Dopo una lunga malattia, è morto Marco Longo, calciatore trentaduenne ex centravanti di Aglianese, Vaianese ed altre formazioni toscane delle serie minori.

Immaginiamo che domenica si fermerà l’intero palinsesto del Calcio dilettantistico nazionale vero?

Eh, ci sa proprio di no.

Perché Marco Longo era un povero inetto sfigato delle serie minori.

Perché solo ai professionisti di serieA e serieB è permesso il lusso dell’assenteismo remunerato.

Perché la glande macchina della lagna mediatica se ne frega di Marco.
Perché il rischio dell’insensibilità nazional popolare arcipocrita e falso buonista del grande capo Malagò si azzera totalmente al cospetto del povero Longo.

Perché la “dolce” morte in arresto cardiaco di un Nazionale vale cento volte di più che un brutto male di un signor Nessuno di Siano che per due anni lotta come un leone fino a perire.

Perché per i ricchi e famosi Astori e Morosini non esistono Doveri professionali e pubblici, mentre per quell’Altro il caso si può archiviar tranquillamente come una delle tante casuali morti precoci del cammino di nostra Vita.

VIVA MARCO LONGO.
VIVA IL CALCIO CHE NON SI FERMA.
VIVA LA MORTE.

 

Marco Longo muore a 32 anni

 

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