La fastidiosa autodifesa di Sefi. #YOSEFAVATTENE

By on 23 giugno 2013

“…Dice che le parole sono come pietre. Questa volta sono state pietre scagliate contro di me con una brutalità e inaudita violenza. Mi hanno dato della ladra, mi hanno dato della puttana, hanno scritto Sefi la furbetta dell’Imu. Sefi, questo è il diminutivo che mi diede mia sorella quando da piccola non sapeva pronunciare il mio nome. Sefi così mi possono chiamare gli amici, ma non le persone che mi vogliono denigrare. Ho imparato tanto nella mia carriere, un metodo per costruire un risultato d’eccellenza, ho imparato a lavorare in squadra. Non ho imparato a fare la commercialista, oppure la geometra e nemmeno l’ingegnera. Pertanto, visto il peso del mio lavoro e le assenze dovute ad attività ho delegato tutte le questioni amministrative, quelle fiscali e quelle edili a persone a me vicine a professionisti del caso. Per come sono riuscita a ricostruire la vicenda, in particolare per quanto riguarda quella i lavori edili, ci sono state alcune irregolarità e ritardi. Me ne scuso pubblicamente, me ne assumo tutte le responsabilità come qualunque cittadino e sanarò ciò che sarà da sanare. Non sono una cittadina infallibile, ma sono una persona onesta e non permetterò a nessuno di dubitarne. “

Josefa “Sefi” Idem, ministro delle Pari Opportunità, 22 giugno

Quando si dice, a volte è meglio star zitti. Ed è questo certamente il caso della ministra italianen alle arcinutili pari opportunità de nò altri. Oltre a non chiarire, oltre a non non raccontarci un bel nulla su una vicenda grave, trattandosi sempre e comunque di  un ministro della Repubblica eletto nel nome del moralesimo e della gestione iper morigerata anti-Casta, Josefa la crucca mette in scena una pietosissima pantomima tutto vittima e checciazzecca. […]  Trovando attenuanti, scaricando barile e cappello della colpa a professionisti incapaci, e delegando ognicchè al “sua insaputa” di scajoliana memoria. Come se esser ministro non volesse rappresentare alcun diritto verso chi si rappresenta. Come se bastasse sempre il famigerato orgoglio personale italico (questo sì appreso subito dalla Idem) e la classica crociata difensiva verso la stampa brutta sporca e cattiva per liberarsi e smacchiarsi da ogni peccato e turbamento. Così è troppo semplice, cara la nostra signora del kayak. De nò altri.

Poi, ci scusi, ministra (idem come sopra):

– Dove caspita vive, dentro al kayak? Non lo sa che esser componente di qualsivoglia governo (e in particolare di questo, predicante più di ogni altro la trasparenza e la purezza) ci si mette obbligatoriamente e doverosamente sotto la lente di ingrandimento dell’opinione pubblica? E che è del tutto normale e giustificato che venga tirato fuori il vecchio e caro nomignolo di casa Idem. Che poi, si ci pensa, ci si è andati anche abbastanza leggeri. Mi creda.
– Gli insulti beceri e gratuiti non possono giustificare ne’ attenuare la sua posizione verso mancati pagamenti pluriennali, sia ben chiaro.
– Chissenefrega se nella vita precedente è stata campionessa mondiale e olimpica, e non faceva la commercialista. Ne’ tanto meno l’igegnera, come dice lei. Non ha pagato, questo è l’unico punto concreto e concretissimo. Il resto sono solo inutili ed aggravanti giustificazioni. Oltre che fastidiosissime.
– Ora non è una cittadina comune, è ministro, se non se n’è accorta di ritorno dal gay Pride. O pensa di esser stata nominata a sua insaputa? 
– Adesso, cara la nostra campionessa di longevità, deve essere (guardi caso) anche una cittadina infallibile. E se non paga una tassa non per uno, ma per 4 anni di fila ci possiamo pure permettere di dubitare della sua onestà. Guardi che novità?! Perchè siamo noi i suoi datori di lavoro. Non se lo dimentichi.
 

