Il  successo dei programmi televisivi di cucina ha creato una grande  schiera di “chef wannabe” che provano ad emulare i piatti visti in tv per poi postare le immagini sui vari social network, cercando anche solo un misero “mi piace” piuttosto che un “retweet” dei loro miti.  Tutta questa sovraesposizione del cibo, ha fatto passare in secondo piano la cucina intesa come arte del mangiare riducendola nella trasposizione televisiva  a semplice “Food Porn”.

Nei giorni scorsi  è andato in onda su skyuno lo special sui giudici di Master Chef. Unica presenza costante in tutte le edizioni. Una piccola tartina data in pasto agli spettatori affamati, come aperitivo per ingannare l’attesa mentre si aspetta la terza edizione del cooking show. I tre giudici vengono mostrati nelle loro principali passioni fuori dalla cucina.

Si inizia con Bruno Barbieri che ripercorre i suoi primi calci dati ad un pallone sul polveroso campo da calcio dei “preti” a Medicina accompagnato dall’immancabile musica della leva calcistica della classe’68 di De Gregori. La classica  storia di tutti quelli che hanno provato a diventare calciatori e non ce l’hanno fatta. Provino col Bologna andato bene, ma poi la vita ti costringe a delle grandi scelte. Calciatore o chef? La scelta fatta pare quella migliore. Il ritorno a Casteldebole, sede di allenamento del Bologna Football Club 1909, porta in scena una sfida ai calci di rigore con Bruno tutto agghindato da calciatore con tanto di nome sulla maglia, per finire ai fornelli in un clima surreale, con calciatori che non han mai preso in mano una padella in vita loro e che provano a far qualcosa di mangiabile giudicati dallo chef e dal loro allenatore Stefano Pioli.

Poi arriva il turno del rocker Joe Bastianich accompagnato dai  suoi the Ramps (tradotto Gli Scalogni), band di musicisti-cuochi, che si esibisce sul palco dello storico jazz club milanese BLUE NOTE. L’emozione è evidente sul viso di Joe, durante le spiegazioni delle canzoni spesso si impappina e non ricorda  le parole in italiano, ma il pubblico gli fa da suggeritore ed il tutto si conclude con una standing ovation del locale con buona pace della fiera mamma Lidia (anche lei chef star e giudice di Masterchef Junior) seduta in prima fila.

Per ultimo Carlo Cracco, che deve sempre risultare come  il figo di Dio fra i tre. Lui ha due grandi passioni: le belle donne e le belle auto. Purtroppo hanno scelto di mostrarci mentre si cimenta con le belleauto. Va in scena sulla pista di Adria una sfida di velocità con il suo amicone Cesare Cremonini, dove chi perde cucinerà la cena. Vince Cesare e si passa alla cucina del ristorante stellato di Cracco dove i due si cimentano nella preparazione di un piatto tra grasse risate e pacche sulle spalle (tipo Masterchef Australia per intenderci).

Diciamoci la verità. Come programma televisivo è una mezza cagata “MASTERCHEF IL LATO NASCOSTO DEI GIUDICI” e non c’è molto da dire. Ma  i producer di Sky hanno centrato nel segno, dando al pubblico quello che vuole, cioè i giudici al di fuori dalla cucina. Perché sono loro le vere star. Mica i piatti, passati in secondo piano per tutta la puntata. Con Masterchef Italia abbiamo ormai abbattuto la frontiera del food porn. Frega niente dei piatti, noi vogliamo giudici incazzerecci e telegenicissimi. Non  credo che guardandolo si impari a cucinare, o per lo meno io non sono mai stato uno “chef wannabe”. Non ci interessa il lato food della trasmissione ed io, come voi, sono qui solamente per il lato porn.