— a cura di Lupe —

La parte più imponente e ben visibile del problema energia in Italia rimane con certezza l’energia rinnovabile su grande scala, gli impianti di fotovoltaico a terra, impianti a  biogas, ed altre tecnologie che non abbiamo approfondito come l’eolico, sono il vanto degli scienziati che li hanno concepiti. Il nostro governo va fiero di aver soddisfatto le richieste dell’Euro in materia di produzione da fonti rinnovabili quasi pulite e continua a realizzare impianti nonostante il GSE dichiari che in Italia nel 2012 era già stata raggiunta la quota di produzione prevista per il 2020.

Abbiamo raggiunto un obiettivo imposto dall’Euro OTTO anni prima del previsto. Miracolo! E’ evidente che sia un mercato redditizio. Il popolo, recepisce quest’aria frizzantina di progresso e coscienza ecologica e la fa sua immediatamente, perché l’ambiente è importante, ma soprattutto perché ignaro della gigantesca copertura che essa rappresenta. C’è perfino qualche politico che la parola “ecologia” se l’è messa anche nel nome del partito. Così, visto che l’ILVA non la poteva bonificare, ha bonificato il logo del partito coprendo un problema esistente. E’ questo il punto. Basta tecnologie e super tecnologie, parliamo di cose che dovrebbero essere scontate, parliamo d’acqua potabile.

Ogni volta che apro il rubinetto mi incazzo perché so che sto contribuendo ad insabbiare, anzi annegare la verità. I politici, le televisioni e le aziende del settore ci raccontano solo quel che gli fa comodo, come dargli torto, ci dicono di risparmiare acqua in estate, di fare meno lavatrici; riviste e spot tivù che ad intervalli regolari ci sbattono in faccia bambini scalzi, denutriti ed assetati e ci scassano la minchia in ogni modo per far attecchire in noi la coscienza ambientalista dandoci degli spreconi e degli assetatori di bambini. Ma il loro è un pulpito marcio, più marcio dei femori di Re Giorgio Napolitano.

I fatti. La metà dell’acqua prelevata, depurata e potabilizzata con costi altissimi ed impianti giganti, è dispersa sul territorio Italico, per colpa del pessimo stato in cui versano le condotte. Per placare il mio nervosismo alimentato dall’etichetta di “spreconi” che lo stato vuole appiopparci, nascondendoci la verità, vi propongo una riflessione matematica, e imparziale per definizione. Quanto ci costa l’anno l’acqua persa che lo stato ci fa comunque pagare? Vediamolo:

(dati ISTAT)
– 160 litri di acqua potabile consumati in media al giorno da 1 abitante  per tutti gli usi (lavarsi, sciacquone, lavare vestiti e abitazioni, ecc…
– 0.0016 € costo medio di 1 litro di acqua
– 365 giorni in un anno
– 60.92 milioni di abitanti in Italia
– 160x 0.0016x 365x 60.92 =   5,692 miliardi di euro l’anno.
 
In questi 5.7 miliardi di euro, è compreso il 50% di acqua persa. Se per assurdo l’acqua non fosse persa, dovremmo pagare la metà per ogni litro, quindi poco più di  2,8 miliardi di euro l’anno. 

In primo luogo mi sento di supporre timidamente che siano il Governo ed i Gestori del servizio acqua potabile italiano a contribuire (per estensione) alla morte per sete di milioni di persone l’anno nel resto del mondo. Inoltre, gli spreconi sono loro, gli stessi che cercano da anni di inculcarci l’idea che siamo cattivi cittadini perché facciamo troppe docce. Vergogna.

L’incazzatura aumenta però quando si pensa che tutta la rete italica ed i relativi depuratori, potabilizzatori ed impianti di smaltimento sono dimensionati per una produzione doppia rispetto a quella realmente utilizzata. Quindi, se nelle condotte non ci fossero buchi (mi sembra di sognare) avremmo impianti molto più piccoli e ne avremmo meno, con un risparmio enorme di denaro sia nella fase di costruzione che di mantenimento. Costi che abbiamo costantemente sul groppone. Tre miliardi di euro l’anno recuperati solamente non perdendo acqua per strada basterebbero ad eliminare il problema energetico italiano e questa grande ondata di energie “pulite” da fonti “rinnovabili” non avrebbe nemmeno senso di esistere in termini di risparmio economico.

In più, tutta la ricerca di tecnologie per il risparmio domestico di acqua , finanziata dallo Stato, risulta efficientissima ma inutile perché alla base c’è questo enorme spreco, per cui anche i ricercatori ed i produttori di impianti per il recupero e riuso delle acque piovane, lavatrici che recuperano l’acqua della doccia, diffusori dei rubinetti che fanno risparmiare acqua, ecc., stanno continuando a lavorare splendidamente, ma per niente. Oltre a non sfruttare i cervelli italiani, lo Stato li prende pure per il culo facendogli fare un lavoro inutile, che appaga solo lo spirito ambientalista ma che andrà inserito in un contesto le cui fondamenta poggiano su merda, bagnata fradicia.