Partiamo col dire che l’istituto della “giornata mondiale” è strumento tanto più inutile quanto le profezie del mago Otelma. La tesi è suffragata dal fatto che esiste (pensate) una giornata mondiale dedicata “alle giornate mondiali”, con memoria e/o riflessioni annesse. Chiusa parentesi. Doverosa.
Ieri l’altro – venerdì 17 de nò altri – l’istituto della giornata mondiale era dedicato alla lotta contro l’omofobia, ed ovviamente anche la beneamata Italietta si accoda a tale ricorrenza meditativa. Si ricordano i numeri delle violenze verso i gay, che non tendono a decrescere, anzi. Molto bene. Si propone e si auspica poi l’introduzione ed il riconoscimento dei matrimoni tra omosessuali. A dirlo è l’onorevole Presidente della Camera Laura Boldrini. Ottimo. Chapeau. Anche se, almeno nel lasso medio-lungo del Governissino, pure l’esimio Otelma sa che ciò  è assolutamente irrealizzabile. Ma è comunque giusto dirlo, ribadirlo e ricordarlo. Perchè dobbiamo entrare finalmente anche nò altri nel novero dei Paesi moderni e civilizzati. Fuori da ogni bigottismo cattolico e di facciata. Al di là di astrusi e beceri preconcetti di origine razzial-medievale.

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Poi però, come quasi sempre accade dopo aver detto cose legittime ed assolutamente necessarie e condivisibili, si rovina e si confuta tutto facendo proposte che nulla – ma dico nulla – hanno a che vedere con il tema, le ipotesi e la tesi di partenza. Perchè non sono ne’ lo stesso campo di gara, ne’ la stessa partita, e neppure lo stesso sport. Nella fattispecie trattasi delle dichiarazioni fatte dalla stessa Boldrini ad appendice alla giornata anti-omofobia: “Quello che si chiede è che ci sia un’aggravante omofobica alla legge Mancino“. Bah.

Siamo alle solite. Si vuole far la lotta al razzismo e alle violenze verso lesbiche, gay e transessuali attraverso la ghettizzazione e la discriminazione degli stessi. Ipotizzando assurde leggi ad-classem (o ad-razzam) il cui risultato, oltre ad imbottigliare sempre più un sistema normativo da sempre al collasso, sarebbe solo quello (diametralmente opposto al fine di partenza) di castizzare ed emarginare ancor di più liberi cittadini e cittadine che neppure vogliono, chiedono e manco si sognano di rivendicare e lottare per questi “maggior diritti”.  E che pretendono – questo sì – di essere trattati semplicemente e banalmente alla stregua di tutti gli altri. Ne’ più, ne’ meno. Senza ma, se,però, ed aggravanti varie.

Che fare allora contro chi compie violenze verbali e fisiche contro i gay? Che fare quindi contro il dilagare della delinquenza omofoba? Applicare la già vigente legge-Mancino, o qualsiasi altra norma, civile o penale, che punisca calci, pugni, pestaggi e maltrattamenti gratuiti di qualsiasi genere, anche morale e psicologico. Con rigore, fermezza e celerità. In altre parole, con giustizia. Senza se, senza ma, e senza quelle aggravanti ipocrite e perbeniste che ogni “giornata mondiale” saltano fuori come prataioli. Anche perchè poi ci dovrebbero spiegare nel concreto come sarà possibile distinguere un “attacco” omofobo da una violenza “normale”. Si accrescerebbero solo il caos giuridico con le più svariate  interpretazioni a go-go. E alla fine magari il fermato verrebbe rilasciato per insufficienza di prove. O perchè il fatto non sussiste.

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