In uno stato di tale emergenza e di guerra sanitaria come non mai, è quanto meno vile e subdolo che il capo di Governo del Paese più colpito al mondo dal coronavirus utilizzi esclusivamente per meri fini politico propagandistici un discorso nazionale a reti governative unificate (trasformato in one-man-show by Rocco Casalino con 5h e mezza di ritardo) per attaccare politicamente, personalmente e ferocemente le opposizioni parlamentari, con tanto di ditini puntati e bavetta alla bocca – incluse fake clamorose ed acclarate – profittando miseramente del consenso e dell’appecoronamento generalizzato del popolino inerme, oltre a quello della gran parte di stampa ed opinione pubblica tricolore (a fine conferenza ben 4 scolastiche domandine, 2 delle quali da giornalisti RAI, una delle quali rimandata a mittente).

L’opposizione fa l’opposizione (che cosa strana) ed il Governo deve agire e produrre risultati concreti il prima possibile, non solo multitudini di deCretini, autocertificazioni ed inutili commissioni e task force, non ultima quella che vede impegnati 17 cervelli di Stato sulle fantomatiche fake news, cui probabilmente il primo ministro e l’esecutivo tutto dovrebbero contribuire in larga misura.

La smazzolatura ad personam di premier Giuseppy agli acerrimi nemici Matteo&Giorgia, esaltata sino all’eiaculazione dagli accecati e minus haters antisalviniani, e giunta dopo un mese di arresti domiciliari forzosi ove il derelitto cittadino recluso avrebbe quanto meno voluto sentir risposte concrete su testing, tamponi, app, screening e piano progettuale di riapertura, non è stato altro che uno scarica barile pusillanime della responsabilità di azioni, opere ed omissioni governative sull’improba e deficitaria trattativa con UE e crucchi tulipanati che il 23aprile imporrano a tutti – statene certi – il signor MES, come già dichiarato dal premier olandese Rutte (omen nomen) dal proprio intoccabile eremo fiscale, oltre che dalle principali testate europee non certo tacciabili di sovranismo latente. Un Mes vagamente condizionato che tanto saprà di supposta edulcorata alla Tachipirinha. Che il sior Conte, ottimo imbuonitore trasversale delle masse con imprinting di giovane vecchio democristiano da prima Repubblica, saprà certamente farcela pigliare ed accettare tutta d’un colpo e di buonissimo grado.

Come sta facendo attraverso il tanto sbandierato Modello-Italia del nulla cosmico assoluto (che produce 600 morti al dì), fatto di annunci settimanali Wow in prime-time od in tarda notte marzulliana, ove l’unico real obiettivo è quello di procrastinare una detenzione oramai pregna ed assopita. Come se “Andrà tutto bene” e “State in casa” fosse un modello socio-economico-sanitario da poter consegnare ai futuri Churchill de no’ altri.

Intanto, però, godiamoci questa Pasqua da Fine Pena Mai sul divan di coorte senza la benché minima traccia, dopo trenta giorni trenta, di una semplice applicazione che controlli i flussi del virus e permetta agli immuni di tornar in vita; senza una cazzo di pianificazione dei tamponi a tappeto; senza una mezza mascherina; senza una testa unica che coordini comuni e regioni e mandi l’esercito con codice penale a far paura ai cazzoni di Pasquetta; senza un euro erogato; senza speranza, e senza fatturato.

E senza nemmeno poter aspirare ad un pensiero differente da quello Unico di chi da oltre un mese sta solo propagandando spot ed annunci a nastro, nella fervida e trepidante attesa del prossimo deCretino by Winston Conte. Stavolta forse in eurovisione. Magari da piazza Venezia.

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