Il primo clamoroso ed inaspettato incontro pubblico di Grillo con un rappresentante della “casta” politica è finito come chiunque povero umano e popolano inetto si sarebbe aspettato. A schifìo per il premier in pectore Renzi, in trionfo per il kapo Adolf Beppe. Il tutto, in dieci neppur troppo esilaranti minuti di inutile farsa umiliante per l’ebetino ex sindaco. Don Matteo accoglie Grillo a braccia aperte, partendo (col balbetto) dalla scaletta del fantomatico programmino di Governo. Ma alla prima curve semi ironica del futuro premier (“Qui non siamo ad un tuo programma“) Grillo si prende il timone. E non lo lascia più. Sereno, pacato, spavaldo e ovviamente strafottente. Il generale pentastellato ribadisce a più riprese l’assoluto nulla cosmico di tale incontro. Che per Renzi diviene man mano sempre più deleterio. Perchè Grillo, stanco, schifato e fermo nel suo rigetto al “sistema colluso” appoggiante il premier, non permette al Bomba alcun diritto di replica, continuando imperterrito sulla linea anti democratica e collusa dei poteri forti, e della vetusta aberrante politica che continua a farla da padrone. Anche e soprattutto con la persona di Matteo Renzi.

“Tu rappresenti le banche e i poteri forti”, “Non mi interessa”, “Tu non sei più credibile, perchè rappresenti De Benedetti, gli industriali, gente che ha disintegrato questo Paese”, “Sei una brava persona sostenuta da un sistema che non è più credibile”, “In 5 anni hai speso 20 milioni in rinfreschi”, “La nostra stima non ce l’hai, noi siamo i conservatori”, “Ti do un minuto, non ho tempo per te, io non sono democratico”, “Tu sei una persona buona che rappresenta un potere marcio”, “Non abbiamo nessun tipo di fiducia in te e nel tuo sistema”.  Zittendo pure il collaboratore di Renzi che aveva provato a placarlo: “Io non non sto parlando con te, se vuoi parlare con me dopo andiamo al bar e parliamo di figli”. 

In definitiva, Grillo batte Renzi 2-0, quasi in surplace, col minimo sforzo. Perchè il comico rimane se’ stesso, stufo dei poteri e dei giochini di Palazzo e subito estremamente ironico ed all’attacco. Beppe parla come fosse davanti al blog, o nel bar sotto casa. Non fa trasparire alcuna emozione, e si mostra estremamente pungente anche sui punti concreti (acqua pubblica, finanziamento, Rai, spese dei partiti, energie rinnovabili), rimanendo pur sempre pacioso, tanto da sorridere alle battute provocatorie del sindaco. Come fa uno zio col nipote. Che non si chiami Letta. Renzi è invece ingessatissimo dal protocollo istituzionale, e la mette subito sul politicamente corretto, col pippone dei punti del Fare. A cui sa benissimo Grillo non freghi letteralmente na sega.

httpv://youtu.be/4Sm6dF_moqc

Sbagliando totalmente tattica. Mettendo Grillo sulla difensiva, e facendogli far la partita sin dall’inizio, in contropiede, senza neppur cercar di contrastarlo, senza manco provare ad interrompergli il monologo, se non con qualche sporadico e spazientito “Scusa, scusa, scusa” dal sapore di scocciatura spocchiosa parlamentare. Renzi avrebbe dovuto incalzarlo, e controbattere, punto su punto. Nel concreto. Sugli scontrini. Sulla buffonata della democrazia della Rete. Sull’impeachment. Sullo “zero” prodotto dai 5 stelle in 10 mesi di Parlamento. Fatto salvo per il finanziamento e tre scontrini gelosamente custoditi dentro il comò di Casaleggio. Umilmente, coi controcazzi e senza umiliazione.

Matteo Renzi avrebbe semplicemente dovuto limitarsi al preambolo protocollare (Siamo qui per sapere se ci date o meno la fiducia, o roba simile) passando immediatamente la palla all’avversario. Per poi scagliarsi lui stesso con forza contro il Vate a 5 Stelle. Usando le armi del contendente. Il contropiede. Il contrattacco. Uscendo per un attimo dalle sabbie mobili dei corazzieri di coorte, sfidando Grillo faccia a faccia, muso a muso, terra a terra. Ribattendo golpe su golpe alla solita tiritera grillina, con freddezza, paciosità e verve concreta. Senza subire inebetito la scontatissima onta mortifera del Beppe nazionale – quasi e peggio di Waterloo Bersani –  e senza aspettare il proprio turno come uno scolaretto scout a quegli insopportabili talk televisivi in prima serata. La discussione è anche questo. Parlarsi addosso ed interrompersi. In uno scontro duro e puro, più o meno leale. Altrimenti fai la fine di chi voleva smacchiare il giaguaro con l’Uni Posca della mutua. E poi ti trovi Angelino come vicepremier…

httpv://www.youtube.com/watch?v=UnekWe0vdUE