E allora, per favore – lieber minister – ci risparmi le sue misere e inammissibili lagne da finto orgoglio nazional popolare. E se vuole davvero che esistano e ci siano pari opportunità per tutti, faccia l’unica imprescindibile cosa che è d’uopo fare. Perchè nessuno possa mai più dubitare della di Lei integrità e rettitudine morale. Si dimetta, danke.

Borghezio: “Le vere puttane stanno in Parlamento”




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17 Comments

  1. Ariatti

    24 giugno 2013 at 13:54

    E’ solo una crucca di merda! che se ne torni in Germania quella zoccola! LADRI!

  2. Fabrizio

    24 giugno 2013 at 19:10

    Un moralista è il contrario di un predicatore di morale; è un pensatore che vede la morale come sospetta, dubbiosa, insomma come un problema. Mi spiace di dover aggiungere che il moralista, per questa stessa ragione, è lui stesso una persona sospetta. Non è che il giudizio e la condanna morale sia la vendetta preferita degli spiritualmente limitati su coloro che lo sono meno di loro? Vorrei accendere una riflessione su questa fame di punizioni, etichette da seguire, di regole severissime quando si è ovviamente conviventi con tutte le ipocrisie di stato.

    • mlon13

      24 giugno 2013 at 21:48

      non c’ho capito un cazzo. mi pare una supercazzola (poco) riuscita

  3. Fabrizio

    24 giugno 2013 at 23:56

    eppure sai leggere…. si potrebbe sarcasticamente dire e di seguito aggiungere…. “tipico dell’italiota medio borghese…” il cui linguaggio fruibile è costruito per lo più con i significanti utilizzati da Ariatti. In realtà in maniera confidenziale se non c’hai capito un cazzo e ti pare etc… saranno ben cazzi tuoi. Chi sono mai per cambiare questo tuo “stato cazzoso” di cose?

    • mlon13

      25 giugno 2013 at 09:39

      1- non hai ancora dato una risposta che sia non criptica o umanamente comprensibile. 2- offendi, sapendo di offendere. 3 -- sei altezzoso e snob, rimanendo sopra un eremo ridicolo e sprezzante.

    • ariatti

      25 giugno 2013 at 13:39

      Mughini del cazzo.

  4. Fabrizio Tobia

    25 giugno 2013 at 10:43

    1) sei o non sei a favore della libertà d’espressione?
    2) offendere? sei libero di offenderti ma guarda che non ti ho proprio offeso.
    3) la percezione può essere quella e anche largamente condivisibile ma ti posso assicurare che non è così. Equivochi il mio disappunto e dissapore che è figlio della morale comune, del linguaggio comune, dallo stato comune che ha devastato questa nazione e deformato le coscenze. Mi piace pensare tu non sia per i luoghi comuni, quindi permettimi di punzecchiarti e stimolarti quando ho la sensazione di sentirti assoggettato.

    • mlon13

      25 giugno 2013 at 11:04

      il (mio) punto 1 rimane ancora inevaso

    • ariatti

      25 giugno 2013 at 13:43

      Invece è proprio così, c’è voglia di punizioni ed io sono il primo che vorrei vedere quella tedesca del cazzo con la coda tra el gambe e piena di vergogna. Forse Fabrizio hai ragione, sono ipocrita, però non mi candido ministro. Capito Tobia? La tua filosofia è troppo alta, pura fuffa.

      • mlon13

        25 giugno 2013 at 15:06

        ora puoi svelarti Ariatti

  5. Fabrizio Tobia

    26 giugno 2013 at 10:53

    Ariatti, mi piacerebbe poter accendere un dialogo con lei, ma la sento troppo identificato, convinto e sicuro in ciò che dice.
    Mi permetto, sperando di non mancerle di rispetto di rassicurarla sul fatto che non le ho accreditato l’etichetta di ipocrita. A suo favore il fatto che lei si ponga interrogativi e usi frasi dubitative denota intelligenza e apre la strada verso orizzonti più ampi di quelli che ha in realtà espresso. Non me ne voglia e mi dispiace deluderla ma la filosofia non è mia, come l’intelligenza, come la ragione, etc…
    troppo alta? n.c.
    pura fuffa? n.c.
    Se ho capito? certo che ho capito la sua posizione, oltre a non condividerla le dirò in parte mi inorridisce. Ripeto che non intendo mancarle di ripetto come non intendo accendere un contraddittorio.

