— IL DIRITTO DI PAROLA E LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE NON PUO’ ESSERE MAI NEGATO DA UNO STATO DEMOCRATICO —

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Ciò che ha fatto sua Maestà Hollande nella terra (presunta) di Liberté, Égalité, Fraternité è qualcosa di aberrante, e vergognoso. Uno Stato civile, occidentale e democratico non può e non deve mettere il bavaglio a qualsivoglia suo cittadino o rappresentante. E soprattutto se questi manifesta la propria espressione privatamente, nella fattispecie all’interno di un teatro. Un primo ministro di un Paese che garantisce pieni diritti al proprio popolo sovrano non può permettersi di scalfire – nemmeno col suo più acerrimo nemico o al suo maggior iper integralista – la benchè minima libertà di espressione, parola ed opinione. Manco se si trattasse del più bieco antisemita del continente. Nemmeno se fosse il capo del rifondato e riorganizzato Ku Klux Klan. E neanche se si trovasse davanti vecchi bifolchi nostalgici riesumati stalinisti sovietici. Perchè un Governo deve tutelarlo, il diritto di opinione. Non censurarlo.

A chicchessia e a nessuno lo Stato può tappar la bocca. A meno che non trattasi di pericolosissimi sovversivi rivoluzionari mafiosi brigatisti pregiudicati e ricercati. Il che non ci pare proprio il caso del quarantasettenne Dieudonné M’bala M’bala, che vive e campa esprimendo il proprio verbo – più o meno opinabile – tra le mura privatissime del teatro parigino Main d’Or – suo quartier generale – che ora sta seriamente pensando di cancellare il suo prossimo show in programma venerdì 10 a Nantes (per la cronaca già cinquemila biglietti venduti). E magari di revocarne pure il contratto d’affitto, che scadrebbe tra un lustro. Altra follia, se fosse confermata. Come le parole del ministro degli Interni francese Manuel Valls, che si è pure scomodato a mandare una circolare dove si attesta che lo spettacolo Le Mur “non è una creazione, bensì solo di riunioni politiche in cui Dieudonné sfoga il suo odio contro gli ebrei”. Questo, caro ministro di origini spagnole, lo lasci decidere liberamente ai teatri di tutte le città che lo ospitano. E alle migliaia di persone e cittadini francesi liberi e paganti che da anni vanno ad assistere i suoi show antisemiti.

Vive la France! Vive Dieudonné!

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