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Robe da matti. Robe da Boldrini. Fuori e dentro la beneamata Camera. Oggi il teatro era dentro. Dentrissimo. La baruffa dei 5 Stelle contro il ddl costituzionale per le riforme sfocia in una protesta plateale che vede i deputati alzare una serie di cartelli in tricolore con su scritto “No deroga articolo 138”. Tant’è che la presidenta Boldrini è costretta a  sospendere la seduta, visto che i grillini non eran per nulla propensi a levare i cartelli. E questo ci può anche stare.

Ma è dopo la bagarre che accade il ridicolo boldriniano del giorno. Il deputato five star Alessandro Di Battista prende la parola, e alza il livello dello scontro verso la maggioranza. Pdl, ma soprattutto Pd. Il grillino definisce i colleghi del di di sinistra “peggio del Pdl”. Legittimamente, fermamente, da degna e leale battaglia d’aula parlamentare. Senza offendere nessuno, senza insultare chicchessia. Ad eccezione, ovviamente, di Mrs “taleban” Boldrini, presidenta fiera ed intransigente. Ma pure bigotta e inutilmente protagonista. Sempre.

La Signora della Camera cerca di interrompere immediatamente l’intervento (fin lì) assolutamente non ingiurioso ne’ oltraggioso della Costituzione, e tanto meno dei protocolli di palazzo Montecitorio. Appena il Di Battista finisce di scandire “Il Pd è peggio del Pdl”, ecco che Lady di Burka scatta ed insorge con la lupara in mano, e la coppola sul capo: “Non offenda!”. Poi, ancora con voce stridula (in stile Rodotà-Rodotà-Rodotà) ed allarmata a mille: “No, no, non offenda!”. E addirittura rincarando: “La prego, usi un linguaggio consono senza offendere, per favore”.

Robe da matti. Robe da Boldrini. Roba che neanche per un caso disperato di vita o di morte. Roba che a sentir pronunziare la parola Pdl ha portato la Boldrini a sbiancare di paura, come se a tutta l’aula e all’intero Parlamento fosse stato dato – in maniera reiterata – dello stupratore incallito e professionista. Roba che manco quando il deputato (lì sì, forse, un po’ offensivo, ma neanche tanto) esorta le istituzioni a “Sbattere fuori i ladri” miss Laura si inalbera così tanto. Tanto da ritenere l’accostamento ad un deputato pidiellino un vera e propria offesa. E grande pure. Tanto da meritarsi un duro ammonimento verbale. Tanto che, chissà, forse la Pres più buonista e finta-morale della storia repubblicana magari nei regolamenti interni non vorrà neppure che si nomini più l’acronimo malefico PI-DI-ELLE. Un po’ (e tanto) come considerare i berluscones un’assoluta manica di poveri stronzi denigratori. La cui citazione porta direttamente all’offesa. Di default.

E se c’è per davvero qualcuno che – oggi – ha offeso qualcuno, questa è proprio l’onorevole Laura Boldrini. Alla faccia di quei bei discorsoni colmi del nulla sul razzismo ed il rispetto etico e morale. E di quella tanto predicata (e millantata) imparzialità parlamentare.