Siamo seri. E non facciamo i portoghesi. E tanto meno gli indonesiani. La buffa stracomica pantomima andata in scena tra ieri e l’altro ieri nel triangolo Milano-Torino-Pavia non ha un benchè nulla a che vedere con parametri tecnici, economici e manco meno quelli della sbandierata panacea di sua maestà Financial Fair Play.

Siamo seri, mister Bunny gangnam Thohir si è preso una fottutissima scaga di un centinaio di ultrà semi-inferociti e ha dato ascolto più alle sirene cinguettanti del tweet piuttosto che a quei tre scagnozzi sciolti del Babbo Moratti, Branca, Ausilio e pappagorgiaFassone. De nò altri. Che per lavarsi e toglierli l’etichetta del gobbo juventino decide addirittura di metterci la faccia, e la pelata. Facendo entrare una manica di tifosi nella sede dell’Internazionale. Per farsi bello e pacioso al cospetto dei veri capi. E per far capire (come ce ne fosse il bisogno) che ad Appiano Gentile è finalmente tornata la vecchia cara e beneamatissima anarchia morattinana.

La tragistoria. Branca e Ausilio, dopo il niet di Arsenal e Chelsea per Guarin, cercano e trovano il contatto con la Juve. E mettono in piedi il folle scambio con Vucinic. Alla pari. La Juve è d’accordo (e te credo, non crede alle sue orecchie). Siamo già alle visite mediche, Freddy a Torino, Mirko a Pavia. Ovviamente Bunny Thohir da l’assenso, anche perchè magari pensava che Guarin fosse un mezzo rincalzo africano della Primavera. Ma all’annuncio praticamente fatto ecco i primi botti della piazza. La Nord lancia il comunicato intimante, e i social moltiplicano gli aborri. Così il Pres si prende paura per la prima volta. E nasce il rilancio del conguaglione. Di tre milioni tre. La Juve, che aveva già archiviato, gioca giustamente al ribasso, e rilancia a uno-uno e mezzo. Pare si chiuda con tale elemosina. E’ ancora tutto ufficiale. Visite fatte, procuratori fatti, e pure Thohir. Fatto. E invece no. La curva progetta l’insediamento davanti a via Durini, e così il bimbo-giacartone prende coraggio (e paura) a due mani (e a tre milioni). Quindi, dopo colloquio con Massimo e Angelomario (del tenore del tipo: “Plesidente Molatti, chi è sto Gualin? Tifosi essele molto allabbiati, tifosi adesso fale il culo a me, no a te. Stop al televoto. Io ci tengo a pellaccia Plesidente”) blocca clamorosamente tutto e tutti. Con Branca, Ausilio e Fassone esautorati in diretta mondiale, e la Juventus FC che commenta con assoluto e legittimo sconcertante silenzio.

Benvenuti dunque al Bunny Thohir Showdove ognuno può fà allegramente quer cazzo che je pare. Dove da due mesi il Presidente non dice ne’ proferisce parola. Ne’ ha nominato un suo Galliani italiano, ne’ ha fatto chiarezza sull’indecifrabile organigramma di via Durini, ne’ ha messo da parte qualche mela già ampiamente scaduta, e tanto meno ha scandito chiaramente sull’imminente futuro della Beneamata. Una società che prende ordini dalla Rete e dagli Ultrà, che si spaventa per una manciata di tweet delegando il suo potere di decisione a lor signori galantuomini della Curva. Questa è la nuova Internazionale 2.0 targata Erick Thohir. Dove tutto cambia, perchè nulla cambi. E dove pare davvero – come d’incanto – d’esser tornati (o rimasti) a quell’allegra e comica combriccola dei Moratti’s, in cui tutti continuavano a farsi li cazzi loro, ma dove almeno ce stava uno, brutto e coi denti gialli, che però il grano lo cacciava. Alla faccia del Financial Fair Play e senza neppur dover mostrare la pappagorgia di quel gobbo di Fassone.

ULTRA’ VATTENE! TUTTI I RICATTI