CASO MILLACCI

Una storia poco chiara

By on 23 luglio 2013

L’amore ai tempi di Facebook, si dice. Ma nel caso della vicenda Millacci-Di Cataldo, si va ben oltre. E’ la violenza, e i soprusi, dentro Facebook. Almeno presunti. Almeno a stare a quanto ha scritto e raccontato l’ex compagna del cantante Massimo Di Cataldo, Anna Laura Millacci, visual artist e madre di sua figlia.  Da ieri il cantautore è iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma, per maltrattamenti e procurato aborto. Mica bruscolini.

L’intera (triste) storia ha avuto un unico incontrastato protagonista e filo conduttore. Facebook, e chi senò. Lei ha denunziato su FB. Lui ha risposto su FB. Lei ha rincarato, ancora su FB. Lui ha annunciato le vie legali, sempre su FB. E così, post dopo post, solidarietà all’una e insulti all’altro (e viceversa), anche e soprattutto per l’assoluta inusualità e bizzarria di tale gestione totalmente social, questa (triste) storia sin da subito si è mostrata ben poco cristallina. Proviamo allora a ricostruirla, con l’ovvio e indispensabile ausilio del materiale tratto dal network sociale più usato al mondo. Mettendo l’accento sulle incoerenze e le illogicità riscontrate, corredate da perplessità e domande che rivolgiamo direttamente alla grande accusatrice e (presunta) vittima AL Millacci.

Tutto parte venerdì 19 luglio, venerdì scorso. La Millacci, dalla sua pagina FB, posta una serie di foto sconvolgenti (o shock, come vorrebbe il gergo magazine), che la ritraggono col naso sanguinante ed il viso macchiato dello stesso. Causa – suo dire – di lividi e botte da orbi ricevuti dall’ex compagno Di Cataldo, con cui ha convissuto 13 anni e dal quale si è lasciata da qualche tempo. Il cantante è il destinatario unico del suo sfogo-denuncia, in cui la Millacci lo accusa di averla menata più e più volte, di aver addirittura abortito a causa delle di lui percosse, e che la loro figlia (Rosalù) è “già un miracolo che sia venuta al mondo“. Parole forti. E foto ancor di più.

Immagini agghiaccianti ed orribili, non c’è che dire, soprattutto quelle del (presunto) feto rigettato dentro la vasca da bagno. Ma altrettanto forti sono i dubbi che iniziano a palesarsi su questa triste storia. (1) Iniziamo dalle foto dei lividi e del naso sgocciolante sangue. Sia nella prima che nella secondo foto è davvero difficile riuscire a scorgere tratti di gonfiore, tumefazione, abrasioni o lividi che dovrebbero essere comuni a calci piuttosto che pugni rifilati sul viso – per altro delicato ed assai esile – di una donna come AL Millacci. Si vede il sangue uscire fresco dal naso, ed in parte cosparso sulle ed attorno alle labbra. Si vede una leggera macchia arrossata sulla parte superiore della guancia destra che avvolge in parte l’occhio destro. Ma del gonfiore nemmeno una traccia. Potrebbe però trattarsi semplicemente di uno schiaffo, abbastanza forte da far sanguinare il naso, ma non troppo da rendere evidenti i lividi facciali. Ci crediamo, e andiamo avanti.

(2) La Millacci, nel suo secondo post-accusatorio a Di Cataldo, scrive che le foto pubblicate su FB sono vecchie di venti giorni, e di aver pensato a lungo prima di renderle visibili a tutti. Siamo al 19 luglio, ne togliamo venti, e arriviamo al 29 giugno. Senza essere fiscali, il fattaccio dovrebbe essere accaduto tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. Ora, la Millacci come la stragrande maggioranza della popolazione italica più o meno adulta, è solita postare su FB  i suoi momenti di vita quasi con soluzione di quotidianità.

Tra il 28 ed il 30 luglio, la Millacci pubblica una serie di foto che la ritraggono assai spensierata, e non certamente scossa ne’ sconvolta. Prima ad una serata-evento dal titolo “The Secret GALLERY & MUSIC CLUB”, dove balla, si bacia con un tipo, e posa sorridente con le amiche. Poi si autoscatta con la figlia. Ed infine si mostra ancora con la bimba a pranzo col padre. In alcuno scatto vi è la presenza di lividi od abrasioni a cui fa riferimento il 19 luglio. Il viso è completamente integro. Lucido, levigato, fresco come una rosa.

Anche ad inizio luglio  la Millacci pare non aver assolutamente accusato il colpo di ciò di tanto terribile sarebbe successo pochi giorni prima. Se ne va tranquilla ad un evento firmato Renato Balestra, autoscattando con amici, e poi al concerto di Rogers Waters all’Olimpico di Roma. Nessun segno in volto. Ed un’espressione, almeno all’apparenza, abbastanza serena. E questo che vuol dire? Nulla. Ma lo diciamo comunque. Tant’è che vogliamo essere ulteriormente maliziosi e santommasiani, mostrandovi anche le foto (3) pubblicate dalla Millacci martedi 16 luglio, a distanza di poco più di quarantotto ore dal post-shock-denunzia, in cui Anna Laura si mostra iper-rilassata dentro una jacuzi in versione idromassaggio, e assieme alle amiche nel solito autoscatto. Preoccupazione? Manco l’ombra.

