Che ha ottenuto? Ha constatato che in Russia non vogliono i gay. Embè? Già lo sapevamo. E pure Vladi sapeva benissimo che sarebbe andata a finir così. Un tentativo, il suo, inutilmente rappresentativo, oltre che provocatoriamente fine a se’ stesso. Che, anzi, ha causato scompiglio istituzionale e fatto sprecare senza alcun costrutto costi diplomatici ed Unità di crisi. Alla cazzo. Perchè questo non è certamente il modus, ne’ la maniera. Se si vuole combattere una battaglia per qualsivoglia diritto civile, lo si deve far seriamente, non da “cavallo pazzo” solitario. Coinvolgendo associazioni, opinione pubblica od istituzioni. Oppure andando fino in fondo, come le Pussy Riot. Mica chiamando casa alla prima avversità. Così è troppo è facile, cara Vladi.

LA VICENDA

Vladimir Luxuria

       

Agnese Landini è Vladimir Luxuria

“Giornalettismo” cita la nostra somiglianza