Se muore operaio si ferma la produzione italica?
Se muore Mentana si ferma tutta l’informazione?
Se muore la Bocassini fermiamo tutti i processi?

E le trasferte dei tifosi chi le rimborsa?
E ai loro sforzi, tempo e diritti chi ci pensa?

Un ragazzo, nazionale di pallone, ha avuto un arresto cardiaco. Ok dispiace. È una tragedia.
Si ferma tutta la Giornata, serie B compresa.

Quindi, per lo stesso parallelo dovremmo bloccare ogni attività per tutti i 60.000 infarti o decessi cardiaci italici che avvengono ogni anno?

BASTA TRATTAR IL CALCIO COME UN LAVORO A SÉ. Di serie A, sopra gli altri, senza doveri verso alcuno.

È la seconda azienda italiana.
E il Calciatore un professionista di prim’ordine. Che deve esercitare il suo mestiere anche e soprattutto nelle avversità della Vita.

Perché è questo che è accaduto. Tragica e fatale casualità. Come tante. Come migliaia. Che succedono nella parabola di ogni esistenza. Che talvolta, ahi noi, può esser triste e schifosamente ingiusta.

Giocare era il modo migliore per onorare la morte e la Vita di Davide #Astori
Non una giornata colma di lagne inutili ed ipocrisie insopportabili e finto morali che non risolvono alcunché.

E lui, ci scommettiamo, avrebbe voluto così.

 

Forse colto dalla sindrome di Brugada