Diabolik si era fatto 2,3 milioni. Colpa di Lotito?

By on 24 luglio 2014

« Usando moglie e figlia come prestanome aveva accumulato nelle proprie mani due ville nel verde a Grottaferrata, zona Castelli Romani, tre automobili, conti bancari, libretti postali e titoli azionari. Insieme ad altri esponenti degli ultrà laziali gestiva inoltre la commercializzazione di gadget degli Irriducibili, divenuto un marchio. In particolare adesivi, felpe e magliette con l’immagine di “Mister Enrich”, omino con ghigno e bombetta intento a dare un calcio, ispirato a un fumetto inglese. Un simbolo che molti laziali sfoggiano. 
E non li compravano certo al Lazio Point del club, sottolinea un investigatore »
 

Poi l’ottuso tifoso laziale se la piglia col male assoluto luciferino, Claudio el gordo Lotito. Che un decennio fa prese una società allo sfacelo, risollevandola finanziariamente e portandola quasi sempre in Europa. Quasi sempre in pareggio di bilancio. Comprando a 2 e vendendo a 20. Che non è delitto, anzi. Ma la famigerata piazza della Nord gli imputa di tutto: da essere un mafioso, da far solo suoi personalissimi interessi familistici, da essere un buffone antipatico, da non cacciar un euro sul mercato e di non programmare un futuro biancoceleste più felice e prosperoso (come se in Italia ci fosse solo mezza società, che pianifica). Mentre loro – i gentleman signorotti Ultras – non solo ci volevano far la cordata assieme ai mafiosi (Chinaglia con Casalesi & co., ndr), ma il grande Kapo delle loro morigerate ed irriducibili fila era ed è il mitologico Diabolik, criminale e spacciatore incallitissimo, finito al gabbio lo scorso anno e a cui stono stati sequestrati beni per oltre due milioni. Molti dei quali derivanti da sporco e abusivo merchandising laziale, col quale il Piscitelli si arricchiva di brutto alle spalle delle pecore della Curve. Aquile di nome, non propriamente di fatto.

Cioè, riassumendo. L’amministratore delegato degli Irriducibili era pieno zeppo di precedenti penali. Disfava tutti gli stadi d’Italia e d’Europa. Sottraeva introiti e cassa alla sua amatissima Lazio. Vendeva prodotti non ufficiali lucrando sul tifoso onesto e sulla semplice famiglia aquiolotta, costretta a sacrifici inenarrabili per portare il figlioletto a veder spranghe, fumogeni e a sentir cori anarchici che manco nel Terzo Reich. Un giorno sì e l’altro pure faceva la guerra al Presidente, perchè questi lo aveva segnalato alle autorità o magari non gli dava più i “dovuti” omaggio. E ancora, ad ogni maledettissima domenica appecoronava l’intero Olimpico guarrafondando sul Lotito, costringendo ad ognissanta giornata casalinga i propri beneamati beniamini a giocare quasi a porte chiuse e in un clima da ultima giornata come se la squadra fosse in B da un mese. Costringendo il signor Claudio alla scorta continuativa indeterminata (che paghiamo no’ altri) ed umiliando professionisti, direttori e massaggiatori al pubblico ludibrio per un semplice schiribizzo d’onore domenicale. Come scusarsi assai dopo una sconfitta interna. O baciare le mani all’energumeno Capo Ultrà. Poi, manco fosse abbastanza, intestava anche case, ville, auto di lusso e azioni-Lazio a moglie e figlioletta, gestendo tranquillamente i suoi traffici dal carcere. Mentre i suoi scagnozzi irriducibili rifornivano mezza Roma di hashish ispanico. Lucrando pure qui. Con lo spaccio e le canne. E coi soldi della SS Lazio.

Ancora sicuri allora, militaristi pasionari irriducibili di Nord e Montemario, che sia davvero Claudione Lotito il vero unico male assoluto che gravita furtivamente intorno a Formello? Oppure, chissà, qualche esile minuzia di responsabilità ce l’avranno forse anche queste subdole sanguisughe criminali e grandissimi fjo de ‘na gradinata Ultrà biancoceleste?!

 

Già in carcere: gestiva immobili, auto e quote Lazio

185 kg di hashish e spaccio nella Capitale

«Pronto, sono Diabolik…»  «E io sono l’ispettore Ginko…»

UNA VITA AL MASSIMO CON LA LAZIO TATUATA

Non tollereremo le offese gratuite nei nostri confronti”

L’amico Toffolo, ex capo Irriducibili che tentò la scalata

Quando Diabolik installava il maxischermo

LOTITO  FOREVER

Gli imbecilli laziali inneggiano ad Alba Dorata

Aris, ultrà pentito

#UltràVattene: tutti i ricatti

 

Ultrà Vattene! Siamo già oltre 1.100

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2 Comments

  1. davide

    25 luglio 2014 at 15:28

    Di seguito una lista dei famosi acquisti di Lotito.
    A chi ti riferisci di preciso quando dici che compra a 2 e rivende a 20?
    Seric, Oscar Lopez, Robert, Esteban Gonzalez, Mea Vitali, Talamonti, Lequi, Bazzani, De Sousa, Keller, Siqueira, Belleri, Giallombardo, Piccolo, Bonanni, Tare, Berni, Bonetto, Quadri, Gimelli, Makinwa, Jimenez, Artipoli, Rozenhal, Correa, Del Nero, Foggia, Vignaroli, Meghni, Carrizo, Degré, Barreto, Eliseu, Hitzlsperger, Cruz, Garrido, Bresciano, Sculli, Di Pietro, Rosario, Stankevicius, Alfaro, Cissé, Ciani, Pereirinha, Saha…Sorvolando su Cana e sospendendo il giudizio su Ederson

  2. John Blacksad

    31 agosto 2015 at 05:14

    “e a sentir cori anarchici che manco nel Terzo Reich.”
    Cori nazisti casomai.
    Non è la prima volta che rovini concetti abbastanza condivisibili
    con considerazioni ignoranti e qualunquiste