Veniamo a Di Cataldo. Proprio il giorno dell’accusa infamante dell’ex compagna (venerdì 19) il cantante pubblica su FB il post riguardante il “Premio Lunezia”, dove sarà ospite la sera stessa. (4) Il fatto, se non strano, ma quanto meno curioso-circostanziale, è che la Millacci, prima di scagliarsi contro il Di Caltaldo, posta anch’essa la locanda della manifestazione cui parteciperà l’ex amato. E che caso…

Poi, successivamente, dopo il putiferio scatenato dalla Millacci, il cantante – sempre ovviamente tramite profilo ufficiale FB – si affretta a postare da cellulare il suo sconforto e la sua estraneità, confermando il giorno seguente (sabato) la volontà di ricorrere a vie legali, denunciando la donna “per la grave accusa che ho subito“.

Fin qui i fatti, o presunti tali, che ci racconta il social più amato dagli italiani. Ma la vicenda si arricchisce ancora di altri capitoli, non meno interessanti e colmi di spunti più o meno logici. (5) C’è l’intervista dell’ex moglie di Di Cataldo (Jorgelina Amezaga), che prima non smentisce sulle eventuali botte ricevute dal marito, e poi afferma che la Millacci perseguitava il cantante in maniera ossessiva, anche quando era a casa sua (della moglie), descrivendola come una donna “emozionalmente squilibrata“. (6) Ci sono le dichiarazioni della Millacci rilasciate a Tgcom24, in cui l’artista visuale conferma che l’aborto è stato provocato dalle ultime botte prese dal compagno (“non sapevo nemmeno di essere in attesa“); riguardo invece alla denuncia fatta su FB piuttosto che alla polizia, AL spiega che l’obiettivo era quello di informare gli amici di Massimo, e soprattutto di non danneggiare la loro figlia (“Ho paura che non gliela facciano più vedere, e non voglio che la bambina cresca senza un padre. So che con lei non alzerebbe mai le mani, non è una persona cattiva“). (7) Ed infine, fresca di giornata, l’intervista di Socialchannel, in cui la Millacci dipinge un Di Cataldo “frustrato” da dieci anni, che non aspettava l’ora che qualcuno tornasse a parlare di lui, concludendo ironicamente e con una risata che ci lascia tra lo stupito ed il perplesso (non so se più stupito o più perplesso): “Se avessi saputo che bastava così poco me facevo menà, così facevi un sacco de sordi, non sei depresso, stai tranquillo, stamo un favola

Dopo aver provato a ricostruire ciò detto dalla Millacci, rimangono però alcuni dubbi che vorremmo fugare e risolvere con alcune domande da porre ad Anna Laura:

1) Se, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, è stata picchiata tanto da perdere un feto che aveva in grembo, come poteva starsene in assoluta e serena mondanità, per altro senza alcun tipo di livido rimarcato sul viso?
2) Dice di non aver denunciato alla polizia per proteggere la figlia. Non pensa che pubblicare quelle foto a tutto il mondo possa averla danneggiata molto di più invece di andare direttamente dalla polizia?
3) Lei dice di aver usato FB perchè la notizia facesse il giro degli amici di Massimo, che non le credevano. Che le importava, non le bastava il conforto delle persone a lei care? Bastava andar dai carabinieri, e lo avrebbero saputo tutti comunque.
4) Il fatto di raccontare l’accaduto su FB proprio il giorno in cui Di Cataldo sarebbe stato ospite al “Premio Lunezia”, non le pare quanto meno bizzarro e in contraddizione con ciò che ha dichiarato, cioè “Non voglio fargli pubblicità che non si merita“? Come postare la locanda dell’evento poco prima di mandare le foto dell’aborto?
5) La vicenda accade proprio alla vigilia dell’uscita del nuovo cd di Massimo Di Cataldo. Anche questa solo una diabolica coincidenza?
6) L’ex moglie di Di Cataldo, da lei citata in quanto anch’essa vittima della violenza da parte del marito, l’ha dipinta come un’ossessiva quasi al limite dello stalking. Solo illazioni?
7) A Socialchannel ha rappresentato Di Cataldo come iper-geloso (anche del suo successo come visual artista) e frustatissimo per una popolarità ormai perduta. Non crede però che con l’utilizzo di FB l’abbia viceversa aiutato a tornare sulla breccia?
8) Perchè togliere da FB le foto che, già di dominio pubblico, gli inquirenti avrebbero potuto trovare ovunque?
 

La sensazione, senza esprimere giudizi ne’ pronunciare sentenze affrettate e preconfezionate, e nell’attesa del sommo riscontro degli inquirenti, è che ad oggi entrambi i protagonisti – Massimo ed Anna Laura – possano solo giovare di tanto clamore e pubblicità che – nolenti o volenti – si sta avviluppando attorno a loro.

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4 Comments

  1. mirco

    24 luglio 2013 at 09:44

    denunciare su fb è davvero assurdo. La storia puzza, ma anche lui.

  2. giulio

    24 luglio 2013 at 10:55

    lui mi pare un puttaniere fallito, forse un po’ violento. lei una snob media borghese, un po del cazzo. forse hai ragione, l’hanno accordato per pubblicità comune.

  3. robby

    24 luglio 2013 at 15:59

    lei convincerà poco, ma il feto c’è. quindi non fate tanto i fenomeni.

  4. maxZ

    18 settembre 2013 at 17:25

    bravi, bel lavoro,
    peccato tanta intelligenza e attenta osservazione sprecata per ‘sti du minkioni’ che non meritano di essere notati.
    mz