Intervista a Mirco, elettore deluso 5 Stelle

By on 31 maggio 2014

 
Da elettore grillino della prima ora, immagino tu sia parecchio amareggiato eh?
Decisamente, anche se a sangue freddo mi viene da dire che la sconfitta non è poi così cocente: considerando l’astensionismo e il fatto che il M5S è la prima volta che si presenta alle elezioni europee, ottenere il 20% dei voti non è un disastro totale. Sicuramente amareggiato perché è la prima volta che il Movimento delude le aspettative e non sappiamo come reagirà.
La sconfitta del M5S è stata nettissima. Ma forse non erano eccessive le aspettative?
No, le aspettative non erano eccessive. Viste le piazze piene durante la campagna elettorale, l’aumento del numero degli iscritti al blog di Grillo e i pronostici dei sondaggi, tutti speravano quantomeno in un 27/28%. Ci si aspettava di più anche perché credo che il M5S abbia mantenuto quanto promesso nelle precedenti elezioni politiche. Evidentemente gli errori sono stati altri.  
Da #VinciamoNoi a #VinciamoPoi…  Ora serve un bagno d’umiltà?
Il Movimento è umile. Grillo no, non lo è mai stato. Anche la sua comicità non è umile. Fin dai temo della RAI la sua forza è stata quella di dileggiare il “nemico” per parlare di problemi veri del Paese. Non direi che Taverna, Di Maio, Di Battista, Crimi e Lombardi non siano umili, anzi lo sono pure tropp! Mediaticamente il movimento è soffocato da Grillo. I grillini dovrebbero uscire dal guscio far sentire la propria voce.  
Piazze piene e urne vuote… Dove ha  veramente sbagliato Grillo?
 Grillo ha sbagliato la comunicazione. I programmi, l’agenda, i candidati sono sempre gli stessi mentre la comunicazione è cambiata. Non credo che le comparsate nei programmi TV, i paragoni con Berlinguer e i proclami sui processi mediatici abbiano giovato. L’Italiano vuole sognare, come l’ha fatto sognare Berlusconi e come lo fa sognare Renzi. I discorsi-fiume, i continui attacchi a tutto e tutti, la voce concitata, la faccia arruffata sono qualità che non piacciono agli italiani.
Grillo dovrebbe lasciare più spazio ai suoi, che alla fin dei conti non sono così male.
Vaffa a Schulz, l’Ebetino e Berlinguer… Non servivano più contenuti?
 Sì, servono più contenuti. Ma tutto dipende dalla strategia comunicativa che si sceglie. Se si decide di andare da Vespa, bisogna parlare di contenuti. Se si rimaneva sulla strategia del passato, incentrata sul considerare i media come parte integrante del sistema corrotto e quindi non servirsene a fini elettorali, allora in questo caso non è necessario parlare di contenuti perché ci si confronta solo con gli aderenti al movimento. Andare da Vespa, sbraitare e dirgli che è un fossile non funziona. E’ contradditorio.   
Quindi l’aver mostrato un volto moderato da Vespa è stato un autogol?
Come dicevo, non credo affatto che Grillo abbia mostrato un volto moderato, quantomeno agli occhi dello spettatore medio di Porta a Porta. Moderato lo è stato per noi che lo conosciamo, ma nessuno ha mai dato a Vespa in diretta del “fossile”, del “morto”, del “figlio di Mussolini”. È stato comunque un autogol andare da Vespa!
Alcuni parlamentari ora chiedono più spazio e puntano il dito contro il cerchio magico Di Battista-Di Maio. C’è il serio rischio che il movimento imploda?
 No, non credo imploderà. Casaleggio è esperto nel controllare cose, dati e persone. Non dimentichiamoci che la piattaforma di voto dei 5 Stelle è interamente gestita dalla Casaleggio e Associati. Senza i consoli Grillo e Casaleggio, i grillini perderebbero il loro luogo di confronto e di discussione. Non credo si spingerebbero a tanto.
Sotto accusa è la solita “democrazia interna”. Ma è possibile gestire un partito di questo tipo senza l’autorità assoluta del lìder maximo?
 Senza Grillo e Casaleggio il movimento perderebbe la piscina dove nuotare. Il dato tecnico è essenziale per chi crede nella democrazia della Rete. Chi controlla il mezzo, controlla anche il contenuto. Senza i consoli il movimento non esisterebbe.
Personalmente, credo che ogni partito necessiti di un capo. Anche  la vecchia DC aveva dei capi. Il leader è nel DNA di ogni formazione politica che si rispetti. Anche i movimenti più democratici e moderati avevano dei leader, parlo di Gandhi, Martin Luther King e Silvio, ovviamente…
E’ necessario rivedere la logica della Rete e dell’Uno uguale a Uno?
Assolutamente no. Leader sì, superuomini con più voti no.
Oltre al finanziamento pubblico e a qualche baruffa alla Camera, i parlamentari grillini non hanno portato a casa un granchè. Serve un cambio di strategia?
 Non condivido. I grillini hanno fatto tanto. Non potevano certo fare alleanze per promuovere leggi dopo che per tutta la campagna elettorale avevano detto che non si sarebbero alleati con nessuno.
Poi, sono sempre presenti in parlamento, leggono leggi, hanno presentato più disegni di legge di ogni altro gruppo parlamentare, il caso Shalabayeva l’hanno ritato fuori loro, loro sono stati gli unici ad andare fino in fondo con il caso Cancellieri, il voto palese per la decadenza di Berlusconi c’è stato grazie a loro. Politicamente sono attivi, che si condivida o meno il loro programma. 
Grillo trionfò al grido”Tutti a casa”. Ma stavolta a casa c’è andato lui. Come potrà risorgere dopo una batosta simile?
Credo lasciando più spazio ai suoi e rispondendo alle domande sul proprio programma senza dire “Vattelo a vedere su Internet”.
Per molti la presenza “spettrale” di Casaleggio ha danneggiato l’elettorato. Sei d’accordo?
Sì, è meglio se dirige. Poco convincente, troppo Guru…
Sei d’accordo con l’alleanza europea con l’indipendentista Farage? 
Si sono d’accordo. Alla fine i grillini hanno bisogno si allearsi con qualcuno. In soli diciassette eurodeputati sarebbero totalmente inutili…
Farage è sì è nazionalista, ma sui temi dell’Europa è abbastanza in linea con il M5S.
Continuerai a votare Cinque Stelle?
Non lo so. Decido di volta in volta. 
 

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