L’intervista. Falchi, colombe e un bis targato Dc.

By on 2 ottobre 2013
 
Salve Simon. Partiamo dalla scoop di La7 sulla telefonata di Berlusconi che si sarebbe aspettato garanzie da Napolitano sul lodo Mondadori. Fatto grave? Fatto apposta? Ed è giusto che tali conversazioni possano essere rese pubbliche?
Reputo un fatto grave che le conversazioni di un privato cittadino possano venire rese pubbliche così facilmente. Il sistema non ci fornisce (non solo a Berlusconi) gli strumenti necessari per evitare certi abusi e tutelare i dati personali. Questo, però, è un problema del nostro Paese, l’unico al mondo dove accadono queste cose e dove la privacy non è percepita come un diritto vero e proprio, al pari della libertà di espressione, di circolazione o di assemblea.
Detto ciò, credo sia grave che nessuno, a livello istituzionale, si sia ancora preoccupato di verificare se quanto affermato da Berlusconi sia vero. Se fosse provato che il Presidente della Repubblica ha fatto pressioni ad un giudice per ottenere la sentenza prima della sua pronuncia, il fatto non sarebbe grave, ma gravissimo. Ma questa è l’Italia di Re Giorgio.
Non so se la telefonata sia stata fatta apposta, probabilmente sì, ma Monteleone e La7 non hanno violato alcuna legge (il fatto è senza dubbio di interesse pubblico, come richiede la norma sul diritto di cronaca) ed a mio parere hanno fatto bene. Il dato politico è sempre il solito: perché il Cav. continua parlare al telefono? Non si dovrebbe fidare di nessuno, neanche dei suoi colleghi parlamentari di partito.  
Veniamo alla beneamata crisi. Berlusconi punta il dito contro Letta ed il suo immobilismo sull’Imu, quando tutti però sanno che il governo – se cadrà – sarà esclusivamente per i guai giudiziari del Cavaliere. Qual è il reale obiettivo della richiesta di dimissioni?
La richiesta di dimissioni è il gesto di sfida a Letta e a Napolitano. L’inizio del duello. Berlusconi, tradito dalla promessa di un salvacondotto fatta dal Capo dello Stato, sapeva che le dimissioni di massa avrebbero portato Letta al voto di fiducia e che nessun parlamentare si sarebbe dimesso prima del voto di domani. L’ha fatto solo per tentare la crisi e contare i fedelissimi.   
Alfano chiede che tutto il Pdl voti la fiducia, Giovanardi giura di aver 40 senatori pronti a uscire, la Santanchè mette la testa (e il pitone) sul piatto. Senza dimenticare i grattacapi di Cicchitto. E Berlusconi continua ad attaccare Letta e Napolitano. Non rischia di diventare una Waterloo azzurra?
Sì il rischio c’è, salvo un colpo di coda del Caimano durante la notte per riportare le colombe nei ranghi.
Letta ha appena respinto le dimissioni dei ministri pidiellini. Una mossa che ridà il cerino in mano ai berluscones. E’ possibile che tra falchi e colombe stavolta la spunti la linea del “senza-quid” Angelino?
La linea Angelino non potrà passare nel PDL. Se Alfano riuscirà a convincere un sufficiente numero di parlamentari a votare la fiducia a Letta, il PDL muore e il suo posto lo prende Forza Italia composta dai fedeli del Cav. Angelino e gli altri secessionisti potrebbero formare una nuova DC con Sciolta Civica (cit. Dagospia) e i dissidenti del PD (e magari anche i renziani in caso di sconfitta alle primarie).  Credo sia l’unica via d’uscita per Alfano una volta che deciderà di sfidare gli ordini del Cav. Se la mossa si rivelerà vincente, lo potranno dire solo gli elettori. A Fini, per esempio, è andata male.
Due passi indietro. Tutto è nato dalla condanna definitiva di Berlusconi per frode fiscale. Un breve revisionismo: sentenza giusta?
