle avrà avuto di meglio da fare, o forse avrà pensato che fosse più opportuno risparmiare al povero Bersani l’ennesima mortificante umiliazione. Anche se – considerato l’andazzo inconsulto e psicopatico del Pier – probabilmente l’ennesimo vaffanculo l’avrebbe ancor più intestardito rafforzando la sua corazzata kotionkin.

Il punto del giorno è chiarissimo e cristallino, persino al figlio illegittimo della Finocchiaro. E solo un Don Chisciotte medievale in formato Bettola come il Pierluigi non ha ancora inteso ed afferrato. Grillo non farà alcun tipo di nessunissima alleanza parlamentare. Neppure coi pensionati o col gruppo misto. Perchè così perderebbe l’intero bacino accumulato in un decennio di anti-Casta. E soprattutto il suo unico grande  utopico disegno: quello di veder passare i cadaveri delle due Repubbliche conquistando l’intero Risiko alle prossime elezioni.

Ma Gigi nostro non può capire. Perchè altrimenti non si sarebbe incaponito nell’inseguire giaguari malefici e chiamando al comizio decisivo quell’infelice porta-scalogna di Nanni er sfiga Moretti. E adesso, aspettando il garante Rodotà e sperando nell’immaginaria cancellazione del finanziamento, Gigi nostro se ne faccia ancora – per l’ennesima ed ultima volta – una ragione che sa molto di estrema unzione: gli toccherà di governare col Berlusca e sarà ben presto esiliato dal quel giovine bischero del Matteo. Rosy e Massimo permettendo, s’intende.