Sette anni. E interdizione perpetua (non quella dei preti, s’intende) dai pubblici uffici. Sentenza dura, durissima. Ma pure scontata, scontatissima. Uno in più di quei sei richiesti dal Pm-assaggiatore Sangermano, che già aveva giocato al rialzo. Nel processo più moralista e pruriginoso della crosta terrestre, non è certo un caso che la sentenza venga emessa da un trio-femmina capeggiato dal presidente Giulia Turri, con la grande accusatrice Red Boccassini spettatrice dal divano di casa (con pop corn e rutto libero) e il mega procuratore capo della Repubblica – Edmondo Bruti Liberati – a godersi la vittoria live dal parterre dell’aula.

Il punto è che non è successo un bel nulla. La verità è che il Berlusca ne uscirà come sempre più forte e più grande di prima. Con un partito encefalo-piatto nuovamente forte e ricompattatissimo. Con la protesta amazzonica dei Chicchitto-Gasparri-Santanchè già sull’uscio del tribunale. E con una proiezione alle prossime (poco) eventuali elezioni che vedranno il Pdl accrescere e gonfiarsi come non mai. Insieme al triplo petto di Re Silvio. Che potrà continuare a fare la vittima ed il martire dei sanguinolenti giudici mangia bambini, e che ora avrà addirittura il potere di mantenere piuttosto che staccare la spina a questo governicchio-feto de nò altri.

Bell’affare eh Bocassini & co.? Dopo aver inscenato un procedimento ai limiti del grottesco che mirava ossessivamente a spiare da dentro il buco dei genitali berlusconiani con fine ultimo quello snob-maniacale di giudicare a tutti i costi uno stile di vita ritenuto a priori penalmente condannabile, oltre che sentenziare su qualche mezza cortigiana paragonata razzisticamente a “carne pascolante” o a “vino prelibato”, con questa una epta-richiesta il pool anti-Silvio la spara talmente grossa che anche a livello strategico il castello di sabbia milanese si sbriciola da tutte le pareti. Lo sai che questo è un processo politico, dal quale possono dipendere le sorti di vita o morte di questo governissimo. Chiedendo sette anni ti tiri la toga sopra i piedi. E non fai altro che confermare la tesi difensiva, che cioè trattasi solamente di reato persecutionis.

Ma adesso che succede? Il solito fritto misto berluscones. Vecchi e badanti di Silvio faranno un po’ di caciara per un mesetto buono, tanto da far capire a Enrico Lento chi è che davvero comanda. Poi si vedrà. Tanto al Berlusca sta bene comunque. Se il governo (soluzione auspicabile) rimane in sella, lui continua a dar le carte. Se cade, spingerà ed otterrà elezioni imminenti, dove sfiorerà il 30 riprendendosi tutte le poltronissime. Come vent’anni fa. Per poi ridare la caccia ai comunisti. Aspettando un nuovo avviso della signora Ilda in rosso. Che puntualmente arriverà. Come da copione. Come vent’anni fa. Finchè Renzi non ci separi.

 

Gad Lerner esulta eccitatissimo

 

Santanchè prepara la rivolta

 

 

 

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