Sentenza giusta, ma come al solito solo Berlusconi viene processato per questi reati. Molti commettono reati fiscali con il sistema delle società off-shore a matrioska ma pochi subiscono un processo penale dopo aver regolato i conti con il Fisco (Mediaset ha infatti patteggiato nel contenzioso fiscale con l’Agenzia delle Entrate). Una mezza giustizia è sempre un’ingiustizia.
I berlusconiani hanno chiesto al Pd e Parlamento un salva-condotto per l’ex premier, non entrando nel merito della condanna, ma chiedendo che Berlusconi potesse difendersi davanti alla Corte Europea e rimanendo senatore e leader del Pdl. Lana caprina o unica strategia percorribile?
La strategia è difficilmente percorribile ma non sono questioni di lana caprina. L’irretroattività della legge penale è un principio di garanzia fondamentale nei sistemi liberi, laici e moderni. Nessuno può essere condannato in forza di una legge che non era in vigore al momento della commissione del reato. Questo è un diritto fondamentale dell’uomo per il quale è giusto ricorrere alla Corte di Strasburgo. Nel caso di Berlusconi la condanna è l’interdizione dai pubblici uffici e la legge è la legge Severino che al momento del reato non era in vigore, quindi il Cav. ha tutto il diritto di ricorrere. Il fatto drammatico è che la legge Severino l’ha votata anche il PDL. E’ un po’ come il “Segreto della Sfinge”, che prima caga eppoi spinge.      
Saggia citazione. Mentre a destra vi è subbuglio da scissione, a sinistra come sempre tutto tace. Letta va da Fazio, Epifani non pervenuto, e Renzi si limita ad un pranzo con il premier. Non sarebbe questa l’ora giusta per il sindaco di Firenze di venire allo scoperto?
È quello che sta tentando di fare con il sostegno di alcune vacche sacre del PD. Ha capito che deve vincere la sfida all’interno del partito per ottenere tutti i voti del PD, da aggiungere ai voti degli elettori di centro ed ottenere una maggioranza sufficientemente ampia per governare. Io l’avrei preferito fuori dal PD, ma forse la decisione era da prendere un paio di anni fa. 
Letta alla fine potrebbe pure trovare i voti per superare la fatidica soglia 161, tra transfughi Pdl e grillini, vendoliani, qualche misto, e il solito “salvatore” Scilipoti. Quanto potrebbe durare un rimpasto del genere?
Poco. Non più di un anno. Lei Mlòn come lo vede Giovanardi con Vendola?
No comment. Ci dia lei piuttosto una sua personalissima previsione. Come andrà a finire?
Letta ottiene la fiducia e nel giro di un anno si va a votare.
Lei, Simon, appassionato di politica fin dai tempi del liceo, cosa si auspica per il bene del già martoriato Belpaese? Rimpasto, elezioni subito, elezioni a marzo o…?
Auspicherei un cambio di legge elettorale e subito al voto anche se non penso ci libereremo del porcellum a breve.
Grazie Simon.
Grazie a lei, Mlòn.

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5 Comments

  1. assorrata

    3 ottobre 2013 at 12:28

    non c’è scritto da nessuna parte che il parlamento deve attendere che Egli vada dalla corte europea. La sentenza è fatta. Decada. Si dimetta. E se ne vada a far l”obiettore.

  2. giulio

    3 ottobre 2013 at 12:29

    Bravo Simon. Sei un vero democristiano represso. Ti si legge quando scrivi valà.
    Silvio Forever

  3. ales

    3 ottobre 2013 at 12:49

    bell’intervista, molto fluida e perspicace. Bravi. Bis. Letta.

  4. robby

    3 ottobre 2013 at 15:21

    Evviva la Balena Bianca. Ma la disamina è un pelo banalotta eh Simon.. puoi far meglio con la Giunta

  5. mirco

    3 ottobre 2013 at 15:23

    Simon sei davvero scontato. Fai il salto dai. Magari della quaglia.
    Come fai a difendere il pluricondannato…