La querelle Millacci-Di Cataldo, insabbiata dalla calura estiva dopo l’intervento degli inquirenti e la chiusura (segnalata solo da nò altri) della pagina Facebook da parte di Annalaura, si arricchisce invece di un nuovo elemento.
Ora entra in campo l’amico (o presunto tale) di lei, tale Wright Grimani, artista contemporaneo appassionato di tivvù, in quanto oggetto moderno televisivo. Il Grimani è uno dei protagonisti dell’ormai celebre scatto della serata del 18 giugno presso il locale romano La Villa (quello sdraiato, cerchiato in rosso, ndr).

Se però la foto pubblicata da Oggi, che mostrava una Millacci senza alcun graffio in viso alla festa di Riccardo Natili, segnava decisamente un punto a favore del cantante, le recentissime dichiarazioni del Grimani rimescolano nuovamente scenari, logiche, opere ed omissioni. L’artista scrive una lettera a difesa di Annalaura dalle colonne della propria pagina FB. La notizia è riportata da Leggo.it. Ma, scorgendo la stessa pagina del Grimani, non vi è traccia alcuna di tale scritto. Altra sparizione strana ed illogica. Altro mistero di un caso più unico che amaro.

Leggo.it pubblica la notizia sabato 3 agosto, dunque si presume che il Grimani abbia postato su Facebook almeno 24 ore prima, se non il gjorno stesso. Ma, come ben visibile dal print del profilo dell’artista, non vi è nessun riferimento a questa dichiarazione salva-Millacci. Wright si interroga del perchè gli venga sempre da tagliarsi i capelli il sabato, condivide un video di Lucio Dalla, poi aggiorna l’immagine del suo profilo. Ma nessuna lettera. Visibile ai “non amici”, per lo meno.

Wright Grimani conferma le botte prese dalla Millacci il 18 giugno scorso. E, a chi pensa che la foto di Oggi possa essere la prova assolutoria per il Di Cataldo, lui riconferma con forza la tesi delle percosse, rivelando altri dettagli tipici del dramma-passionale: « La sera stessa dell’aggressione e cioè il giorno 18 giugno abbiamo deciso a tarda ora di uscire per incontrare amici … Si è truccata scrupolosamente utilizzando un fondotinta molto coprente. Ed infatti il suo volto risultava esteticamente a posto. Ma all’interno della bocca aveva ancora i tagli che ho potuto notare in modo evidente e che le provocavano dolore … Premetto che, circa 12 ore prima, sono stato io a chiedere ad Anna Laura Millacci di farsi delle fotografie dopo che mi ha telefonato pochi minuti dopo la sua aggressione. Sono stato il primo ad essere informato sull’accaduto. Lei non aveva alcuna intenzione di sporgere denuncia, in primis per preservare la bimba e poi per non mettere il suo ex compagno in una situazione difficile visto Il momento non troppo felice della sua carriera artistica … Le dissi allora che le foto le sarebbero servite a “memoria futura”, per potersi ricordare sempre dell’accaduto …  Il motivo scatenante del litigio è stata la sua gelosia nei miei confronti. Il suo ex ha visto una canzone che avevo postato privatamente a lei su Facebook con annesse alcune parole dolci ed un cuore … Anna Laura non lo amava più e lui lo sapeva molto bene »

Wright Grimani, che si dice pronto ad assumersi tutta la responsabilità dei suoi scritti e delle sue parole (confermate davanti agli inquirenti il 31 luglio scorso) si manifesta dunque come il testimone deus ex machina di questa vicenda a dir poco controversa e contraddittoria. Il Grimani sa delle botte, è il primo a cui la Millacci confida il fattaccio, ed è quello che la consiglia fotografarsi il volto tumefatto. Ma è anche il “rivale” che scatena la furia violenta del Di Cataldo, tanto di lui geloso da gonfiare Annalaura. Ed è pure, il Grimani, il confidente fidatissimo, e forse il solo che sapeva del “trucco al viso” e dei tagli alla bocca nel post-percosse.

Wright Grimani, movente e testimone. Wright Grimani, causa ed effetto. Wright Grimani, co-protagonista e antagonista chiave su cui potrà vertere il castello accusatorio nei confronti di Massimo Di Cataldo. Anche se quel fondotinta “da film” ci lascia ancora assai perplessi. E con non poche chiazze di dubbio sul viso.

PS – abbiamo contattato il Grimani via Twitter, ma ad ora le risposte stanno quanto la sua lettera postata su Facebook…

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