httpv://youtu.be/HGHz1V6W2dQ

Le parole di accostamento ad Enzo Tortora pronunciate ieri dal Berlusca alla manifestazione anti-magistratura Pdl di Brescia, salita alla cronaca soprattutto per la violenta incursione di gruppi di contestatori provenienti dai centri sociali, hanno fatto come sempre aprire il cielo al solito balletto di pro e contro, di acclamatori ed indignati, di berluscones ed anti-Silvio. Sino ad arrivare al “clou” del prime time del tg la7, dove la conduttrice (Gaia Tortora, la figlia di Enzo, ndr) si lascia andare ad un vero e proprio pistolotto difensivo, informando l’Italia tutta che trattasi di tutt’altra storia, e che Presidente, lo dico con tutto il rispetto, con quel rispetto che da tanto tempo andiamo cercando. Con il massimo rispetto anche perchè questo Paese ha bisogno di un altro clima, e non è il clima che abbiamo visto anche oggi a Brescia”.

Ora, tutto è legittimo, dal paragone forte (e probabilmente insensato) di Berlusconi, fino alle parole della figlia di Tortora in diretta nazionale dai microfoni di un tiggì di informazione. D’altro canto, non appare troppo deontologicamente corretta la conduzione di Gaia Tortora, che approfitta della propria posizione di speaker di notizie per rispondere di pancia alle parole del leader capo del Pdl. Mostrando un netto conflitto d’interesse da una parte, e bassa professionalità dall’altra. Perchè sarebbe bastato inviare un’Ansa dopo le 20:30, invece di esprimere un’opinione prettamente personale che una conduttrice di telegiornale non può e non deve mai conferire. Non perchè sia un’automa od emerita stupida lettrice, ma perchè ciò non è contemplato dal suo lavoro. Che non è quello di fare l’opinionista ad un talk show in seconda serata. E questo anche il buon Chicco Mentana (suo Er Director) lo sa molto bene.

Poi, concedeteci qualche domanda riflessiva. Quando la Tortora parla di “rispetto che andiamo cercando da tempo”, a cosa si riferisce? Al rispetto che la sua famiglia va cercando da tempo? Beh, se così fosse, può anche evitare di andarlo a raccontare ai telespettatori di la7 che, probabilmente sì in parte anti-berlusconiani, ma a cui non può fregà de meno delle vicende di casa Tortora. Poi, quando la stessa Gaia afferma che “il Paese ha bisogno di un altro clima, e non il clima che si è visto a Brescia”, dove caspita vuol andar a parare? Forse vuol dire – come sentito ieri da tanti illustri ben (poco) pensanti – che le parole del Berlusca in un certo qual modo hanno creato quel clima di contestazione e possono istigare gli atti deplorevoli e delinquenziali dei contro-manifestanti, fino a giustificarli? Se così fosse, come ci pare, la bella e brava Gaia meriterebbe quanto meno tre serate di squalifica. Perchè non è che se la manifestazione la organizza Silvio si parla di golpe istituzionale, mentre se la fanno Vendola e Bersani trattasi di legittima marcia di diritti e libertà…