    Mlon, lascia stare l’identità di Ariatti, non m’importa. Sul punto numero 1… sei stranamente noioso.. sai che da te mi aspetto molto, apri il tuo melone! esci dalla fuffa dei luoghi comuni e delle etichette. Non pretendo mi ringrazi per lo stimolo che potresti trovare nel comprendere quanto (riferito alla supercazzola poco riuscita), ma almeno sperare che un giorno tu possa godere nel comprenderne il significato.

  6. Ariatti

    26 giugno 2013 at 18:58

    Caro Tobia, pur essendo in disaccordo con me… sappi che ti apprezzo, sul serio. Sei andato giù bello pesante con me, ma è stato un bel confronto, a “melone aperto”. Ti sei guadagnato il mio rispetto, anche se capisco che, forse, per te non sia motivo di vanto.

  7. Fabrizio Tobia

    1 luglio 2013 at 15:09

    Ariatti, che dire?
    Forse si è usciti da un modello canonico tipico italiota dove l’uno deve prevaricare sull’altro? Mi piace.
    Ti fa onore scrivermi ciò non tanto per le note di merito rivolte, ma perchè hai dimostrato di essere capace di cambiare il lessico, i toni e di proporti con un atteggiamento basato sul confronto e sul rispetto. Complimenti!
    Il tempo delle vanità purtroppo credo per me sia finito; anche chiedendo proroghe vengono puntualmente disattese tant’è che non chiedo più, ma più che motivo di vanto sono lieto.
    Altrettanto lieto di meritare il tuo rispetto e a disposizione per qualsiasi contronto Ariatti in quanto ora credo ci sono i presupposti per dialogare.

    • taormina

      2 luglio 2013 at 14:08

      adesso parli con lui solo perchè ti da ragione.. che buffone ridicolo.
      Hai ragione sai?! Adesso sei anche dacccordo con me?

      • Fabrizio Tobia

        2 luglio 2013 at 17:36

        Taormina, se lei crede di qualificarsi attribuendomi tutte quelle etichette continui. Quando ha finito di sfoggiare il suo repertorio mi faccia sapere.
        3 cose però intendo puntualizzare:
        1) ammesso e concesso ci sia una ragione, dicono non si possa averla, ma ci si può essere. Mi creda, non cerco la ragione, se l’avessi sarebbe una vera sciagura, ne tantomeno esserci, con l’ontologia ho cattivi rapporti. La lascio quindi a lei, anzi si prenda “quella mia”, visto che me ne attribuisce una, la restituisco con gli interessi, sono un tipo generoso le pare?
        2) il buffone cerca consenso, a me non sembra di operare un tal senso. Il ridicolo semmai può starci; il suo ridicolo pare sia colorato con un pò di irriverenza, di provocazione, di scherno. Tinte che mi vanno bene… spero però che i toni siano meschini; le confesso che da certe persone ci provo paradossalmente gusto.
        3) è in grado di precisare su cosa dovrei esserle d’accordo?

      • ariatti

        3 luglio 2013 at 18:01

        Caro Taormina, ciò che scrive non le fa certo onore, denota il fatto che non ha capito nulla di ciò che abbiamo scritto. E’ fuori contesto il suo commento, poteva risparmiarselo, faceva più bella figura. Voleva soffiare sul fuoco ma in realtà ha pestato un mucchio di materiale color marrone.

  8. taormina

    3 luglio 2013 at 19:10

    eccoli lì, i due fenomeni del baraccone italico, Ariatti l’offensivo e Fabrizio il logorroico.
    Come cazzo parlate? E’ proprio vero, i coglioni vanno sempre assieme.
    Dimenticavo, avete ragione entrambi. Signorini di sto cazzo

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