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Tagliola, ghigliottina, boia, impeachment, e una gazzarra da far concorrenza alle migliori “democrazie” coreane. Attaccandosi poi ad un mezzo spintone irruento (sì, certo forse troppo irruento) che il “questore” Dambruoso molla nella bagarre più totale alla tarantolatissima grillina Lupo, che si stava apprestando a far il salto della Boldrini con tanto di bavaglio alla Tex Willer.  Roba da assalto della diligenza. Roba che manco nella pubblicità dell’Olio Cuore nella versione Far West.

Ciò che è accaduto nella fantozziana serata parlamentare di ieri alla Camera è qualcosa di incredibilmente folle

ed aberrante. E non a causa della beneamata Miss Boldrini. Ma solo esclusivamente per assoluta responsabilità pentastellata. I grillini fanno legittimo ostruzionismo per fermare il decreto Imu-Bankitalia, e fin qui tutto ok. I tempi però stringono assai (come spesso accade nella Repubblica
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dell’ultimo minuto), tanto che a mezzanotte scadono i termini per il pagamento della seconda rata Imu, cancellabile definitivamente proprio attraverso il decreto di cui sopra. Ma a questo punto l’ostruzionismo del M5S diventa sabotaggio, infinito. Tanto da inserire nella scaletta degli interventi almeno un centinaio di deputati. Per bloccare tutto. Per far sì che il decreto si areni, e non passi.

Ora, senza entrare nel merito tecnico del provvedimento (cui il novantanove punto nove degli italiani frega na sega per la parte relativa a Bankitalia), e considerando che la maggioranza non ha voluto ne’ richiesto la spezzatura del decreto in due parti agevolare la protesta asintotica dei five stars, spiegateci che cavolo avrebbe dovuto fare la signora Presidente Boldrini? Consentire la marea di interventi pentastellati superando ampiamente la scadenza e facendo saltare il taglio dell’Imu? Oppure applicando la costituzionalissima “ghigliottina” per fermare legittimamente il dibattito parlamentare in modo da consentire il passaggio della legge? La seconda, Sir. Tanto ovvio e banale, quanto impopolare ed anti-grillino.

Questa è la democrazia, care e cari Lupo, Di Vita, Morra, Di Battista e compagnia grillina. Almeno quella democratica, libera ed occidentale. Dove esiste un Parlamento ed una maggioranza. Che a un certo punto delibera. E prende decisioni. Com’è accaduto esattamente ieri, cari illuminati mastri pentastellati. Dove la maggior parte dell’aula non ha voluto scindere il provvedimento. E poi ha votato la sua approvazione. Come succede in ogni
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Parlamento di un qualsiasi Paese democratico che si rispetti. Senza che si gridi allo scandalo, alla vergogna, alla gogna, alla dittatura, alla tagliola. E a quella boiata pazzesca dell’impeachment presidenziale. Balle, cazzate e pretesti a cinque stelle. Che servono giusto a far caciara. Sempre e comunque. E all’infinito. Fingendosi ludicamente le vittime predestinate di un sistema unto-mafioso che tanto li condannerà a priori. E senz’appello. Perchè loro – unici competenti e depositari della vera verità terrena – non possono mischiarsi ed ungersi con questa massa ignorante ed arci corrotta. Non possono (e non devono) fare accordi con questa Democrazia.

E allora non vengano a farci gli infanti moralisti e moralizzanti dell’asilo nido, correndo come mocciosi viziati a postare, taggare e retwittare ogni discorso o parolina greve che hanno origliato dentro l’Emiciclo. Atteggiandosi a poveri oppressi ed inermi perseguitati di questo sistema politico criminale. E la finiscano pure con questa inutile pantomima dell’accanimento patologico da mania di persecuzione. Perchè ora non sono più giullari inesperti ed outsider rinchiusi dentro la scatoletta di tonno marchiata Grillo-Casaleggio.

Il M5S è il primo partito (e dico partito) del Paese. Occorre quindi che finalmente ed una volta per tutte esca a piè pari da quell’assurdo e grottesco tunnel che è il grande bluff pubblicitario della democrazia elettiva della Rete. Tanto remunerante per il Capo, quanto ridicola ed inapplicabile nel modello terrestre. E serve anche che se ne vada per sempre da quella buffa inutile e controproducente strategia del Niet Forever. Che manco la buonanima del Fausto Bertinotti. Perchè altrimenti rimarrà sempre rinchiuso nella sua spocchiosa e caciarosa opposizione, che in un anno solare ha prodotto – ad di là di scontrini e insulti al Colle – solo e soltanto la pur ottima rinuncia al finanziamento. Perchè altrimenti sarà imprigionato sino all’eternità dentro il corpo famelico di Adolf Grillo e nella mente diabolica di Robocop Casaleggio. Che magari è proprio quello che vogliono i due-con. Lotta dura senza paura e gazzarra illimitata. A colpi inesauribili di niet e di inserzioni pubblicitarie.

GRILLO E IL BOOMERANG DELLA MERDA

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