Il palcoscenico è quello festoso-eccitato dello spogliatoio di uno scudetto. Di un titolo atteso ben 19 anni. La Parigi calcistica tutta è in delirio, ma all’interno del luogo simbolo del cameratismo segreto pallonaro ecco che il solito Ibrone de nò altri ti va a rovinare tutto con la solita litigata all’italiana. In italiano, per l’appunto.

“Ero giù da 20 minuti là, non potevo uscire. Devi sempre rovinare tutto. Ero da solo, da solo”

Zlatan è visibilmente incazzato. E se la prende con l’ex rossonero Leonardo, ora dirigente parisien. Prima Ibrahimovic inizia a discutere con un non meglio identificato rappresentante Psg (forse è il dottore?), poi Leo si  avvicina a loro probabilmente per dividerli ed appacificarli, e così lo svedesone-zingaro se la fa pure con il brasiliano, reo, suo dire, di averlo lasciato nello sgabuzzino dell’antidoping per 20 minuti. Solo. E impotente. Facendogli perdere parte della festa rossobleu.

“Nessuno è venuto a prendermi, ero lì come un idiota. Aspettavo nove mesi di festeggiare, e me lo hanno impedito. Roba da matti. Non ce l’avevo con lui (Leo), ma perchè qualcuno doveva venermi a prendere”

Zlatan Ibrahimovic in “Una triste storia di pipì e incomprensioni”